mercoledì, maggio 02, 2012

Soddisfazioni


Finalmente siamo riusciti anche noi nell'impresa di autoprodurre il seitan! A partire da farina semintegrale e farina manitoba, seguendo gli insegnamenti di Nicole
Eccolo qua, prima di essere cucinato al forno con le patatine.



Ed ho anche inaugurato la yogurtiera, che ho avuto via baratto sempre da Zero Relativo. Mi è venuto uno yogurt di soia perfetto, anche grazie ai consigli di Erba Viola che mi ha aiutata nella prima yogurtificazione.

Come autoprodurre lo yogurt di soia

Servono:
un litro di latte di soia (autoprodotto grazie alla vegan star)
un vasetto di yogurt da 125 ml come starter

Come mi hanno insegnato, non utilizzate mai lo yogurt Valsoia come starter. 
Io ho provato perchè era quello che avevo disponibile, ma lo yogurt non viene. Ho riprovato con il Provamel, con quello è venuto uno yogurt perfetto!

Scaldate il latte a 40°C.
Lo yogurt deve essere a temperatura ambiente, quindi mettetlo fuori dalfrigo un'oretta prima di fare lo yogurt.
Una volta che il latte è a 40°C, mettete latte e yogurt in una ciotola, e mescolate con una frusta per far amalgamare bene i due componenti.

Poi mettete il liquido nei vasetti di vetro della yogurtiera, metteteli dentro, accendete la yogurtiera e lasciate lì tutta la notte.

Io ho coperto la yogurtiera con due panni di lana per non far disperdere il calore.

La mattina avrete il vostro buonissimo yogurt home made!



 Questo invece è un cappello folletto che ho realizzato sempre per uno scambio di Zero Relativo, per una fatina dell'Autunno che deve inviarmi della stoffa. Non vedo l'ora che arrivi! Per ora ho ricevito della canapa e del lino mervaigliosi, con i quali farò un vestito e realizzerò cuscini profumati, con dentro erbe e profumi, per la mia bancarella.

Intanto oggi c'è il sole: ancora non ho messo le piantine nell'orto, qui da noi in montagna c'è freddino ancora la sera, ma credo che nei prosismi giorni finalmente le metterò a terra. 


Stamattina devo produrre un sacco di sapone per la Sagra del Seitan, dove sarò con la mia bancarella; ho in mente nuovi colori ed esperimenti. 
Buona giornata a tutti!


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venerdì, aprile 20, 2012

l'erba della Madonna

Nonostante la pioggia battente di tutta questa settimana, che mi fa un pò preoccupare per le piccole piantine nel semenzaio che aspettano di essere trapiantate nell'orto, siamo andati alla mostra di piante che ogni anno si tiene a Lastra a Signa, Horti e Orti.

Abbiamo sfidato la pioggia, e abbiamo riportato a casa un sacco di piantine per l'orto: pomodori, zucchine, due peperoncini tondi, e anche due piantine di cetriolo. E poi ho scoperto questa bellissima e sconosciuta piantina, il Sedum Telephium o erba della Madonna.



E' una piccola piantina grassa, il cui utilizzo è simile a quello dell'Aloe: ma questa è delle nostre parti!
Si utilizzano le foglie sopra ferite, ascessi, punture, cisti, giradito, togliendo la pellicola della parte inferiore della foglia e applicandola come un cerotto sulla parte interessata.
Studi medici ed esperienze vive attribuiscono alla piantina grandi proprietà!

 INDICAZIONI
Ascessi
Aumenti di volume gengivale
Calli
Cisti sebacee suppuranti
Complicazioni di ferite
Corpi estranei sottocutanei
Difetti di cicatrizzazione
Fistole sottocutanee
Foruncoli
Idroadenite (ascellare)
Ipercheratosi (ipercheratosi plantare psoriasica)
Mastiti
Osteiti piccole ossa
Patereccio periungueale
Seno pilonidale
Radiodermiti
Tendiniti
Ulcere trofiche flebostatiche delle gambe
Ustioni II grado profondo e III grado 


Se volete, potete leggere il depliant dove è tutto spiegato bene: le signore che me l'hanno venduta mi hanno detto che, per farne nuove piantine, dovrò tagliare uno stelo il giorno di San Giovanni, e appenderlo nell'armadio. Dopo qualche tempo iniziare a mettere nuove parti vegetative, i "ributti": quelli vanno presi e piantati in altri vasi, così da propagare la piantina.

Per quanto riguarda il suo nome, viene chiamata anche Erba di San Giovanni, come l'Iperico. Rientra infatti nelle erbe da raccogliere la mattina di san Giovanni, per propiziare quel giorno.

