martedì, novembre 19, 2013

Accogliere il Rosso



A volte facciamo cose istintive, del cui significato ci rendiamo conto solo in seguito. Nei giorni passati, in pieno momento pre-mestruale, avevo grande bisogno di rosso. Smalto rosso sulle unghie, la collana lunghissima fatta di semi brasiliani, che mi ha donato la mia Polly. E sabato, una bella passeggiata con il mio Amore, nei nostri boschi così rosso fuoco, grazie alle foglie cadute, che creano un magico, infinito, tappeto rosso.



Nel bosco mi sento libera, a contatto con la Terra. I pensieri si fanno rarefatti come l'aria frizzante che vibra intorno a noi, nella luce del tramonto.
Le radici disegnano forme strane, e alfabeti magici. Mi sembra di intravedere le fate, come quando ero bambina, nascoste tra le foglie, vestite di muschio.




Qualche giorno dopo, puntuali e sicuramente non attese, arrivano loro, le mestruazioni. Mi sono ripromessa di scrivere qui sul blog le strategie di sopravvivenza alla gravidanza che non arriva, e quindi non vi dirò di come, ogni volta, questa sia una piccola morte dentro di me, di come mi venga da piangere, ogni volta, e di come mi chieda sempre perchè io no, perchè ancora non è il momento, quando accadrà.

No. Non voglio più stare male, passare il mio tempo tra calcoli di ovulazioni, ritardo, test, strisce ovulatorie e temperatura basale.
Questo mese, come vi avevo detto, ho messo da parte tutto questo, e devo dire che sono stata molto meglio. Aiuta, non monitorare sempre tutto. Lasciare andare il controllo, lasciare che le cose accadano, senza spingere, senza forzare. Almeno per me.


Ma non vi nego che questi giorni, i Giorni Rossi, non siano proprio semplici. E allora ho ripreso in mano uno dei libri cardine della mia vita, Luna Rossa, di Miranda Gray. Lo comprai a Bologna, anni e anni fa, ed è stato stimolo per incontri tra donne, serate di meditazioni, diari, per conoscere meglio me stessa.
Forse, in questo momento che le mestruazioni ed il sangue sono qualcosa che mi dà dolore, che non accetto, che vorrei cambiare...ecco, forse è adesso il momento in cui devo accoglierle. Accogliere la mia Strega, davvero, la mia parte oscura, distruttrice, interna.

Il mio ciclo avviene con la Luna Piena: ho esattamente quello che Miranda Gray chiama il Ciclo della Luna Rossa.

(in questo ciclo) l'ovulazione avviene nell'oscurità della luna nuova e le energie interiori vengono rilasciate mentre la luce lunare aumenta. Il Ciclo della Luna Rossa mostra un orientamento contrario all'espressione delle energie nella procreazione e nel mondo materiale, in favore dello sviluppo interiore e delle sue espressioni. Questo ciclo era considerato, dagli uomini, più potente e meno controllabile, e quindi divenne il ciclo della "donna malvagia", la seduttrice, la donna sapiente o brutta strega la cui sessualità era utilizzata per cose che non riguardavano la creazione di nuove generazioni.


Ma allora...è proprio il mio ciclo che in questo momento della mia vita mi spinge verso un altro tipo di creazione!
Ho ritrovato, in fondo al libro in questione, un capitolo tutto dedicato alla creatività.
Per lenire il dolore devo connettermi con me stessa, e creare. Conoscere le fasi del mio ciclo femminile, imparare a gestire le energie in base alla fase che sto attraversando.

Vorrei dire a tutte le donne che, come me, vivono l'arrivo delle Malefiche con disperazione, rabbia e impotenza...che forse dovremmo partire da lì, dall'accettazione della nostra parte più oscura e distruttiva, per iniziare a creare.
Che la creazione non deve essere, obbligatoriamente, pro-creazione. Che forse è un cammino, un percorso, che può iniziare da un disegno, una danza libera, una serie di foto, una canzone inventata e cantata a perdifiato di fronte ad un bosco incantato.

Non voglio vivere i miei giorni Rossi come se fossi in punizione, nell'assenza di quella pancia piena di Vita che tanto desidero. Voglio vivere i miei giorni Rossi collegandomi a quello che possono insegnarmi.

