venerdì, dicembre 09, 2016
mercoledì, novembre 09, 2016
Dietro le quinte: come funziona una lettura via mail
il mio tavolo/scrivania
Sono molte le domande che puoi porti di fronte alla mia offerta di consulenze online. Molto spesso le persone mi chiedono: ma come fai a leggere i Tarocchi se io non sono li? E come funziona la lettura via mail?
Ho pensato di scrivere un post che possa rispondere alle tue domande, ma anche che ti faccia sbirciare dietro le quinte del mio lavoro - non ti piacerebbe dare un'occhiata nello studio di un'Alchimista?
Prima di tutto: io amo fare le letture via mail. Perchè così posso dare la possibilità anche a chi vive lontana da me di avere una mia lettura; perchè mi piace scrivere, e fare le consulenze per scritto mi dà il tempo di riflettere e di studiare a fondo i simboli; perchè chi riceve la consulenza poi può leggerla e rileggerla tutte le volte che vuole; perchè verba volant, scripta manent, come diceva la mia professoressa di latino e greco al Liceo.
Una volta che mi arriva la richiesta ed il pagamento della lettura scelta, prendo un mazzo che mi ispira, e lo stendo sul mio piano di lettura.
Accendo una candela, e molto spesso anche il Palo Santo (un legno profumato che, bruciando, sprigiona un aroma che amo particolarmente). Mi concentro sul tuo nome, sulla domanda che mi hai posto. Ed inizio a scegliere le carte.
Inizia così la lettura delle carte stesse, e la sua interpretazione, che scrivo al PC. Una volta che sento di averti detto proprio tutto, preparo il pdf e te lo invio.
Dopo un anno di letture online, però, devo scontrarmi anche con i punti deboli di questa attività: la prima è il tempo. Puoi metterci davvero molto per scrivere una consulenza: nel mio caso, la causa è la cattiva gestione del tempo, e le piccole distrazioni dentro le quali mi perdo. Così finisce che accumulo molte letture e poi devo passare intere giornate attaccata al PC, senza aver tempo per gli altri aspetti del mio lavoro.
A volte è possibile sentire che quella domanda, oppure quella persona, non sono "giuste" per te: la connessione non si crea, nonostante tutto il lavoro che ci metti.
Vuoi sapere quali sono i trucchi del mio mestiere? Eccoli qui:
1. Mi assicuro che il pagamento della stesa sia adeguato al tempo ed all'energia che ci metto: voglio che la mia stesa sia per te come una cena nel tuo posticino preferito, o come un nuovo taglio di capelli, e che il valore della lettura sia giustificato in base al tempo che gli dedico. Se mi facessi pagare di meno, mi sentirei sbilanciata e anche la tua lettura ne risentirebbe.
2. Sono onesta con i tempi: per tutte le mie letture il tempo di consegna è di sette giorni lavorativi, escluso il sabato e la domenica. Cerco sempre di consegnare prima o in tempo - poi, non sono un robot ed è possibile che abbia qualche ritardo, ma avverto sempre il cliente.
3. Gestione del tempo: ahi ahi ahi, ecco il mio punto debole. Ci sono giornate in cui sono molto concentrata, e riesco a scrivere senza distrazioni, le parole scorrono facilmente e mantengo una visione lucida. Altri giorni, invece, ci metto 8 ore solo per analizzare due o tre carte. perchè finora pensavo al mio servizio come una lettura di carte, con il prezzo adeguato al numero di carte estratte. Invece credo sia più funzionale, sia per me che per il mio cliente, gestire le letture basandosi sul tempo. Per ogni tipologia di lettura ho deciso un tempo dedicato: mi metto un timer, e concentro tutta la mia attenzione e la mia energia in quel tempo lì, per quella lettura specifica.
Mi sembra molto più giusto, perchè così ognuno ha lo stesso tempo dedicato; ed in questo modo concentro le energie in un tempo specifico, riducendo al minimo le distrazioni.
4. Tengo da parte i social, le mail e il telefono: durante la mia lettura non apro Facebook, non metto like su Instagram, non rispondo alla mail della mia commercialista - durante la lettura scrivo, osservo le carte, resto in connessione. E basta.
5. Mantengo uno stile abbastanza semplice e conciso: mi trovo bene con letture semplici, non troppo prolisse. Credo che per ogni carta estratta possa essere necessaria massimo una pagina - le letture online sono molto incisive, e a me piace andare al nocciolo del significato, mantenendo uno stile semplice e scorrevole.
6. Se una lettura non fa per me, sono chiara e lo dico al cliente: può capitare di ricevere una richiesta che non abbraccia la mia etica, oppure posso trovare difficoltà nella connessione con una persona. Se questo accade, rimborso subito il mio cliente, magari indirizzandolo verso un altro tipo di consulenza. Se vuoi sapere quali sono le mie linee guide per la lettura, le trovi qui.
7. Stabilisco i giusti confini: non sono sempre disponibile, le mie letture non sono un lavoro 24 ore su 24. Ho bisogno di tempo libero, e durante i fine settimana mi ricarico, così come nei giorni di festa. Questo perchè ho bisogno di spazi in cui ricaricarmi, per potermi dedicare al 100% alle richieste che mi arrivano.
Queste sono le regole che mi sono data, e che inizio a mettere in pratica da questo Novembre: ho preso ispirazione dalla fantastica Beth e dal suo post dedicato alla gestione delle letture online.
E tu, quali regole ti dai per fare al meglio quello che davvero ti piace? Scrivimelo nei commenti!
mercoledì, ottobre 26, 2016
Ognuno ha la sua abilità
le prime Amanita muscaria
In autunno si fanno bilanci: è il tempo dei quaderni nuovi, delle penne colorate, delle agende per l'anno che verrà. Forse ci rimanda a quando andavamo a scuola: Ottobre è preparare lo zaino, esplorare il mondo, calpestare le foglie secche del viale mentre cammini verso il liceo.
Questo Ottobre per me è molto importante: segna un anno esatto del mio lavoro da libera professionista - ho aperto il mio sito un anno fa, con emozione e paura e chissà cosa accadrà. Pensavo che non avrei fatto nemmeno una consulenza, o forse solo qualcuna per le mie amiche. Credevo di chiudere dopo qualche mese. Mi immaginavo che non sarei mai riuscita a dedicare il tempo necessario a questo germoglio, perchè lavoravo ancora in negozio.