Dice Cattabiani nel suo Florario: " Molte sono le erbe soprannominate “di San Giovanni”, tra le quali ricordiamo l'Iperico, l'Artemisia, il Rosmarino e l'Aglio, ma solo questa pianta è stata chiamata così. Il suo nome potrebbe derivare dal latino sedeo, “io mi siedo”, riferito al fatto che il fusto è adagiato sul terreno. In alcune regioni viene anche chiamata “erba dei calli” perché capace di far sparire i calli dei piedi.

Nelle campagne del Nord, fino al secolo scorso, una ragazza che avesse intenzione di sposarsi doveva piantarne due fusti l'uno vicino all'altro in un vaso da tenere in casa: se crescevano in modo uguale il matrimonio era destinato a durare, se crescevano in maniera non omogenea la vita non sarebbe stata facile, se uno appassiva, la morta dell'amato sarebbe stata probabile."

Si può utilizzare come attivatore per incantesimi di guarigione della pelle e per propiziare un matrimonio felice.

Per adesso se ne sta tranquilla in un vaso sul davanzale della cucina :)





Questi sono i filati che ho ricevuto in cambio di sapone alla lavanda, sempre su Zero Relativo. Mi sto divertendo molto con tutti questi scambi! Mi è arrivata anche della stoffa bellissima, tra cui tanta canapa naturale con cui farò cuscini aromatici da vendere sulla mia bancarella, lino profumato e colorato, e sto aspettando altre stoffe, una yogurtiera (per autoprodurre lo yogurt di soia) e una teierina vintage bellissima.

Oggi ho il pomeriggio libero da impegni e commissioni, e finirò di preparare un ordine di sapone, e se riesco cucirò anche una gonna che ho già imbastito.
Che belle queste giornate, nonostante la pioggia.
Se ripenso alla mia vita di prima, di appena un anno fa: il negozio, il tempo passato a non fare niente lì dentro, il disimparare ogni giorno qualcosa di pratico a favore dell'acquisto di oggetti già pronti..e poi lo scarsissimo tempo che avevo per fare il pane, per cucinare, per pulire la casa e anche per il mio amato orto! Adesso non c'è un'erbaccia, le piantine sono tutte ordinatamente pronte per il trapianto, i semenzai pullulano di vita, e in campo sono spuntate rucola e valeriana.
Prima avevo  meno tempo, e questa mancanza di tempo mi spingeva a trascurare comunque la vita casalinga.

Questo è il vero lavoro, quello che nobilita, che appaga: la produzione di qualcosa di bello con le tue mani, che sia un sapone, un chilo di pane o un pezzettino di orto.

O tutte queste cose insieme :))

venerdì, aprile 13, 2012

Barattando!

 In questi giorni, oltre alle cose da fare, le autoproduzioni (ho ora sui fornelli un pentolone da cinque litri dove sta cuocendo il detersivo per i piatti/per la lavatrice) e le preoccupazioni per l'orto a causa di questo improvviso tempo freddo, ho scoperto un nuovo mondo: il baratto on line.

Questo è stato possibile grazie ad un sito che molti di voi conosceranno, Zero Relativo.
Avevo il mio account lì fermo da tanto tempo, ma non avevo mai provato a scambiare. Mi sono messa in gioco, hoproposto saponi, cappelli e cremine in cambio di qualcosa della mia lista dei desideri, e ho già effettuato degli scambi!

Sono riuscita a trovare una yogurtiera, che volevo tanto, per fare in casa anche lo yogurt di soia, e poi ho scambiato sapone per filati, e creme fatte da me per stoffe bellissime, di canapa e di lino.



Questo è il sapone alla lavanda che ho preparato in cambio di mezzo chilo di filato di cotone, bello grande e di tanti colori, che posso usare per il mio uncinetto. Ho poi preparato saponi misti e creme per la yogurtiera, e sto facendo un cappello all'uncinetto, dai caldi toni autunnali, per una fatina che scambia con me delle stoffine bellissime.

Insomma, davvero un bellissimo modo per entrare in contatto, per non sprecare, riusare, riciclare e non utilizzare il denaro!





Questo è il sapone che sta cuocendo sui fornelli. Per la ricetta vi rimando al blog di Veggie, la ricetta è questa qui.

Intanto, fuori il tempo è quasi autunno. Ma sisente che pulsa la vita rosso fuoco dell'Ariete, la primavera che esplode, Beltane e i suoi fuochi, il maggio profumato. Le zucchine timide spuntano, una ad una, come signorine con l'ombrello a metà spalla.

So che diventeranno belle grandi. Basta saper aspettare!




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lunedì, aprile 02, 2012

Fermenti

Aprile è un mese ricco di creatività e di fermento. Dal seme che sboccia e diventa piantina, al giardino da ripulire, all'orto in cui ogni giorno ci si passa del tempo. Ad Aprile tutto bolle e ribolle, come nei magici calderoni di noi streghe. La luna piena di Aprile, la luna Rossa, in onore a Marte, dio della fertilità, sarà tra qualche giorno, e io sento il fermento che mi scorre attraverso.