Solitudine, coccole, semplicità, riflessione. Voglio cullarmi nel buio, nell'oscurità. perchè Dall'oscurità provengono tutti gli esseri e tutte le cose, il potenziale dell'utero, l'oscurità dalla quale provieni e alla quale ritornerai.




Proviamo ad accettare la nostra forza, il nostro Potere, la forza della rinascita che è raccontata e racchiusa nel nostro ciclo mensile. Come la Luna, che si rinnova e ricrea.

Capisco che è inutile piangere e arrabbiarsi perchè anche questo mese mi sono venute!
Invece, accogliere i doni che portano con se le Mestruazioni, accogliere e utilizzarli al meglio. Ecco cosa dobbiamo fare :)

EDIT: Una amica mi ha mandato stamattina questa meravigliosa preghiera, che voglio condividere con voi, Donne in Rosso. Stare vicine serve, e spero che i miei post vi nutrano, e allevino il dolore.



"Benedico la mia vagina la porta della vita e del piacere
Benedico questo sangue che scorre da questa porta
perché mi purifica
e mi innalza in mondi infinitamente insospettabili
dove posso viaggiare da sola o in compagnia .
Benedico questo sangue perché fa del sesso
qualcosa di speciale e sacro .
Benedico il sangue che mi libera
dall' imperativo biologico del parto ,
per donarmi in modo disinteressato gli altri ,
Benedico questo sangue perché mi rende completamente aperta ,
e attraverso di esso tutte le mie azioni sono per
il mio piacere e quello di coloro che amo .
Benedico questo sangue perché con esso
Posso fare la magia ed i rituali .
Benedico questo sangue che scorre attraverso di me con ogni luna
e mi rende uno con l'universo intero
Benedico questo sangue che mi invita a meditare
e lasciare il mondo al suo bisogno di sicurezze.
Benedico questo sangue che mi invita a vedere in me stessa ,
e in di tutti gli esseri .

Benedico questo sangue perché attraverso le mie emozioni
Chiunque può vedere il proprio volto vero
quello che si sforza di nascondere .
Benedico questo sangue perché io non sono incinta
ma , grazie a lui , posso esserlo se lo desidero
Benedico questo sangue perché mi porta in 
Estasi e in trance ,
per oracolare , per i miei viaggi astrali e per favorire la guarigione.
Benedico questo momento perché purifica il sangue ,
mi trasforma e mi libera da tutte le azioni
che io e tutte le mie sorelle abbiamo mancato
e per gli antenati nel corso della storia ! "

Texto: Myriam Wigutov, del libro "La Rueda Púrpura
  —


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venerdì, novembre 08, 2013

Mentre Aspettiamo


Il mio precedente post mi ha messo in connessione con tante donne che stanno vivendo la mia stessa Attesa, donne bellissime e piene di Vita.
Scrivere un blog, diversamente dallo scrivere un diario cartaceo,  crea legami. Si scoprono fili luminosi che ci uniscono, come l'essere Acquariane, l'amare i colori, il sentirsi parte di qualcosa, come racconta benissimo Daniela.
Leggo in giro tanti blog, evitando con cura quelli che parlano troppo di vita da mamma (sarebbe doloroso, adesso) e soffermandomi su quelli che parlano della Ricerca di un figlio. Molto spesos questi blog sono dolorosi, sofferenti, e io so, conosco e capisco questa sofferenza.

Però voglio offrirvi qualcosa di altro, qualcosa che lenisca, come un balsamo curativo, queste ferite che ci portiamo dentro. In fondo sono pur sempre un'Erborista, no?

Lo sto facendo per me, e lo faccio anche per voi, donne in attesa e in ricerca. Cogliere piccoli piaceri, piccoli momenti nascosti nelle nostre giornate, appuntarli su un foglio e condividerli.

Parlarne, perchè parlare molto spesso guarisce.



La bellezza nel fare una pausa dal lavoro, con tè verde e un libro magico arrivato per posta, insieme ad olii profumati e ricchi di proprietà, grazie ad un baratto di Zero Relativo.



Seduta in piazza del Duomo, nella mia città,  al tramonto. Non è freddo, l’aria è mite anche se è Novembre. I movimenti delle altre persone sono lenti, rarefatti, lontani. Come se fossero sott’acqua. Un signore fa bolle di sapone enormi, i bambini lo guardano incantato, tra urletti di gioia.

