giovedì, dicembre 05, 2013

Fertilità Creativa


Il mondo intorno a me è Incinto. E a volte la mente torna a quella solita domanda, perchè io no?
Come promesso, non starò qui a tirare fuori il mio dolore, la sensazione di vuoto, il sentimento di rabbia e ingiustizia verso il mondo che mi pervade a volte.
Non c'è solo quello. Non siamo solo quello.

Forse sbaglio nel parlare di queste tematiche, dovrei affrontare la cosa con più leggerezza, oppure applicare il caro vecchio non ci pensare. Mi rendo conto però che da quando parlo di questa problematica apertamente, tutto ha assunto una sfumatura più sopportabile, più dolce, e anche piena di possibilità.

In questi giorni molte cose hanno accompagnato il mio sentiero di consapevolezza femminile, la mia riconnessione con l'energia del mio corpo, con il potere che sprigiona, con la fisicità.

Le elenco, nella speranza che chi è in Cerca possa trovare spunti, riflessioni, piccole medicine per stare meglio:

- la Tenda Rossa, bellissima iniziativa e percorso di scoperta per ogni donna. Questo mese allestirò anche io la mia piccola tenda rossa, il mio angolo. Quando arriveranno le mestruazioni (perchè arriveranno, non voglio farmi illusioni) le accoglierò come qualcosa di sacro, di potente, di fertilizzante. Il Sangue è la nostra forza, è la nostra parte oscura. E' una magia che ogni mese si rinnova, consentendo di liberare il nostro corpo da tossine e impurità, e ci porta comunque la possibilità di rimanere incinte.

- un libro che ti capita per caso tra le mani in biblioteca. Davvero per caso, era negli scaffali dove espongono i libri appena rientrati. Parlo di questo libro, che già dalle prime pagine mi apre mondi e sopratutto mi fa sentire accolta.

- un pensiero che mi ha mandato la mia Sorella di Anima e collega. Parole tratte da un libro, parole molto sagge, di cui vi riporto solo uno stralcio. Che però leniscono il dolore e mi fanno molto riflettere.

Fondamentalmente, se pensate ad un figlio chiedetevi "se vi sentite incomplete, se vi manca qualcosa di fondamentale..." e chiedetevi anche se vorreste realizzare qualcosa riguardo il vostro lavoro, la vostra parte creativa.
Probabilmente scoprirete che il vostro reale desiderio e' la seconda opzione, che viene "soffocata" dalla prima per non guardare alla propria indipendenza, alle proprie lacune da colmare, alle esperienze a cui non si e' prestato attenzione in passato o semplicemente che non sono state sufficientemente alimentate.
Molto spesso e' cosi'.

Per questo si dice anche che per una donna "partorire se stessa" e' il piu' grande atto di amore, completezza, onestà verso la propria preziosa essenza .

- un mercatino di Natale molto beni riuscito, organizzato dall'Associazione Amaltea in un posto assai interessante, il Tribeca Factory, a Prato.









Forse grazie alle vendite che sono andate benissimo, devo dire che nonostante il mercato fosse rivolto ad un pubblico di genitori con bambini, e nonostante ci fossero centinaia di famiglie con figlioletti al seguito, non mi sono davvero mai sentita da meno. Anzi, mi sono messa a fantasticare sui viaggetti che possiamo farci io e Andrea finchè siamo in due :)

- Le parole della mia Polly: pensa che sei libera, libera di fare figli. Ma soprattutto che sei libera.
Questo è un grande aiuto, per me. Questo pensiero, dico. Sentirmi libera è fondamentale, e in effetti dovrei godermi questa libertà, questa pre-maternità senza imprigionarmi nel pensiero ossessivo della ricerca di una gravidanza. Vivere, uscire, lavorare, godersi il sole d'inverno. Mettere i baccelli di vaniglia nell'olio, per farne oleoliti profumati. Trovarsi la casa che profuma di Cannella, grazie ai saponi e alle candele che sono a stagionare. Fare giratine con i cani. Raccogliere ghiande.

Insomma: stare nelle cose. Stare nel presente.

Tutto questo mi porta una sensazione bellissima di fertilità, di creazione. Ho delle nuove idee per dei saponi. Voglio usare il mio uncinetto non solo per intrecciare guanti e cappelli, come sto facendo adesso, ma anche per lasciarmi guidare dalla natura, dai colori e dalle forme che vedo, per riportarle poi in una scultura tridimensionale, soffice, erbacea e legata anche ai profumi e ai saponi.