A Gennaio non mi hanno più rinnovato il contratto: e, ora posso dirlo, è stata una vera e propria liberazione! Mi piacerebbe incontrare i miei ex titolari e dir loro grazie! Perchè mi hanno liberata da un lavoro noioso, pesante, nel quale non potevo esercitare la mia professione davvero - ma dovevo limitarmi a vedere scatole e creme anticellulite. Non ho lavorato meno: mi sono dedicata anima e cuore al mio progetto, e anche se molti pensano beata te che lavori da casa! ho dovuto imparare ad organizzarmi, a non farmi distrarre, a restare concentrata e a fare planning su planning per mandare avanti tutto.
le nostre castagne
La cosa più preziosa che ho imparato durante questo anno è stata il dare spazio e tempo ai miei progetti; dare le giuste priorità, prendermi il tempo per coltivare ciò che voglio far crescere, collaborare con persone che ogni giorno mi nutrono. Ho imparato che se hai un progetto ben definito e qualcuno di speciale con cui realizzarlo sei già a metà dell'opera. Ho capito che anche se ho un lavoro non convenzionale e sono una donna non convenzionale devo imparare, io per prima, a darmi importanza, a prendermi i giusti spazi.
Ho visto una sconfitta, la perdita del lavoro, come una grande opportunità di crescita e di miglioramento. Ho imparato a spostare l'attenzione dalle aspettative sociali e culturali che mi stavano strangolando (ma non lo fai un figlio? ma quando ci riprovi?) al seguire la mia natura.
E ho accettato una sfida grandissima, quella di portare il teatro in mezzo ad un gruppo di bambini splendidi, ognuno con la sua particolare disabilità - e quello che all'inizio mi spaventava è diventato una risorsa preziosa.
Proprio loro mi hanno insegnato quanto sia importante la diversità: ognuno di noi ha i suoi talenti, le sue autosufficienze, i suoi momenti sbagliati. E non è buonismo, nè compassione: i miei ragazzi si sono messi in gioco, hanno utilizzato stoffe e gioielli di plastica, hanno raccontato favole con i burattini e hanno disegnato filastrocche. Ognuno a modo suo. Ognuno con il suo talento e con la sua abilità.
Allora, ho pensato, anche io voglio vivere così:essere me stessa, con il mio talento e la mia abilità. Prendermi cura del mio potenziale.
Tra pochi giorni riprendiamo, con un piccolo progetto di espressione artistica attraverso l'utilizzo di piante, fiori e pigmenti naturali, oltre al teatro: sono molto contenta di poter continuare con loro questo percorso.
Questo anno mi ha dato molto, e anche tu che mi leggi e mi sostieni fai parte di questa ricchezza: ho pensato di farti un regalo! Insieme a Silvia Tozzi ho scritto un inspirational-book, che arriverà nella tua mail il 31 di Ottobre, gratuitamente. Dentro si parla di Luna, di ciclo femminile, di Regine ed elementi, di tisane e meditazioni. Se non sei ancora iscritta, fallo qui!
Inoltre ho pensato ad una stesa di tarocchi che esplora le energie e le intuizioni di questo momento dell'anno: la trovi qui, sul mio sito.
i Wooden Tarot, mazzo che uso per la stesa di Halloween
Raccontami di te: quali sono i tuoi bilanci per questo autunno? Scrivimelo nei commenti!
lunedì, ottobre 10, 2016
Autunno, appuntamenti e incontri
L'autunno è arrivato: la mattina nel bosco mi imbatto in Verga d'oro e foglie color terra, che scricchiolano sotto ai miei piedi e sotto alle zampe delle mie cagnoline. Tè e tisane sono sempre nelle mie tazze, la stufa accesa mi fa compagnia mentre lavoro, insieme al vento tra i castagni.
Ci sono molti appuntamenti in questo autunno, e voglio condividerli con te.
Intanto mercoledì 12 Ottobre riprendiamo il cammino sul nostro Sentiero dei Tarocchi: io e Francesca Matteoni guidiamo un nuovo gruppo di appassionate che vogliono imparare qualcosa su loro stesse e sul loro presente attraverso l'alfabeto magico dei Tarocchi. Simboli, disegni, storie, ispirazioni, erbe e molto di più. Trovi tutte le info qui: ancora abbiamo qualche posto libero, se sei in zona sei ancora in tempo!
Sto preparando con Silvia Tozzi un regalo speciale per te, che mi segui e che ami erbette, incanti, connessione con la Terra e con la Luna. Una miniguida che ti farà ululare alla Luna Piena e ritrovare la tua bussola interiore. Ma questo è ancora top secret: posso dirti di dare un'occhiata al mio sito o alla mia pagina Facebook intorno alla fine di Ottobre.
Il 23 Ottobre tornerò in quel posticino magico, delizioso, coccoloso, selvaggio e allo stesso tempo in città, spontaneo, divino che è Pikniq, della splendida Eleonora Matarrese; farò un corso di un pomeriggio focalizzato sulle preparazione erboristiche realizzate con le erbe spontanee - e, se sei vicina a Monza, ti consiglio di iscriverti!
Nel mentre, mi sto preparando per affrontare il terzo livello della formazione per Pratictioner al corso di Fiori di Bach. Dal 13 a 16 Ottobre sarò impegnatissima nello studio (e nel'esame, aiuto!), e il 27 Ottobre sarò dalla mia amica Letizia e tra le sue erbe per parlare di fiori, e rispondere alle tue curiosità in merito (tipo: i fiori servono per dormire? posso darli al mio bambino che è irrequieto? come possono aiutarmi nella vita di ogni giorno?). Qui trovi tutte le informazioni!
In ultima battuta, ti ricordo che è uscito il kit dedicato a Biancaneve: trovi tutte le info sul mio sito, io qui posso dirti che la saponetta profuma di torta di mele, e che il balsamo dedicato a questa fiaba ha tra gli ingredienti il succo di Luna :)
E tu, che progetti hai per questo autunno? Scrivimelo nei commenti! Ti aspetto!
venerdì, settembre 09, 2016
La domanda non è sempre quella giusta
Settembre è il mese dell'amore; lo dice Gioia, e anche per me è così. Perchè a Settembre si torna a casa, si riparte con un nuovo anno di progetti, lavori, desideri...Poi, inizia l'autunno, la mia stagione preferita: bacche rosse da raccogliere, crema di nocciole, tè allo zenzero e cannella, marmellata di mele (potrei continuare per un'ora).