Penso, allo stesso tempo, che se avrò un figlio lo porterò qui, a giocare, magari con il nonno; guardo i figli delle altre e non sono presa da nessuno sentimento struggente e doloroso.
Ogni giorno un piccolo passo per allontanarmi dal dolore e per godere dei piccoli piaceri, delle cose che rendono una giornata colorata.
Come desiderare un mazzo di Tarocchi Marsigliesi, ed il giorno dopo andare a casa di un’amica per fare due chiacchiere e scoprire che lei te li regala, un mazzo di Tarocchi marsigliesi nuovissimi.
E la soddisfazione di fare tanto sapone, mescolarlo con spezie e polveri profumate, colarlo negli stampi, attendere la magia.
Parlare dentro al crepuscolo con un’amica, ascoltare le sue confidenze, mettere da parte i miei pensieri e rendermi completamente disponibile a lei.
Rinfrescare la pasta madre per fare una schiacciata al rosmarino, domani.

Tutte queste piccole cose mi servono, mi aiutano a non perdere la rotta, a non fissarmi più su quell’unico pensiero, la Ricerca.
Le scrivo, perché so che possono servire. Perché nelle nottate passate  leggere i blog di chi è in cerca come me, o nel cercare risposte alla fatidica domanda Perché io no? avrei anche voluto trovare un antidoto a questo basso continuo, a questo pensiero che non ti lascia mai.

Il mio è quello di concentrarsi appieno nel presente, nelle cose che mi fertilizzano, come dicevo nel mio post precedente.

Imparare ogni giorno qualcosa. Ogni giorno, ricordarsi che la vita è adesso, che non importa quello che accadrà, che dobbiamo vivere con pienezza, per essere poi riempite dalla Vita stessa.

E magari anche farsi due risate leggendo questo post: grazie, stamattina mi hai fatta ridere!

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lunedì, novembre 04, 2013

Conci(A)miamoci!



Ogni giro di Ruota porta con sè riflessioni profonde. Samhain è passato, quest'anno i compagnia di un'amica ri-trovata, di una teglia di patate e mele, stufa accesa e chiacchiere. Il mio rituale è stato semplice, diretto. Ricordare le proprie radici, le proprie Antenate. Le donne che, prima di me, sono state Madri e mi hanno concesso di essere donna e figlia. Le donne della mia famiglia, donne forti, originali, profonde. Ho liberato le mie paure bruciandole con il fuoco. E desiderato intensamente, sognando ad occhi aperti.

Questi giorni di vacanza sono stati riempiti da stimoli magici e creativi: la fantastica Mostra a Palazzo Strozzi a Firenze, sull'avanguardia Russa. Se ne avete l'occasione andate a visitarla, io e Andrea ci siamo incantati in quelle stanze, sospesi tra Russia e Oriente, tra magia e realtà. Gli uomini-radice, i manufatti siberiani, la civetta come protezione. Davvero imperdibile.


Immersi come eravamo nelle atmosfere russe, non ci siamo persi Zio Vanja a teatro, con la regia di Bellocchio. Cechov è sempre Cechov, forse il mio preferito quando si tratta di testi teatrali, sia da vedere che da interpretare. 

Ho amato questi giorni passati in giro, assorbendo Arte da ogni poro della pelle. Il momento prima che inizi uno spettacolo in teatro, quel momento di buio in cui tutti, sia gli attori che il pubblico, trattengono il respiro, come prima di un tuffo. La bellezza delle opere russe, il portarmi a casa, dentro di me, la forza e la magia della Donna con Serpenti di Kalmakov. Fare le carte di notte, nella notte del 31 Ottobre, interrogare gli Arcani e ritrovare sempre, come ogni volta, pezzettini di me.


Sul comodino ho un Libro sui Tarocchi, sento il bisogno di dedicarmi di nuovo allo studio delle mantiche. E' uno studio che non si interrompe mai, davvero simile ad un cammino, un cammino iniziatico. Non si conclude, ma va sempre un pochino più avanti, dentro di noi.