- Per ultimo: tempo fa mi sono messa a fare le tagliatelle. Sono venute perfette! Eccole qua.



Il fare, comunque, distoglie dai pensieri. Quando vi prende male, e vi sembra di precipitare nell'abisso del perchè io no?, vi consiglio di impastare.
Una torta, come la fantastica torta di mele di Giulia, un pane per il giorno dopo, dei biscotti a forma di stella.
Fare, impastare, aspettare, lievitare, cuocere.

Questo antico rituale calma il dolore, magari accompagnato da una tazza di tè verde con zucchero alla mela.


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25 commenti:

  1. Come al solito in sintonia e di pari passo nelle esperienze di vita. Anche noi stiamo cercando di rimanere incinti ma, come dici tu a un certo punto parafrasandoti "ci godiamo la pre-mater/paternità". Nel frattempo consolidiamo il nido, ci creiamo piccole abitudini, impastiamo dolci ogni domenica. Viviamo in leggerezza, creiamo in leggerezza. Ho ripreso in mano l'Arte e la Pittura è sempre Maestra, mi ricorda sempre e sempre che per tirar fuori qualcosa di bello c'è da preparare e tendere la tela, impastare i colori, schizzare con il carboncino, dare i colori pennellata dopo pennellata: come si crea un disegno, si crea la Vita. Con pazienza, dedizione e intessendo e pitturando sogni e realtà. Ti abbraccio, Cecilia e ti auguro di diventare Mamma presto: sarai stupenda ancora di più!

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    1. Tati, si: io e te seguiamo un cammino molto simile, e quello che dici rischiara il buio. Prepariamo le nostre tele e i nostri colori, si. E se vuoi parlare, scrivere, confrontarti...io sono qui. Grazie <3

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  2. La cosa bella è che se anche siamo "lontane" in questo momento, io a fare i conti con questo pancione e la felicità e le paure che si porta appresso, e tu a convogliare momentaneamente la Madre che è in te nella tua Arte, ti senti vicina come sempre, più di sempre.

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    1. Tesoro mio. Si siamo sempre vicine. Sempre. E spero che lo saremo sempre di più, e se non avrò figli, di sicuro avrò un'altra splendida nipotina <3

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  3. Cara Edera, siamo sulla stessa strada....è spesso doloroso, ma guardo avanti!
    Sai che al corso doula che sto frequentando abbiamo atto la scorsa volta una tenda rossa, proprio con teli e tende rosse, candele rosse etc... e ci siamo ritrovate lì sotto a parlare e condividere delle donne importanti nella nostra vita? :-) é stato molto bello e intenso!
    Riguardo al ciclo io cerco di ricordarmi che in quei giorni sono più "debole" fisicamente e che è giusto e bello prendermi qualche pausa di coccole per me, prendendo spunto da lei che mi piace molto, sul prendersi un "moon day" per sé e per riconnettersi con se stesse e con la terra...
    http://www.moonwomanrising.com/2011/07/how-to-take-a-moon-day.html
    baci

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    1. Cara Daniela, il ritrovarsi l'una nell'altra è una cosa che mi conforta, tantissimo. E tu sei davvero brava, perchè stai anche seguendo il percorso per diventare doula...e sarai una doula meravigliosa, lo so. :) Il sito che mi hai segnalato è STUPENDO, grazie inifinte. Poi me lo vedrò con calma. :)

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  4. Cara Edera, ti dirò adesso una cosa che non dico a nessuno, tantomeno a mio marito e a mia madre, che è lì ogni minuto col fiato sul collo a dirmi: ma quando mi fai diventare nonna? Io ho 37 anni, lo so che è tardi, lo so che dovrei, DEVO pensare a fare un figlio, lo voglio... prima o poi. Che se non mi muovo il treno passa e poi l'ho perso. Ma io qui, ora, adesso, nonostante desideri tanto ma tanto che succeda, non riesco a trovare in me la motivazione forte a lasciare da parte - momentaneamente - tutto quello che sono per fare spazio a un figlio. Voglio farlo, un figlio, voglio trovarla, questa motivazione. Ma con una scusa o un'altra continuo a procrastinare. Ecco, io vorrei che nascesse in me un desiderio forte, ma VERAMENTE FORTE, come il tuo. Ma non nasce. E se ci guardo bene - e ovviamente cerco di non farlo - mi sento 'da meno' per questo. Mi sento 'indietro'. Mi sento egoista, infantile e anche un po' una donna del cazzo. Via, l'ho detto. E ora sia quel che deve essere, tiratemi pure i sassi e sputatemi con disprezzo, tutti voi che non vi vivete le vostre vite e continuate a chiedermi 'e un figlio quando lo fai?' (avete un po' rotto i co**oni, sappiatelo).