Insieme al mio Re delle Fate (di cui vi invito a visitare il blog, visto che questo post è davvero interessante e racchiude tutto il nostro pensiero :) ) abbiamo pulito quasi tutto il giardino. Sotto il castagno quindi si è liberata della terra bellissima, scura e concimata dalle foglie invernali. Qui voglio realizzare un semicerchio di erbe spontanee, raccolte nel bosco e trapiantate qui. Per ora ho messo, come vedete, Lunaria e Ortica. Piano piano ne aggiungerò altre, sicuramente Iperico e Achillea, poi vedremo.



Ieri al Mercatino Biologico dove vendo il mio sapone abbiamo preso dei carducci, essenziali per impiantare una carciofaia nell'orto: stamattina li ho trapiantati, come vedete nella seconda foto piccolina. Nella foto grande ci sono i fiori del nostro susino selvatico, e poi bietoline e melissa in quantità industriale.
Per sapere come impiantare una carciofaia, vi rimando al blog della cara ErbaViola, in questo post trovate tutte le informazioni!


Il Ribes ha un sacco di fiorellini, e la Cicorietta è davvero abbondante quest'anno. Insomma, è tutto un gran lavorare!

Ho realizzato anche una borsa, da una vecchia maglietta a maniche lunghe che avevo e a cui ero molto affezionata. Eccola qua:



Come si Fa:

1. prendete una vostra maglietta che non usate più: può avere sia le maniche lunghe che corte, non ha importanza.

2. tagliate le maniche, prima vicino alla cucitura. Controllate se vi va bene il buco formato come apertura dei manici...se fosse troppo piccolo, scavatelo tagliando con le forbici.

3. cucite il fondo della maglia, dritto contro dritto, lungo l'olro della vostra maglietta.

4. rifinite tutti i manici, cucendo un piccolo orlo lungo tutta l'apertura superiore della borsa e anche lungo i tondi dove prima erano cucite le maniche.

Fatto :)

Io ci ho cucito un fiorellino crochet, e poi anche un mega quadrifoglio...solo che l'ho attaccato ieri, quindi non si vede nella foto, che è fatta il giorno prima.

Buon lavoro, e buon Orto!




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giovedì, marzo 22, 2012

Sembra facile


 Margheritine a Casa Edera

Dovrebbe essere facile, vivere in maniera naturale. Ritrovare la nostra natura di essere umano, singolare e plurale, maschile e femminile, in connessione con albero, cane, mucca, roccia, mare, vento che la sera ti scompiglia leggermente i capelli, aria fresca la mattina presto.

Siamo fatti per mangiare bene, respirare bene, fare attività fisica.Ho da poco ricominciato a fare attività fisica ogni giorno: il mio corpo chiede di più, sta bene quando cammino a passo svelto nel bosco, portando fuori i cani, respirando aria pulita. Sento i muscoli tendersi, piegarsi e poi tendersi di nuovo.Il cuore battere più forte. Lo sguardo più nitido. Solo con una passeggiata ogni mattina!

Eppure, ho dovuto forzarmi, i primi tempi. Ad alzarmi presto (anche se l'uomo è fatto per svegliarsi con il sole, basti pensare ai ritmi circadiani), ad andare a letto prestissimo (quasi sentendomi in colpa per non partecipare più alla high life cittadina), a smettere di fumare. Ebbene si,ho smesso di fumare, ma non voglio farne troppa pubblicità: anche qui, una cosa così semplice, come respirare aria pulita in ogni nostro respiro, è una cosa rara. Anzi, sembra assai più naturale fumare, e quando dici che non fumi le persone fanno tanto d'occhi.

La vita semplice, naturale, frugale, adatta ad ogni uomo e ad ogni donna, è come l'opera d'arte di Michelangelo, che era già nella pietra prima ancora che il maestro la scolpisse: lui si limitava a togliere il superfluo.

Quando togli il superfluo ti rendi conto di come sia ricco vivere a contatto con la Natura, intesa sia come ambiente che come tuo stesso Essere.

Dobbiamo fare una grande fatica, però, per togliere tutti gli orpelli che la nostra società ci offre: cibi zuccherati all'inversomile o ripieni di aria, lavori sedentari, creati ormai solo per chi sa premere dei pulsanti al pc, sigarette da cui aspirare fumi tossici, alcoolici velenosi, ore piccole, aperi-cena, altre sostanze, essere toghi, essere quelli che escono e poi fanno tardi, darsi un tono, e sopratutto non comportarsi da vecchi.

Anche perchè se si continua così vecchi non lo si diventa proprio.