Cerco di fare chiarezza dentro di me. Non voglio più, in questo anno che viene, essere così addolorata e sentirmi così vuota per la mia attesa e -per ora- inarrivata gravidanza.
Voglio anche rompere i tabù, e parlarne; sembra che il desiderare un figlio sa ancora un argomento difficile di cui parlare, come sei il desiderarlo troppo impedisse la sua venuta, un pò come il famosissimo "non pensarci, vedrai che accade" che mi viene ripetuto ad ogni piè sospinto.

So benissimo che c'è del vero anche in questa frase, in questa tendenza popolare. Bisogna pensarci di meno, forse anche per lasciare spazio affinchè il miracolo della vita si compia. Lasciare che le cose avvegano spontaneamente.
Proprio per questo ho buttato, insieme alle ceneri di samhain e alle mie paure, gli stick per l'ovulazione, il termometro per la temperatura basale, i grafici e le statistiche.

Mi sono stufata, davvero, Questo figlio io quasi quasi non lo desidero più. O meglio, lo desidero ma non lo voglio più cercare. Che, davvero, altrimenti mi rovino la vita, la mia e di quelli che mi sono accanto.

Per adesso vivo, e creo attraverso la mia arte. Vado al cinema, a teatro, a vedere mostre e a fare fotografie nel bosco anche quando fuori tira vento. Vivo senza paura, con le radici nella mia terra morbida e fresca di Autunno. 

Forse per fare un figlio bisogna fertilizzarsi bene, come si fa con l'orto. Il mio concime è fatto di:

arte sciamanica da vedere, annusare, godere e praticare
ricettine afrodisiache e sperimentali
spignattamenti di autoproduzione, insieme al mio lavoro di Saponaia che mi sta dando grandi soddisfazioni
teatro fatto dalle amiche, da chi conosco e da chi non ho mai visto. E un piccolo sogno, quello di tornare in scena
tango, danza libera e sognante insieme alla mia maestra di danza, che sta diventando un'amica speciale
le manine della mia nipotina meravigliosa, figlia della mia Syl
mani nella terra, tra le foglie di autunno, nel bosco, nel mio orto

Vedremo che cosa nasce. E speriamo che sia Femmina! ;)

Le foto di questo post sono state scattate prima di Samhain, vicino casa.


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venerdì, ottobre 25, 2013

La mia Pasta Madre Liquida!



Devo milioni di grazie alla mia cara Nata di Marzo, che mi ha fatto notare che la mia pasta madre, che credevo solida-morbidina, era invece pasta madre Liquida a mia insaputa.

E ancora milioni di grazie a Pat di Pan di Pane, grazie a lei ho iniziato a sperimentare la mia pasta madre trattandola da pasta madre liquida, o Licoli, come si chiama in gergo.

Il pane che si ottiene utilizzando la pasta madre liquida è un pane morbido, friabile, buonissimo e con i buchi...come quello che si compra!

Vediamo nello specifico come si fa a fare il pane con la pasta madre liquida, o meglio, come ho fatto io sperimentando i vari rinfreschi e le informazioni che ho letto qua e là.

Prima di tutto, occorre liquidizzare la vostra pasta madre solida. Niente di più semplice: la sera prima di fare il pane tirate fuori la vostra pasta madre, e la sciogliete in 300 grammi di acqua tiepida, aggiungendo poi 400 grammi di farina.
La mattina dopo, mettete in frigo,in un barattolo di vetro, 100 grammi di questo composto: con il resto potete panificare a vostra scelta.

La cosa bella della pasta madre liquida è che non necessita di rinfreschi serrati come la pasta madre solida: dura almeno per un mese, senza reclamare attenzioni e cibo :)
Potete metterla in frigo e, se non la utilizzate per più di un mese, rinfrescarla con 65 grammi di acqua tiepida e 50 grammi di farina.

Poi, ovviamente, la rimettete in frigo.

Se invece desiderate utilizzarla, ecco come fare.

La mattina del giorno prima di fare il pane mettete fuori dal frigo il barattolo: vedrete che è diviso in due fasi, uno più cremoso, sottostante, l'altro più liquido, sovrastante.
Come nella foto seguente, dovete aprire il barattolo, e mescolare le due fasi con una forchetta pulita, in modo da rendere omogeneo il composto.