Pensavo, stamattina, che l'amore spesso inizia con una domanda: vuoi metterti con me? quando eravamo alle medie, per poi diventare mi ami? oppure mi pensi? vuoi sposarmi?
Il viaggio con i Tarocchi è una storia d'amore, che ha le sue domande e le sue risposte (che sono quelle che tutti cerchiamo).
Eppure, le Carte non funzionano come un Google dell'Universo: non puoi formulare qualsiasi domanda.
Penso che in parte questo appartenga alla natura stessa dei Tarocchi, che sono simboli, archetipi e come tali vanno interpretati: sono un alfabeto intuitivo, che non può essere confinato in maniera troppo stretta. E' un linguaggio fantastico: sarebbe come se ti chiedessero di raccontare una fiaba utilizzando solo due o tre parole: difficile, no?
I Tarocchi non possono essere incasellati: la loro voce si espande, e ti porta messaggi onirici,precisi ma sempre poetici, in un certo senso. Hanno bisogno di spazio, di una grande pagina bianca, dove poter raccontare la tua storia.
Vediamo, allora, che cosa è meglio NON chiedere ai Tarocchi (ringrazio Biddy Tarot per l'ispirazione nel completare la lista seguente):
1. Il mio amore lascerà sua moglie? oppure, come questa, altre domande che riguardano la vita privata di qualcuno. Non è etico chiedere questa cosa ai Tarocchi: sarebbe come spiare nella vita di un'altra persona, e a meno che tu non sia Grace Kelly nella Finestra sul cortile, meglio guardare nel proprio giardino. Puoi però trasformare la domanda in: come posso vivere al meglio la mia storia d'amore? Come posso affrontare il fatto che il mio amore abbia un'altra relazione?
2. Sono sano? Ho qualche malattia? questa domanda, come tutte le altre relative alla salute, vanno fatte ad un medico: io, come molti altri tarot's reader, non esploro questioni legate alla salute-perchè lascio che siano le figure professionali giuste a dare questo tipo di risposta.
3. Sono incinta? e qui ti racconto una cosa molto personale: ho fatto questa domanda ai Tarocchi milioni di volte, e ogni volta la risposta era relativa non tanto al fatto in sè quanto alla mia predisposizione, a quello che pensavo e che sentivo profondamente rispetto alla questione.
In effetti, il modo migliore per avere la risposta a questa domanda è un test di gravidanza :)
4. Dovrei accettare quel lavoro? e tutte le domande che iniziano con dovrei...: la responsabilità delle tue scelte è solo tua-i Tarocchi possono aiutarti a vedere meglio la questione, a capire quali sono i pro e i contro della scelta. La domanda, riformulata, potrebbe essere: cosa posso aspettarmi riguardo quel lavoro/quella particolare questione? Ecco che qui i Tarocchi possono aiutarti nel prendere una decisione che rimane tua.
5. Vincerò la causa? tutte le domande che hanno pertinenza legale vanno affrontate nelle loro sedi: se hai bisogno di un consiglio legale, trovati un buon avvocato: io, in particolare, non faccio letture che riguardano questioni legali, perchè non lo ritengo professionale nè appropriato.
6. Tutte le domande che hanno come risposta solo si o no: i Tarocchi sono un fantastico modo per conoscere meglio te stessa ed il mondo che ti circonda, ma non sono strumenti per leggere nella mente. Le domande chiuse, come ti spiegavo prima, non funzionano bene con il linguaggio dei tarocchi.
E quindi, cosa chiedo ai Tarocchi?
Le domande migliori sono domande aperte, che ti possono aiutare a vedere meglio una situazione, a scoprire le tue risorse nascoste, a capire quali azioni puoi compiere e per le quali è meglio aspettare;
sono ottime domande quelle che non sono troppo vaghe nè troppo dettagliate: pensa di dover tracciare un quadro con qualche pennellata, e di lasciare il resto alla mano dei Tarocchi
Ecco una serie di ispirazioni che possono aiutarti a formulare la domanda giusta:
- Che cosa ho bisogno di sapere, riguardo alla situazione?
- Come posso aumentare la mia capacità di...?
- Quali sono le mie risorse, riguardo a...?
- Che cosa è necessario cambiare, per fare questa cosa?
- Come posso relazionarmi al meglio con...?
- Quali sono i punti forti e i punti deboli della mia relazione con...?
Per esempio, la domanda chiusa mi sposerò quest'anno? può essere riformulata come che cosa ho bisogno di sapere, per potermi sposare entro quest'anno?
Una volta che formulerai la domanda giusta, riceverai anche una risposta esauriente ed ispirante. Un pò come quando chiedi al tuo amore di farti un grattino alla schiena, e lui individua subito il punto giusto.
Se vuoi seguire la scia d'amore che sprigiona il mese di Settembre, cerca l'hashtag #septemberlove, troverai foto e ispirazioni di chi, come me, è innamorata (anche) del suo lavoro!
giovedì, luglio 14, 2016
Erboristeria=arte?
Credo che ci sia una connessione profonda tra Erbe e Arte. Non solo perchè dalle piante si estraggono i pigmenti per dipingere, ma sopratutto perchè Piante e Uomo sono connessi secondo un piano energetico forte, viscerale, antico.
I dipinti rupestri erano fatti con derivati delle piante; i colori per i vestiti e per le stoffe provenivamo dalle erbe tintorie: curcuma, robbia, isatis, sambuco... Se ci pensi, i fiori compaiono molto spesso nei quadri, negli affreschi, nelle rappresentazioni.
Sei mai stata agli Uffizi? Io ci sono stata per la prima volta un anno fa (e sono Toscana! ma sai come vanno le cose, quando vivi vicina a così tanta arte va a finire che non la vedi) e mi sono incantata di fronte alla Primavera del Botticelli. La luce, la bellezza del quadro arrivano fino ai giorni nostri, partendo da un passato così lontano da sembrare mitico- e poi, quanti fiori! Piantine di ogni genere, dipinte con dovizia di particolari.