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    1. Cara Anael, vedi come siamo complesse e diverse...io mi trovo a pensare invece che vorrei pensarla esattamente come te. Questo desiderio, questo sentirsi pronta er qualcosa che non sta accadendo nonostante la volontà, questo salto nel vuoto sempre smorzato forse dall'eccessiva rincorsa, io lo cambierei subito con la tua meravigliosa sensazione di essere nelle tue cose, nel tuo presente. E' una grande e meravigliosa ricchezza. Fare un figlio non è un caso, secondo me, o una cosa che accade, ma è una LIBERA scelta. O almeno dovrebbe esserlo. Il fatto è che, nonostante ce ne vogliamo liberare, l'assunto brava donna = brava madre ci perseguita dalla notte dei tempi. E' difficile far combaciare l'idea della Mamma Perfetta (stile ottocento) con quella della Donna Complessa di oggi. Eppure ci richiedono questo, senza darci le istruzioni per l'uso. Non devi sentirti da meno, perchè non lo sei. Sei tu, bellissima e creativa Donna Artista di te stessa. <3

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  5. Fondamentalmente quel che penso è che tante, troppe donne che conosco stanno vivendo una vita che non appartiene realmente a loro, e che come tante, tante, troppe prima di loro, hanno pensato di trovare una sorta di appagamento nel mettere al mondo un figlio, con addirittura l'idea magari di riversare su questa creatura tutte le idee, sogni, desideri e aspettative che non si è riusciti a inseguire nella propria, di vita. Sai quante volte l'ho visto succedere? Sai quante volte lo vedo succedere? Sotto sotto mia cara Edera penso che le donne come noi, come te e me, quelle che invece realmente hanno un'idea di chi diavolo sono e dove diavolo vogliono andare e stanno percorrendo il proprio sentiero (vabbè, arrancando - ma nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile), dovrebbero passare ogni minuto a correre felici per i campi gridando a squarciagola ringraziamenti all'Universo perchè i figli, quando li faremo, sarà solo ed esclusivamente per AMORE.

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    1. E' quello che riporto nel brano citato nel post. Molto spesso è così, spesso e per fortuna intorno a noi ci sono anche bimbi nati per amore, voluti per amore, e cresciuti con amore. Come saranno i nostri. :) Più mi addentro nel mondo della maternità, più mi rendo conto di quanto sia compesso e affascinante e istruttivo. E quanto metta in discussione le done, e anche di quanto silenzio ci sia intorno a questo argomento. Come se, poichè siamo donne, automaticamente siamo madri, sappiamo come farlo, e ci realizziamo solo con un figlio. Non è così, ed è complesso trovare la via. Ma anche arrancando, sono sicura che la troveremo :)

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    2. Hai ragione Anael, per quanto sia brutto dirlo credo che la maggior parte delle madri che conosco rientri nel quadro che hai dipinto tu. :-/ E' un qualcosa che spaventa a rattrista insieme e mi ha fatta interrogare molto e scavare molto dentro di me quando ho sentito questo desiderio arrivare...

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  6. Ciao Cecilia,
    non ti seguo sempre, ti ho scritto una sola volta.

    Ritrovo ancora questo tuo dolore. Il tuo cognome, io credo al destino dei nomi, mi ha riportato alla mente un libro che io trovai molto bello e illuminante, letto circa sette anni fa. Il libro si intitolava " L'acqua della paura " ed era scritto da una giovane antropologa di Piteglio che aveva concentrato la sua ricerca sull'antico culto delle acque della Montagna Pistoiese. Acque che con l'aggiunta di erbe guarivano la paura e acque della fertilità, che sgorgavano dai Monti Lattari, dalle fonti Lattare, dalle Madonne del Latte.
    Acque lattiginose che fertilizzavano le donne sterili, che si bagnavano e bevevano e che a gravidanza ottenuta grazie al loro potere aumentavano il proprio latte. A Piteglio ( da epitelium, capezzolo, c'era una madonna del latte che all'epoca visitai e un culto bellissimo.. )molti altri luoghi delle nostre montagne richiamano la maternità, le mammelle e queste fonti: San Mommè, Mammiano, Popiglio.
    Probabilmente sono tutte cose che già conosci, da streghetta quale sei, in ogni caso il libro è "l'acqua della paura", Arianna Cecconi. Stai tranquilla, andrà tutto bene.