Adesso iniziamo con i rinfreschi: prenderemo una piccola quantità della pasta madre liquida, e rimetteremo in frigo il barattolo. Quando vi accorgerete che il barattolo che è in frigo arriva circa a 50 grammi, aggiungete 65 grammi di acqua tiepida e 50 grammi di farina, per ricreare la vostra pasta madre liquida da utilizzare via via.

Dunque: prendete 10 grammi del composto, uniteli a 10 grammi di farina e 10 grammi di acqua tiepida.
Mettete in un recipiente coperto e lasciate riposare.

Nel pomeriggio, aggiungete a questo composto 30 grammi di farina e 30 grammi di acqua tiepida.

La sera, prima di dormire, aggiungete al composto risultante 120 grammi di acqua e 120 grammi di farina, ogni volta mescolando bene.
Lasciate riposare tutta la notte il lievito, per panificare la mattina successiva.



Ecco i miei tre rinfreschi! Come vedete, si sviluppano sempre più bollicine, segno che il lievito è vivo e sta bene :)

La mattina dopo, siamo pronti per fare il pane.

Ecco come si presentava la mia pasta madre liquida al mattino:



A questo punto, ho seguito la ricetta del pane Integrale che trovate qui, sostituendo però la farina integrale con farina di farro...ed ecco il risultato!




Grande soddisfazione, finalmente un pane fatto in casa che ha una lievitazione interna buona, che ha un sapore fantastico, e che rimane morbido per molti giorni.

Sperimentate e fatemi sapere, io da quando ho trovato questo modo di trattare la Pasta Madre ho sempre le mani in pasta! (prossimo obiettivo: le brioches da colazione....)

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martedì, ottobre 15, 2013

(Alcune) Cose di Autunno



Ve l'ho già detto, vero, che l'Autunno è la mia stagione preferita?
e continua ad esserlo. Scendo dalla mia macchinina, in un tramonto infuocato, reso ancor più rosso e arancio dalle foglie della vite  del  giardino vicino.
Vado nell'orto, finisco di togliere i pomodori ormai sfiniti. Ho raccolto almeno 6 chili di pomodori verdi, con i quali ho fatto i pomodori verdi in barattolo. Li avevo già fatti anni fa, ci vuole un po' di pazienza ma il risultato merita!



La pioggia mi regala momenti di poesia, passeggiando per la città. Cuori improvvisi, disegnati sul selciato da gocce d'acqua innamorate.



Amo la pioggia, anche quando piove forte come ieri sera, mentre andavo verso una cenetta con le amiche e colleghe dell'Associazione, mi piace questo piccolo e appena nato rituale, vedersi per la riunione ma a cena, in modo da chiacchierare e mangiare insieme.



Poi ci sono le mele dell'albero vicino a casa, un Melo selvatico che cresce spavaldo al bordo della strada. Mi ci avvicino, ci parlo, lo ascolto. Parla di bellezza, armonia, equilibrio. Come l'Equinozio di Autunno appena passato. Raccolgo le sue piccole meline e le metto sul nostro altare, per ricordarmi sempre della Stella nascosta nel ventre delle cose.



...e la bietolina dell'orto, raccolta stasera insieme alla Calendula per cena. Ne ho fatto un tortino con le patate bianche di quassù. Mentre la raccoglievo ho lasciato sulle foglie due piccole lumachine, anche loro stasera per cena mangeranno bietoline :)



La sera, dopo aver acceso la stufa a legna, ci guardiamo un filmetto e io lavoro con il mio uncinetto di legno, corro su e giù sui punti, adesso sto facendo un paio di scarpine fatate.

Intanto, mi preparo per la presentazione del Corso di Teatro che terrò ad OrzoLuna, e sciolgo cera, la profumo, faccio saponi già per Natale.

Come non amare l'Autunno?


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domenica, settembre 29, 2013

La mosca ed il vetro



Quando ci fissiamo su qualcosa, siamo come le mosche che continuano a sbattere sul vetro, senza accorgersi che la finestra è aperta, e che basterebbe semplicemente girare attorno all'ostacolo, individuare una nuova strada per uscire all'esterno. Ho la fortuna di essere sposata ad un uomo molto saggio, che mi paragonava appunto alla moschina che non vede via d'uscita dai suoi pensieri.