Pensavo questo nella mia sera semplice e frugale, sotto alla Quercia nostra vicina di casa. Il tramonto è uno spettacolo bellissimo,  teli di seta stesi ad asciugare sulle nuvole, arancione fuso con il violetto e l'indaco. Io raccolgo piccoli stecchi di legno per accendere la stufa, ringraziando madre Terra per la sua abbondanza. In effetti, se ti devi raccogliere ciò che poi userai, come le verdure dall'orto, o il legno dal bosco, tendi a sprecarne di meno. A percepirne la sacralità.

In fondo non ci è richiesto di fare niente: solo tornare a vivere come quando eravamo bambini, incantati e in-cantanti.

Innocent forever/sleeping children in their blue soft rooms still dream. (R. Smith)


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mercoledì, marzo 21, 2012

Primavera, finalmente



Eccola la Primavera. Ecco Oestara che arriva, e con lei il profumo di montagna d'estate, i crochi color lilla, le margheritine e i fiorellini blu elettrici, che da piccola chiamavo gli occhi di Maria. E con lei tanti progetti, voglia di fare e fatti quotidiani. Stiamo andando a camminare ogni mattina, io ed il Re delle Fate, è bellissimo camminare dentro al bosco che ogni mattina si sveglia un pochino di più.
Fare scelkte sempre più sostenibili, come andare a letto presto. Praticamente non bere più alcolici. Perdersi nel fare, nel produrre, nel progettare. Tutto questo è risveglio, rinascita. Quest'anno, davvero vivo una rinascita.

Aspetto che spuntino le zucchine, ma nell'orto c'è già la rucoletta, che è spuntata credo stamattina.


Questo è l'orto, vangato e zappettato in lingo e in largo a mano, e poi concimato, qualche settimana fa, pronto ad accogliere semi e piantine. 

Quella piantina gialla è calendula, sono andatata a raccoglierne un pò per i miei saponi e ho preso anche due piantine per l'orto, che hanno attecchito subito.

Una segnalazione: ieri ho comprato un librettino davvero carino, Sarto Subito!



Davvero ben fatto, con dentro semplici modelli che già mi hanno messo voglia di provare. Oggi proverò a cucire la mia prima gonna a balze, speriamo bene :)


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mercoledì, marzo 14, 2012

Crochi e Calendule


Questo fine settimana è stato intenso, ho avuto Corsi di Autoproduzione di cosmetici e sapone qua è là, ed è così bello poter tramandare, insegnare quello che so a chi, a sua volta, ne farà tesoro...e magari contribuirà a decrescere!

Tornando dall'Ecovillaggio dove ho tenuto il corso, un posto davvero bello dove vivono alcuni amici,  io ed il mio Re delle Fate siamo passati da un campo di Olivi pieno zeppo di Calendule. Mi sono fermata a raccoglierne un pò,per farne un Oleolito.

Oleolito di Calendula

Raccogliete le calendule, meglio se la mattina.
Portatele a casa, scegliete solo i fiori e metteteli in un barattolo di vetro.
Dividete mentalmente il barattolo in cinque parti: nella prima metterete le calendue, nelle seguenti tre parti metterete olio di Girasole, l'ultima parte la lascerete vuota, per poter agitare il barattolo ogni tanto.
Chiudetelo con una garza fermata da un elastico: se usiamo fiori freschi non dobbiamo tappare il barattolo con il coperchio, altrimenti l'acqua contenuta nei fiori non evaporerà e l'olio tenderà ad irrancidire.

Esponete il barattolo al sole per due -tre settimane.
 Ricordatevi di agitare il barattolo una volta al giorno.

Passato questo tempo, filtrate l'olio schiacchiando bene i fiori, e conservate in una bottiglietta di vetro scuro.

L'oleolito di Calendula va bene per massaggi, escoriazioni, arrossamenti, dermatiti e tutte le irritazione della pelle.Ottimo nei saponi delicati, per pelli sensibili.



Ho raccolto anche i Crochi, i sentieri qua da noi ne sono pieni...li ho messi in una piccola pressa, voglio farne decorazioni per le mie candele.



Qui potete vedere il mio semenzaio di riciclo: ho usato i rotoli della cartigienica per fare i piccoli vasini (la cosa bella è che poi si possono piantare direttamente nell'orto, senza togliere le piantine dal vaso...la carta si decompone e le piantine subiscono meno stress), delle cassette di legno per accogliere i vasi, e sopra una finestra di recupero (quelle che ho usato per le piccole serre dell'orto invernale) a fare il coperchio. E come segna seme ho usato dei coltelli di plastica ;)


E' davvero perfetto!!


Ieri sera, al tramonto, ero nell'orto a raccogliere la Salvia. Il merlo cantava, la luce era tersa, rarefatta, rosa e azzurra insieme. Sono momenti magici, incantati, sospesi tra tempo e Terra.




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