I fiori, la forma delle foglie, i semi: se li guardi da vicino, sono tutti piccoli (o grandi) pattern, mandala, dipinti.
Come puoi utilizzare le piante per la tua espressione artistica? ecco qualche ispirazione::
- puoi scegliere una pianta che ami particolarmente, osservarla molto bene e disegnarla. Colorala e mettila sul tuo altare, oppure in una zona che ami della tua casa;
- scegli i tuoi vestiti ispirandoti ai colori di un fiore: io oggi sono vestita di nero e di rosso, come un papavero! Nei colori delle piante si trovano palette splendide!
- se hai un sito, scegli la palette colori ispirandoti ad una pianta ed ai suoi fiori
- raccogli fiori, foglie e semi e falli essiccare tra le pagine di un libro: poi, componi un collage!
- prova ad estrarre il colore da una pianta tintoria ed a tingere un pezzo di stoffa, oppure un gomitolo,
Il mio contributo è attraverso la fotografia. Voglio dare voce alle piante, rendere visibile il loro messaggio. Ho iniziato da Achillea: se vuoi vedere tutte le foto, via via che le realizzo le troverai qui.
Mi ha ispirato David Bowie: sono stata a vedere il docu-film sulla mostra che si è tenuta al VA, e che verrà a Bologna (e conto di andarci a Settembre!)-e mentre sbirciavo nella vita di questo artista totale, ho avuto questa idea. Quindi:contatta la tua Musa e prendi idee e ispirazioni!

Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported.
Permissions beyond the scope of this license may be available at cecilia.lattari@gmail.com.
lunedì, giugno 20, 2016
Lo Spirito del Bosco
Non sarebbe
bellissimo passare tre giorni immersi nei boschi, in un luogo magico, e magari
dedicarsi allo studio delle Piante, degli Alberi, dei Tarocchi ed al raccontare
Storie?
Io e
Francesca vogliamo offrirti proprio questo: tre giorni di immersione totale in
una dimensione magica, a Luglio, quando in città fa davvero caldo, mentre in
montagna si respira l’aria fresca della sera, insieme alle lucciole ed ai
Cervi.
In questa
cornice lavorare con le piante, i tarocchi e le parole viene quasi spontaneo:
noi vogliamo condividere con te un’esperienza unica, divertente e formativa,
che attinga alla sensibilità individuale collegandola con quella universale,
espressa dai simboli dei Tarocchi, dalle proprietà delle Piante e dal potere
delle Parole.
PRIMO GIORNO:
arrivo al
paese
cena al
Circolo del paese, per conoscerci
sistemazione
nel Rifugio (e chiacchiere serali!)
SECONDO
GIORNO:
10.00 12.30
passeggiata nel Prataccio e nell’Abetaia, con riconoscimento delle Piante e
connessione con gli Alberi che incontreremo
13.00
13.00
pranzo
15.00 17.00:
15.00 17.00:
passeggiata nel paese + castagneto del Volotto, dove incontreremo
altre Piante da riconoscere e ascoltare.
17.30 19.30:
17.30 19.30:
Lavoro con i Tarocchi: intervista alla Pianta con i Tarocchi,
individuazione della Carta e della Pianta della personalità, un’avventura
fiabesca da creare con i tarocchi, relazione intuitiva con le carte e le loro
immagini.
20.30
20.30
cena al circolo.
22.30
22.30
Attorno al Fuoco: evento di storytelling gratuito e aperto a tutti.
TERZO
GIORNO:
Mattina
libera per esplorazioni, letture.
13.00
13.00
pranzo.
14.30 -19.00:
14.30 -19.00:
laboratorio di scrittura poetica. Diario in poesia
dell’esperienza e dell’incontro con lo spirito del bosco.
Noi ti
aiutiamo ad entrare in contatto con l’energia delle Piante che incontrerai, e
ad esplorare le sue qualità sottili; utilizzeremo i Tarocchi come strumento per
l’esplorazione delle dimensioni sottili e simboliche che ci circondano, quindi
va benissimo anche se non hai mai letto una Carta in vita tua! Ci saranno spazi
di lavoro comune, in cui ci confronteremo e impareremo insieme.
Con la
poesia poi scriveremo un diario personale sull’ esperienza nel bosco e dentro le
immagini. Scriveremo delle piccole cose che abbiamo incontrato: una pianta, un
rumore d’animale, una figura che dai tarocchi ci chiama e ci conduce su un
sentiero inesplorato.
Leggeremo
alcune poesie di autori noti e poi lavoreremo a testi nostri.
DOVE SIAMO?
Il nostro
retreat sarà a Torri, nel comune di Sambuca Pistoiese: un paese in montagna,
dove troverai fresco, alberi, animali del bosco e accoglienza! Siamo nel
Rifugio la Cà di Torri, immerse nella natura.
I due
pranzi (sabato e domenica) e la cena di sabato saranno al Circolo del paese:
abbiamo pensato ad un’opzione vegetariana, e anche vegana-e sono inclusi nel
prezzo.
LE DATE:
Iniziamo
venerdì 22 Luglio, per finire domenica 24 Luglio. L’arrivo è previsto nel tardo
pomeriggio.
QUANTO
COSTA?
I tre
giorni costano 200 euro, che comprendono:
- - Due pranzi (sabato e domenica)
- - Una cena (sabato sera)
- - Due notti al Rifugio la Cà di Torri
- - La passeggiata guidata, con il riconoscimento delle piante
- - Il laboratorio di Tarocchi ed Erbe
- - Il laboratorio di Scrittura e Storytelling
- - Tè e tisane sempre disponibili
Se
hai altre domande, scrivi a cecilia.lattari@gmail.com o francymat@inwind.it

Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported.
Permissions beyond the scope of this license may be available at cecilia.lattari@gmail.com.

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lunedì, maggio 30, 2016
Calendula: una visione magica
La Calendula è una pianta che mette allegria soltanto nel vederla: quando si affaccia dai cigli delle strade, oppure se spunta benvoluta nell'orto; sembra possedere una sua luce interna, magica, che mi attrae come una falena viene attratta dalla fiamma.
Domenica mattina una mia vicina di casa, amante come me delle piante e delle erbe, mi ha regalato un mazzo della sua Calendula: un dono tra donne, a sancire anche un affetto che viene dall'amore per il mondo vegetale. Per me quel mazzo di Calendule profumate di resina è stato come un mazzolino d'oro, di fiammelle gentili.