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    1. Ciao Tiziana, sai che ho quel libro che dici? L'ho comprato qualche anno fa ma non h mai trovato il momento per leggerlo...non sapevo che l'acqua della paura provenisse dai monti Lattari!
      Il mio bisnonno era calabrese, credo che il cognome provenga proprio da quei monti. La mia nonna ancora toglie la paura con l'erba, mi ha insegnato come fare, ma anche lei non sapeva di questa coincidenza.
      Io vivo vicinissima a Piteglio: andrò presto a trovare di nuovo la Madonna del Latte.
      Grazie, grazie infinite. Davvero <3

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    2. Che belle queste storie della Madonna del Latte :-)

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    3. Ne avevo parlato qui : http://casaedera.blogspot.it/2011/12/trovando-la-dea.html
      :)

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  7. "..sangue che fluisce, sangue che pulisce...sangue che porta via, com'è giusto che sia.."
    Tu sai cosa mi è successo poco più di un mese fa.. All'ospedale poi mi hanno dato la possibilità di evitare il raschiamento con un trattamento medico: ho subito accettato! Al di là delle varie motivazioni fisiche, avevo proprio bisogno di concludere con un passaggio più naturale(per quanto indotto dai farmaci)...ero davvero stufa di tutte queste interruzioni interne...mi mancava qualcosa..
    Fisicamente è stato molto doloroso e psicologicamente forse più tosto del raschiamento, ma sono felice della scelta che ho fatto..ho potuto vivere il momento a casa, con i miei tempi, con il mio modo di adattarmi alla cosa, ma soprattutto ho potuto viverlo in consapevolezza, affrontando anche l'ultimo passaggio finale. E quello che ti ho scritto all'inizio era la frase che in un misto di dolore e serenità mi sono ripetuta tutto il tempo...è una frase che mi è nata dentro spontaneamente e ora, leggendo il tuo post, il tutto mi fa un effetto molto forte!..sento un qualcosa di magico che scorre sotto a tutto questo, attraverso me, attraverso te, e attraverso tutte le donne consapevoli nel mondo.
    Poi parlavi anche di creare, impastare, ecc...e anche in questo forse c'è una connessione magica! Perché è per questo motivo che dopo un sacco di tempo che ci giravo intorno ho fatto la mia prima pasta madre(liquida)proprio ora! Avevo bisogno di un altro passaggio ulteriore: proseguire col giro di ruota..da una fine portare un inizio..dalla morte la vita...
    ..a proposito..è venuta :) ora devo solo trovare la giusta cottura del pane in base al mio forno..anche questa mi sembra una magia..sono troppo felice! :)
    un abbraccio cara Ceci

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    1. Ciao dolce Caterina, sono felice che hai potuto vivere questo addio come volevi tu. Vedrai che piano piano tutto tornerà al suo posto, e anzi, ti sento comunque carica di positività. Bene per la pasta madre, per qualsiasi cosa scrivimi! Ti abbraccio forte.

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  8. Carissima Cecilia,
    ho messo le mani avanti dicendo che non ti seguo sempre perchè ero sicura che queste cose le conoscessi già e che sicuramente ne avessi già parlato:-) In ogni caso il fatto che tu abbia il libro è....strano...bello.
    Tutte le prime 35 pagine sono dedicate alla fertilità, le ho rilette ieri. Correggo: Arianna Cecconi non è di Piteglio. E se sembrava che dicessi il contrario, basta un acqua qualunque per preparare l'acqua della paura, non serve quelle delle fonti lattiginose.
    Non conoscevo i monti Lattari calabresi, ho buttato là questo nome perchè me lo ricordavo dal libro, penso che ci sia qualche monte anche dalle nostre parti che si chiama così, ma nelle prime pagine non l'ho ritrovato.
    Ma la sostanza non cambia.

    So dove abiti! Ci sono stata un anno fa perchè tu ne hai parlato. Non avevo mi sentito nominare quella meraviglia prima. Così in un giorno freddissimo siamo venuti su, mi pare fosse il primo gennaio.
    C'erano una o due case che davano segni di vita, stavo per bussare a quella che pensavo fosse la tua, poi l'educazione ha vinto sulla "rottura dei vetri" che è sempre emozionante e divertente, ma insomma.....

    Che posto incredibile, fuori dal tempo e dallo spazio, c'è quell'erba strana, grassa...quella terra rossa...
    Tanto per darti qualche coordinata, mio marito ha il blog Isognidiharlock.

    Un abbraccio!