Accade che il tempo passa, e  che la nostra vera natura, a volte, venga nascosta, sommersa dall'idea che abbiamo di noi stessi, da quello che vorremmo essere. Accade che, talvolta, abbandoniamo i nostri sogni perchè non possiamo realizzarli appieno. Io ho fatto questo con il teatro: dopo aver studiato in una delle migliori Scuole di Teatro, nonostante io sia un'attrice professionista, ho nascosto in fondo al mio cuore questa mia essenza. Mi dicevo: o faccio l'attrice pienamente, oppure basta, smetto, tutto finito.

Mi sono dedicata a tutt'altro, in questi anni. Ho piegato la mia vena artistica e creativa verso altre arti: il disegno, il crochet, il sapone. Tutte cose che fanno parte di me, che amo fare, ma che non saranno mai come il teatro, come il calcare le scene, vivere il palcoscenico, il profumo delle assi di legno, i piedi che si accomodano nelle scarpe insolite del personaggio, il divertimento, quello vero, scelto, voluto, sudato, studiato, vissuto.

Il teatro è una malattia da cui non si guarisce. può stare silente, mesi, anni, ma ecco che torna fuori.
E' bastato un pomeriggio a Bologna, la mia città dell'anima. per capire tutto questo.

Posso essere un'attrice anche se fare l'attrice non sarò il mio mestieri principale. Posso ricominciare  a frequentare i teatri, vedere gli spettacoli, fare workshop, lavorare su di me, sulla voce e sul corpo.

Non si finisce mai di essere un'attrice. perchè lo si è, e punto. Non ci possiamo salvare, da quello che ci guarisce.

Ed ecco che comprendo che non posso diventare madre, forse, finchè non mi riconnetto con la mia primigenia fonte creativa. Che il teatro è ciò che mi salva e ciò che mi ri-anima. Sento che se mi concentro su questo tipo di Arte e di Ricerca, se mi diverto davvero, di nuovo, il dolore si cheta.
La spasmodica ricerca di una gravidanza scompare, perchè mi collego di nuovo con quella che sono, nel profondo.

Ho capito che quello che importa siamo noi, la nostra vera e splendente essenza, che può emergere solo attraverso la nostra espressione artistica.
Ho capito che le nostre inclinazioni vanno ascoltate e curate come fossero preziosi germogli, e che non è possibile forzare il talento verso ciò che non ci appartiene.

Tutto questo con una passeggiata in centro a Bologna, scoprendo tutti i nuovi negozietti e ritrovando i passi della me di dieci anni fa, sotto i portici di via San Felice.

Bologna non è mai lontana. Come la vita che vorremmo. Basta iniziare a sperimentarla, a viverla.

E io ho la fortuna di avere un'amica speciale, un'artista generosa che tiene un delizioso laboratorio a Pistoia, un corso di Tango per donne. Per ballare il tango da sole. Per ricominciare a lavorare su me stessa direi che è davvero la cosa perfetta.

In OrzoLuna quest'anno faremo anche un laboratorio di Teatro, la cui presentazione sarà il 10 di Ottobre, alle ore 21. Presto vi darò le info precise!

Ricomincio da qui. Ricomincio riprendendo quel cammino interrotto anni fa. Ricomincio dal Teatro, e da dove altrimenti, e come ho fatto a non capirlo finora.
Ciò che cura è ciò che abbiamo dentro.










venerdì, settembre 13, 2013

Il Fare



Molti post nel mio blog sono dedicata alla Bellezza del Fare. Quando faccio le mie cose, quando produco per me ed il Maritino, quando mi dedico fisicamente e con concentrazione al mio lavoro, alla mia casa, al mio orto, raggiungo una pace ed una serenità capace di scacciare qualsiasi pensiero negativo.

Ieri ho fatto la conserva di pomodoro. Solo sei barattoli, perchè molti pomodori ancora sono nell'orto a finire di maturare (e chissà se matureranno! In caso contrario, trasformerò i pomodori verdi in una bella marmellata); sei barattoli concentrati di Amore.
Perchè la conserva quest'anno l'ho fatta solo ed esclusivamente con i prodotti del mio orto. Non ho comprato nemmeno il sedano, per dire. Odori, basilico fresco, pomodori sodi e saporiti. Tutto fatto crescere qui, con dedizione e gioia.