Molte volte ho raccolto e trasformato la Calendula; ma voglio condividere con te, in attesa del mio corso che inizierà l'8 di Giugno (la mail di preiscrizione arriva il 1 Giugno, ti sei iscritta alla mia newsletter?) anche il lavoro intuitivo che svolgo con le piante.
La prima cosa che faccio è connettermi con loro a livello fisico, utilizzando i cinque sensi: le guardo bene, accarezzo i petali, annuso il profumo-e annoto tutto quello che mi viene in mente compiendo questa esplorazione.
Poi, cerco di associare la pianta ad un elemento: osservo bene il colore, la forma dei petali e delle foglie, e penso a cosa serve la pianta stessa.
La Calendula è una pianta collegata al Sole, al Fuoco-e, in effetti, serve a calmare le irritazioni a spegnere le infiammazioni, agisce dove si ha un eccesso di Calore.
In parte è anche legata alla Luna, e ritrovo la sua segnatura lunare nei semi, che sono piccole falci di Luna, e nella sua azione sull'apparato genitale femminile, dove Calendula agisce lenendo il dolore mestruale, regolarizzando il ciclo, aiutando anche nella menopausa.
E' dunque un fuoco domestico, il fuoco del focolare, il fuoco interiore.
Una cosa che amo fare, quando ho tempo e modo, è una stesa di Tarocchi per conoscere meglio il messaggio della pianta. Di solito scelgo una pianta, fuori, e le chiedo di comunicarmi il suo messaggio: poi alzo una carta e la interpreto, seguendo la mia intuizione.
Per la Calendula, invece, ho utilizzato una stesa davvero ispirante che ha inventato Alexis: si chiama Wild Tongue Spread e ti mette in contatto con il messaggio sottile della pianta in questione.
Vediamola insieme, per conoscere meglio la nostra Calendula!
La prima carta è l'Otto di Coppe, che ci dice qualcosa sul profilo energetico della pianta. Calendula è dunque una pianta che ti aiuta quando qualcosa si rompe. Ti sostiene quando capisci che non puoi più proseguire per una strada sicura e conosciuta, ma che devi abbandonarla per qualcosa che non conosci ancora. Cura la malinconia che si accompagna a questa scelta, necessaria ma difficile. La sua luce ti accompagna lungo il percorso, verso qualcosa di sconosciuto, come una fiammella gentile che illumina i tuoi passi.
La seconda carta ci dice qualcosa sull'energia curativa della pianta: l'Asso di Pentacoli. Calendula ha una luce interna, che ti aiuta a far funzionare bene il tuo primo chackra, collegato all'energia vitale, terrena. In effetti Calendula aiuta, come dicevo prima, a riequilibrare l'apparato genitale femminile; i cicli della donna, quindi, e la sua connessione con la terra, con le radici. La Regina di Pentacoli è la Madre Terra, e l'Asso è il suo seme. E' il piccolo fuoco che ti connette alla Terra, feconda e fertile.
La terza carta ci dice che cosa rafforza la pianta, rivelato qui dalla Regina di Spade. Secondo me la relazione sta nella capacità che ha Calendula di riportare calma e logica nel pensiero, specialmente femminile: durante la sindrome premestruale Calendula combatte gli sbalzi di umore, e ti permette di vedere le cose con maggior lucidità, come fa la Regina di Spade. Inoltre, ti insegna ad essere libera, pienamente femminile, indipendente, anche attraverso la cura delle tue ferite. Calendula le sana, e ti permette di imparare da queste.
La quarta carta ci dice la tipologia di persona per la quale Calendula è più efficace: il Cinque di Bastoni. E' chiaro dunque che Calendula è indicata a chi ha un temperamento focoso, pronto al litigio o alla provocazione. A chi si arrabbia facilmente, a chi tende a disperdere il calore interno perchè troppo aggressivo o impaziente. La assocerei anche al fiore di Bach Impatiens, che individua l'emozione di chi non sa aspettare i giusti tempi, e quindi preferisce fare da solo, perchè crede di fare meglio. Calendula insegna, come il Cinque di Bastoni, che l'unione fa la forza, e che la dispersione raramente produce un risultato positivo.
Infine, l'ultima carta è il messaggio che la pianta ha per me: il Dieci di Bastoni. Posso usare Calendula quando mi sento sovraccarica, oppressa, quando ho troppa carne al fuoco e non so come gestire le mie priorità. Calendula mi permette di staccare (anche solo perchè amo raccoglierla!) e di centrare il mio calore internamente, per gestire al meglio le cose che devo fare.
Dopo aver contattato la pianta su di un piano sottile, mi metto a trasformarla: nel caso della Calendula ho preparato l'Oleolito in olio di Girasole.
Ci sono molte teorie e diversi modalità di preparazione dell' oleolito, ma io in linea di massima preferisco sempre farlo da pianta fresca e con il metodo dell'estrazione solare.
E tu? Come entri in contatto con le piante che ami? Scrivilo nei commenti!

Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported.
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lunedì, maggio 16, 2016
Rifare da capo
Sono stata invitata all'iniziativa (bella) dell'Ecomuseo della Montagna Pistoiese: porta i tuoi saponi e tutti i tuoi prodotti realizzati con le piante dei nostri monti! Io ho detto di si, specificando che il sapone ormai lo faccio solo nei miei laboratori, per insegnare agli altri come si fa.
Eppure, ne avrei dovuto produrre un bel pò per la mostra. Ho rimandato molto il momento di iniziare: quando riprendi il filo, tutto quello che facevi in automatico non lo ricordi più. Allora, vediamo: comprare l'olio-riprendere i pentoloni-raccogliere fiori-scegliere le essenze; in questi ultimi giorni la serie di azioni che portano al sapone fatto e finito mi sembravano davvero difficili, lunghe e faticose.
Ho fatto una cosa al giorno: lunedì ho comprato l'olio, martedì ho raccolto i fiori di Trifoglio che volevo inserire nella ricetta, mercoledì ho ripreso gli stampi, e così via, fino a stamattina.
Ho messo tutto sul tavolo da lavoro, e sono andata a ripescare la bilancia, il pesatore per la Soda, il cucchiaio di legno che uso solo per la pasta di sapone (anche se non si dovrebbe, lo so: ma ci sono affezionata e tiene bene il tempo). Ho avuto un attimo di panico, perchè non mi ricordavo più le dosi a memoria! Come era possibile? Io, che facevo sapone ogni giorno, non ricordavo più quanta acqua, quanta soda, come fare. Ho ripreso il mio quaderno delle ricette, e piano piano sono partita dall'inizio.
Ho riletto vecchie ricette, sorriso per progetti che poi non sono nati e riscoperto mix davvero azzeccati. Ho pesato gli ingredienti. Ho preparato tutto.
E finalmente ho iniziato.
Lì mi sono accorta che non avevo mai smesso, in realtà: le mani sono andate per conto loro, i movimenti puliti, senza fare disastri o distrazioni ho rifatto il mio primo mezzo chilo di sapone: Rosa, Lavanda, Geranio, bocci di Rosa. Ma era così semplice? Oppure, le cose che ci appassionano non si dimenticano mai davvero?
La mattina è passata facendo sapone, come ai vecchi tempi. Ne ho fatto di tre tipi, adesso aspetto che si asciughi per tirarlo fuori dagli stampi e ricominciare, domattina.
Mi sono trovata a pensare quanto le nostre radici siano importanti. Radici che possono affondare non solo nella tradizione, o nel nostro passato remoto, ma anche nei nostri talenti, nelle nostre capacità.
Lei è proprio portata a fare questo: te lo sei mai sentito dire?
E quanto hai seguito la tua indole, il tuo saper fare quella cosa, o invece come l'hai abbandonata, e perchè?
E, infine: hai il coraggio di riprenderla in mano, di dipanare il filo di terra, radici e linfa vitale che ti collega alla tua capacità?
Tutto questo mi ha suggerito una nuova idea da inserire sul mio sito:mescolerò nel mio pentolone Fiaba, Tarocchi, Sapone. Ci stiamo già lavorando (mi aiuta una fatina speciale, per adesso top secret) e sono sicura che ti piacerà molto.
Se vuoi, raccontami nei commenti di quando anche tu hai ricominciato da capo: sarai di ispirazione per tutte noi!
martedì, aprile 26, 2016
La mia storia (d'amore) con Erbe e Tarocchi
Sto seguendo un percorso molto ispirante, creato da Gioia, per re-innamorarsi del proprio business. Ispira già dal titolo: si chiama #lunadimielebiz (se non sei ancora iscritta, fallo subito!)e prevede una piccola lettera d'amore al giorno, con compiti davvero utili.
Uno di questi era dedicato allo scrivere un post, sul come ti sei innamorata di ciò che fai: perchè faccio l'erborista/alchimista? Come sono arrivata fino a qui, e quando è scattata la scintilla?
Devo tornare molto indietro, per quanto mi riguarda. Torno ad un pomeriggio di primavera, ero dalla mia nonna ed a trovarla c'era suo fratello, lo zio Sveno. Me lo ricordo come un signore gentile, alto e magro, con un bellissimo sorriso. Lo zio Sveno mi leggeva sempre una pagina del mio inseparabile Diario delle Giovani Marmotte: c'era un orologio, disegnato come un cerchio, ed al posto delle ore erano disegnati dei fiori: ad ogni ora il suo fiore, a seconda del periodo del giorno in cui sbocciava.
Il mio preferito era la Bella di Notte: chiedevo sempre allo zio di raccontarmi la storia di quel fiore misterioso, che si apriva a mezzanotte.
Il mio amore, viscerale, per le piante è nato lì, a casa di mia nonna, che era una grande giardiniera. Parlava con le sue rose, e aveva sempre fiori colorati sui davanzali. Con lei ho imparato a mettere i semini nella terra, e a mangiare il richiccolo, la resina dolce degli albicocchi che aveva in giardino.
La mia nonna materna, che è morta a Novembre di questo anno: qualche giorno prima che morisse l'ho sognata. Mi ha guardata, e mi ha detto una sola cosa, prima di andare: prenditi cura delle Piante.
Il richiamo, fortissimo, delle piante e della cura attraverso queste io l'ho sentito netto un pomeriggio, d'estate stavolta, in macchina con la mia amica Francesca: tornavamo da alcune prove in teatro, e io le dissi "Fra, mi sa che io mollo tutto e mi iscrivo a Tecniche Erboristiche"..
Così è iniziato il mio percorso universitario, dove ho conosciuto le piante sotto un altro aspetto:quello medico, scientifico, che si integra perfettamente con la mia visione analogica della natura.
Da figlia di medici, credo (come Rosemary Gladstar) che erboristeria e medicina siano migliori quando si completano a vicenda, quando riescono a lavorare insieme, senza escludersi, ma potenziandosi.
E quelle storie ho iniziato, da ragazzina, a raccontarle agli altri: attraverso un metodo che mi ero inventata da sola, leggevo le carte da gioco, intrecciandole agli amori estivi, alle merende con gli estatè, alle arrampicate sugli alberi.
Poi, sono venuta a contatto con i Tarocchi. E li ho studiati, disegnati, letti e riletti: mi sono appassionata, poi li ho mollati per anni, mentre ero attrice e portavo in scena gli archetipi dei Tarocchi stessi, senza rendermene conto.
Fino a riprendere i mazzi in mano, prima per fare le carte alle amiche, poi per usarli come strumento di consapevolezza del Sè.
Ho mescolato tutto, scienza ed intuizione, e anche grazie al corso fatto con Gioia Gottini sono riuscita a definire bene cosa voglio fare, come posso aiutarti, e come vivere la mia storia d'amore ogni giorno, al cento per cento.
Ogni volta che mescolo un mazzo di carte, e accendo un incenso, e ascolto la voce di una pianta, lo faccio sperando di ispirare e aiutare chi mi richiede una consulenza: è un grande onore, poter aiutare le persone, e riuscirci è la migliore dichiarazione d'amore che possa ricevere.
Quindi, grazie: perchè se la mia storia d'amore con il mio biz funziona così bene, è anche merito tuo.

Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported.