Dalla piantina, piccola ed esile, messa nella terra, al barattolo di conserva!


Fin da piccola, Settembre è il mio mese preferito. Settembre profuma di nuovi inizi: le matite HB, i fogli di carta bianchi, il raccolto dell'orto. Il profumo del pane che adesso sta cuocendo in forno. La ripresa del mio lavoro, che senza fare sapone più di un mese non posso stare. L'uncinetto, la sera mentre guardiamo un film, disegnare con i fili colorati cappelli e collane, inventare mandala per ricoprire i sassi del mare. 


La legna da rimettere a posto (ne abbiamo ancora almeno per due fine settimana, che questo anno abbiamo deciso di prenderla tutta assieme, e 60 quintali di legna sono tanti da mettere nella legnaia!) profuma di Autunno. Così come il tè verde che ho ricominciato a prepararmi il pomeriggio, cn una spolverata di zenzero e cannella. Le bacche della Rosa Canina sono rosse e non aspettano altro che essere colte. Ed il bosco piano piano vira al verde chiaro, poi al giallo, al rosso, al marrone, ai colori caldi del fuoco autunnale.
Sto aspettando di accendere la stufa, sono impaziente. E' un rituale che adoro, svegliarmi al mattino e come prima cosa, mentre la caffettiera borbotta, far bruciare le fascine che mio nonno ha preparato con cura durante l'estate, per accendere il fuoco.



Si avvicina Mabon, l'Equinozio di Autunno. Equilibrio tra luce e giorno: tanto da imparare anche da questo. Come il gatto bianco che poco fa passeggiava indisturbato sul tetto della legnaia, con Hero che lo guardava da sotto, senza abbaiare, ma tollerando la diversità, anche la rivalità.

In questo periodo sto imparando ad aspettare, a non avere fretta. La pazienza, i giusti tempi, sono davvero essenziali per ogni buona riuscita.

Mi preparo anche per la serata di presentazione ufficiale della nostra Associazione Culturale, OrzoLuna: sono tanti i progetti, i nuovi corsi, le nostre idee ed i momenti di condivisione. Se vorrete partecipare, ne saremo onorate!

L'inaugurazione si terrà il 20 Settembre 2013 al Caffè Marini, a Pistoia, dalle 19 alle 21. Vi aspetto!





Ognuno ha la sua ricetta per fare la conserva. Quindi non vi starò a dare dosi particolari...perchè io e mia nonna l'abbiamo sempre fatta a occhio. Posso raccontarvi come l'ho fatta io, però.

Sono andata nell'orto, e tra il basilico quasi in fiore, e le ultime spighe di lavanda, ho raccolto tutti i pomodori maturi. Nello scolapasta grande, quello di acciaio inox, erano davvero tanti! Circa una decina di chili.
Ho raccolto cinque o sei gambi di sedano, inebriandomi del loro profumo. E anche mazzi di basilico, strofinando le dita sulla foglie.

Sono arrivata in casa, seguita da Eva che non si è persa nemmeno un passaggio. Ho lavato tutto, e ho tagliato a pezzi grandi i pomodori. Me ne sono mangiati tre o quattro, come se fossero piccole mele. Buonissimi, saporiti, ancora caldi di sole.

Li ho essi tutti in una grande pentola, e ci ho messo anche il basilico e il sedano, comprese le foglie. Tagliandolo a pezzettoni.
Ho fatto cuocere un quarto d'ora, togliendo con il romaiolo l'acqua che via via si va formando. Ne ho bevuti due bicchieri...buonissima! Succo di pomodoro, tiepido, profumato, perfetto anche senza sale e olio.

Una volta che i pomodori eran cotti, ho passato tutto con il passaverdure, e ho invasettato.
Poi ho fato bollire i barattoli 20 minuti in una grossa pentola piena di acqua. Ricordatevi di mettere dei canovacci tra barattolo e barattolo, altrimenti possono rompersi!

Li ho lasciati nella pentola a raffreddare. La sera, li ho tirati fuori e ho coperto il coperchio dei barattli con stoffa di recupero: quella bianca era una camicia di un'amica :)

La casa profuma ancora di estate, fuori c'è odore di funghi, il cielo la sera, al tramonto, è rosa e violetto.

Benvenuto, Autunno!


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