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venerdì, aprile 01, 2016
Guardo le cose da vicino
Sono molto miope, chi mi conosce bene lo sa. Se incontro qualcuno per la strada, raramente lo saluto, meritandomi così l'attributo di snob. E invece, ehi ragazzi, io non vi vedo! A meno che non vi sbracciate, facendo segni ampi e ben riconoscibili: in quel caso vi saluto. Ma può anche capitare che, una volta vicini, io non vi riconosca. Non sono affatto fisionomista: una cosa davvero imbarazzante. Più di una volta ho sbagliato nome, faccia, ricordo.
Ho sempre dato la colpa di tutto questo alla mia attitudine da miope: noi vediamo bene le cose da vicino.
Un miope da lontano vede solo nebbia: se poi sei miope come lo sono io, vedi nebbia fino a 10 centimetri da te(sempre sia lodato l'inventore delle lenti a contatto!).
Forse è per questo motivo che le piante mi piacciono così tanto: per riconoscerle devi avvicinarti. Devi chinarti, accarezzarle, annusarle. A volte assaggiarle, per capire bene il loro messaggio. Le piante richiedono una particolare dedizione.
L'etimologia della parola stessa, dedizione, viene da dedo che significa anche arrendersi (senza colpo ferire). Se osservi una cosa da vicino, e nel mio caso una pianta, ad un certo punto devi arrenderti.
Arrenderti alla bellezza di ciò che vedi, alla forma, al profumo.
Come sono le foglie? Morbide, venate, a punta o a cuore? E il fiore? Piccolo e bianco, lunare, oppure giallo o arancio come il sole? E il profumo? E' una pianta comunicativa, vuole dirti qualcosa? Oppure preferisce starsene in silenzio, ad osservare?
Prova ad uscire di casa con un taccuino, e vai in un parco, in campagna, oppure a fare una passeggiata in un bosco. Se vedi una pianta che ti colpisce, avvicinati a lei, e osservala bene. Da vicino. Prova a conoscere la tua piantina attraverso il tatto, la vista, l'odorato. Magari disegnala sul tuo quaderno: così la osserverai ancora meglio, e vedrai tutti i suoi dettagli. Ritroverai in lei la forma fedele della sua anima.
Per mettersi in comunicazione con una pianta, dobbiamo abbattere le nostre difese: entrare in contatto con un altro essere vivente, di una specie diversa, implica lasciare da parte la parola-il nostro primo veicolo di comunicazione-e anche i gesti, le espressioni del viso. Dobbiamo metterci su di un livello diverso, che a me piace chiamare di dedizione.
Arrendersi, senza colpo ferire. Accogliere, osservare, imparare.
Dentro ad un fiore c'è un mondo intero!
E tu, a cosa vuoi dedicarti nei prossimi giorni? Scrivimelo nei commenti!
Se vuoi conoscere la tua Pianta Guida (per poi andarla a cercare nei boschi), qui trovi la mia offerta per te.

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giovedì, marzo 10, 2016
Il coraggio di seguire la tua strada
All'inizio dell'anno ho fatto una stesa generale, in cui ho estratto una carta per ogni mese. La mia carta per il mese di Marzo è l'Otto di Coppe: una carta che nasconde un significato duplice, una carta interessante, che mi emoziona.
Molto spesso nella carta troviamo una figura che si allontana dalle sue Coppe: Anna K ci mostra anche il volto della persona che se ne va. Un uomo, vestito con un mantello, con uno zaino in spalla, sta per affrontare un lungo viaggio. Lascia alle sue spalle otto coppe colme di vino-simbolo dell'amore, forse- e una casa confortevole, calda, accogliente. Lascia dietro di sè una coppia che si abbraccia: forse è il riflesso della sua vecchia vita. Lascia alle sue spalle la sicurezza, la casa, il rifugio nel quale è solito tornare, per incamminarsi verso il blu profondo di ciò che è ancora sconosciuto, sotto alla luce della Luna.
Anche nei Tarocchi di Robin Wood vediamo una figura che si allontana da otto coppe dorate: il mantello svolazzante, un bastone con amuleti per proteggere il viaggio, la Luna che splende. Le coppe sono disposte in modo da evidenziare una discontinuità nell'armonia delle file: sembra che ne manchi una. Forse il punto di partenza del viaggio sta proprio in quella coppa che sembra assente: manca qualcosa, c'è la necessità di una ricerca, di approfondire, di scoprire cose che ancora non si conoscono.
Nella carta dell'Otto di Coppe io vedo due grandi temi: uno è la perdita, l'altro è la necessità di cambiare strada e di vivere una nuova avventura.
Il dolore per qualcosa che si lascia è evidente, nei disegni: è come quando ti rendi conto che da una certa situazione non puoi più tirare fuori un ragno dal buco. Le cose, a volte, non si possono cambiare, e vanno accettate per come sono.
Ma l'accettazione dell'Otto di Coppe prevede una rivoluzione personale: non è una resa agli eventi, ma ti mostra la tua vera strada, il tuo percorso individuale. E' il momento di lasciar andare le vecchie abitudini, i soliti schemi mentali e volgersi verso nuovi approcci, scendendo in profondità.
Il viaggio dell'uomo incappucciato si prospetta come una vera avventura: sappiamo che ne tornerà diverso, cresciuto, arricchito, anche se ci saranno pericoli e momenti difficili.
Nell'Otto di Coppe è contenuta la forza di trattenere le lacrime, perchè altrimenti non vedi dove mettere i piedi sul tuo nuovo sentiero; il coraggio di guardare avanti, nonostante il passato sia ancora doloroso; la capacità di sfruttare le situazioni difficili utilizzando il vento contrario e, anzi, lasciandosi trasporare da questo verso una nuova spiaggia.
L'uomo in cammino dei Chrysalis Tarot assomiglia all'Eremita: sta compiendo un viaggio interiore, e dunque non può tornare indietro. Mi ricorda un gioco che facevamo da piccole: non si potevano fare un determinato numero di passi indietro, altrimenti avremmo visto un mostro.
Il significato simbolico del gioco è quello della carta: nel lavoro interiore, nella crescita spirituale non si torna mai indietro. I nostri passi seguono una spirale, e anche se ripassiamo dagli stessi punti o nodi del passato, ci torniamo cambiate, arricchite dal nostro presente. La via che lascia il personaggio è costellata di specchi: rifletterebbero ciò che si è perduto, una visione del passato che non ci appertiene più.
Gli Shadowscape Tarot rappresentano l'Otto di Coppe come una creatura acquatica, che lascia dietro il superfluo portando con sè solo l'indispensabile: con una piccola luce lei si immerge nella profondità del suo mare interiore, per attingere a nuovi significati ed abbandonare i vecchi schemi mentali.
E' il momento di compiere una scelta: non sarà facile, perchè qualcosa lascerai indietro, ma il cammino verso ciò che non conosci nasconde risorse che ti faranno crescere, rendendoti più saggia e più consapevole.
Continuare ad osservare il passato e ciò che avevi ti impedisce di accogliere il futuro.
"Keeping my head up, looking forward
Reminiscing will get you nowhere
Never say never, starting over
It's not perfect but it's getting closer
I will hold back tears
So I can move in the right direction
I have faced my fears
Now I can move in the right direction"
(Gossip - Move in the right direction)
Grazie Beth per l'ispirazione
Vuoi una mia lettura personale? Qui trovi le mie offerte!

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mercoledì, marzo 02, 2016
Le Piante del Toro
Ho visto poche volte un Toro da vicino. Durante le passeggiate in alta montagna, più alta rispetto a dove abitiamo, capita di imbattersi in pascoli di mucche, placide, che mangiano l'erba e prendono il sole. A volte nel gruppo c'è il Toro: fiero, cornuto, vibrante. Non nego che mi incute un certo timore: di fronte ad un Toro percepisci davvero la natura selvaggia!
Come l'animale da cui prende il nome, anche il Toro dello Zodiaco è l'incarnazione della Natura: Venere di Terra si riflette nel segno, donando amore per ciò che è terreno, godibile, piacevole. Le persone del Toro amano la vita, pienamente. Hanno il dono di sapersi godere il momento, e di trasmettere un senso di accoglienza e di piacere a chi hanno attorno.
Amano cucinare, mangiare, fare l'amore. Vivono appieno i piaceri della vita, che si rispecchiano nel loro legame speciale con la Terra. Non ha fretta, la gente del Toro. Aspetta, e nell'attesa si gode il momento.Il Toro pondera, e nel mentre sgranocchia un fiore di Nasturzio.
Il periodo del Toro viene dopo l'energia competitiva e marziale dell'Ariete: la Natura adesso ha terminato la sua spinta ascensionale, e si gode l'armonia delle forme relativa a Venere: i fiori si aprono, la Primavera è in fiore, il richiamo erotico è ovunque.
Gli uccellini cinguettano: non per niente il Toro è collegato alla gola. Da una parte intesa come collegamento con il cibo: il Toro ama la buona tavola, e forse più di ogni altro segno deve stare attento a ciò che mangia; dall'altra parte, gola come collegamento con il fuori, cavità che porta la voce e il messaggio dei Gemelli nel mondo, mezzo attraverso il quale fluisce il pensiero.
Le persone del Toro, infatti, possono incorrere in problematiche relative o ad una certa ostinazione, o chiusura mentale, proprio perchè stanno bene dove sono e sono poco inclini a spostarsi (metaforicamente o non); oppure a problematiche metaboliche, date dall'assorbimento disequilibrato del cibo. Ancora, possono incorrere in problemi dovuti al ristagno, al trattenere troppo, sia dal punto di vista fisico che mentale: allora sceglieremo piante capaci di drenare, di far fluire, di alleggerire l'energia del Toro.
La Pianta Guida per il segno del Toro è la Rosa: Venere nella su massima espressione terrena.
La Rosa, che sia Canina o Damascena - varietà utilizzate in fitoterapia- contiene l'energia armonica di Venere, equilibrata da un segno di Marte. Da una parte è ottima per la pelle: sfiamma, lenisce, compatta, rende la pelle elastica. Profuma, ed il suo profumo apre il cuore, disponendolo al piacere dei sensi. Leggermente afrodisiaca, nutre la parte voluttuaria del nostro essere, dove il Toro si sente davvero riconosciuto.
Dall'altra, ricchissima di vitamina C, aiuta nelle malattie da raffreddamento, alza le difese immunitarie, e aiuta durante la stagione invernale: le sue bacche, rosse come vuole Marte, sono concentrati vitaminici che ci aiutano nella stagione fredda.
L'olio essenziale di Rosa calma, ti fa stare presente, nel momento, attenta alle piccole cose: regala la vera essenza del Toro, la sua placidità, l'essere attento e vigile nell'attimo. La sua semplicità, un talento da riscoprire.
La Pianta Rimedio, che va ad equilibrare il Toro disarmonico, è per me il Tiglio.
Pianta dalla funzionalità primaria che appartiene a Giove, ed in secondo luogo a Venere e Mercurio, agendo dunque su fegato-vene-ipofisi e sul sistema linfatico e nervoso, ha in sè anche la potenzialità del Toro, per il benefico effetto sulla gola, la laringe e i fenomeni che interessano l'apparato oro-faringeo.
Di solito utilizzato come calmante, il Tiglio possiede altre qualità, anche più sottili. E' un albero che insegna a lasciar fluire: riduce tutto ciò che blocca il libero scorrere, sia esso dei pensieri o dei liquidi del nostro corpo.
Calma e distende i nervi eliminando la dispersione di energia dovuta alla tensione nervosa, e anche utilizzato nell'acqua del bagno porta serenità e dolcezza, preparando ad una notte tranquilla.
Agisce anche sulla circolazione sanguigna, andando a fluidificare il plasma sanguigno, la linfa, i liquidi interstiziali e la secrezione biliare.
I fiori di Tiglio vengono utilizzati nella medicina popolare per prevenire la pressione alta e l'arteriosclerosi, conseguenza in parte di una certa stasi emotiva, alla quale abbiamo visto il Toro può tendere, se in disequilibrio.
Le persone del Toro sono di indole pacata: ma, se si arrabbiano, tendono a "vedere rosso": il Tiglio apporterà quindi calma e centratura, impedendo di lasciarsi trasportare troppo dal fiume della rabbia.
E' interessante notare che le foglie di Tiglio venivano utilizzate come foraggio, probabilmente anche per mucche e tori.
Vuoi saperne di più sulle Piante, sulle Stelle e sul loro collegamento con la fitoterapia? Ricordati del mio corso Erbe&Stelle! Entro la fine dell'estate lo troverai anche online :)

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