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  9. Carissima Cecilia,
    ho messo le mani avanti dicendo che non ti seguo sempre perchè ero sicura che queste cose le conoscessi già e che sicuramente ne avessi già parlato:-) In ogni caso il fatto che tu abbia il libro è....strano...bello.
    Tutte le prime 35 pagine sono dedicate alla fertilità, le ho rilette ieri. Correggo: Arianna Cecconi non è di Piteglio. E se sembrava che dicessi il contrario, basta un acqua qualunque per preparare l'acqua della paura, non serve quella delle fonti lattiginose.
    Non conoscevo i monti Lattari calabresi, ho buttato là questo nome perchè me lo ricordavo dal libro, penso che ci sia qualche monte anche dalle nostre parti che si chiama così, ma nelle prime pagine non l'ho ritrovato.
    Ma la sostanza non cambia.

    So dove abiti! Ci sono stata un anno fa perchè tu ne hai parlato. Non avevo mi sentito nominare quella meraviglia prima. Così in un giorno freddissimo siamo venuti su, mi pare fosse il primo gennaio.
    C'erano una o due case che davano segni di vita, stavo per bussare a quella che pensavo fosse la tua, poi l'educazione ha vinto sulla "rottura dei vetri" che è sempre emozionante e divertente, ma insomma.....

    Che posto incredibile, fuori dal tempo e dallo spazio, c'è quell'erba strana, grassa...quella terra rossa...
    Tanto per darti qualche coordinata, mio marito ha il blog Isognidiharlock.
    Un abbraccio!


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  10. Ciao Edera <3
    il sentimento che provi dentro lo provo anche io, troppo spesso..
    Guardo adorante i bambini e sogno il giorno di poterne avere uno anche io.
    E' un dolore\vuote che parte da dentro, dal profondo, lo sento nello stomaco che si stringe..
    Spesso arriva ad ondate e poi razionalizzo nella mia testa che davvero non si potrebbe,perchèquando manca il basilare(casa e lavoro) davvero sarebbe una pazzia imperdonabile..Però poi penso e se un domani, quando potrò economicamente non potrò farlo fisicamente?E li partono le altre paranoie..
    Allora quando sto male mi metto li e creo qualcosa, pulisco come una pazza,per tirar fuori da questa mancanza, da questo dolore, qualcosa di utile.Rifletto e penso che forse in fondo per ora è meglio così.
    Appena ho un po' di soldini mi prendo questo libro, grazie di averlo consigliato e grazie di esserti aperta così noi <3
    Erika\Akire

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  11. ciao "Morgana"..
    è sempre un piacere leggerti
    e ancora di più - dato che possiamo "leggerci anche dal vivo, noi due -
    ammirare le tue foto, che invece spesso ho l'occasione di vedere solo qui sul blog,
    e sono ogni volta una sorpresa magnifica.
    sono da sempre affezionata al tuo occhio,
    preciso e talentuoso ma che non si mette mai in mostra,
    e che invece dimostra la tua profonda passione per la fotografia.
    non ti ho mai sentito dire che "ti senti" fotografa..
    e invece guarda quanta creatività appunto ne sprigiona!!
    e qui torniamo se vuoi all'Argomento di Rosso Vestito,
    a quel Libera DA figli e libera DI farne,
    alla nostra libertà di donne, così diversa da quella maschile.
    sempre ciclica, doppia, mutevole..
    mi tornano a mente le parole di Agni
    quando mi diceva che non dobbiamo mai dimenticarci che accanto alla donna venere
    o madre accogliente
    esiste la donna kali, che quando è necessario è anche capace di tranciare teste.
    chi dà la vita può anche toglierla o non darla,
    e/o traformarsi in una creatrice di tipo diverso..
    la Vita e l'Amore non si riducono alla procreazione, per fortuna.
    mi sono riconosciuta nella citazione che fai,
    sulla maternità come seconda opzione.
    è vero, molto spesso è così,
    e noi donne ci buttiamo anche consapevolmente in questa scelta,
    forse a volte per l'età che, anche se non sembra, comunque avanza
    e un po' ci ossessiona il fatto di arrivare troppo tardi..
    soprattutto per persone come te che nella vita vogliono assaporare moltissimo, se non tutto..
    ma è anche vero che è ancora presto, forse,
    che di tempo ce n'è ancora e che ciclicamente il tuo corpo si disporrà ancora ad accogliere una nuova vita,
    che non è solo un esserino dentro di te,
    è tutta la realtà che ne discende, poi.
    il fatto di essere incinte è la metafora di quello che dovrai fare, dopo:
    accogliere, amare, nutrire, curare, disciplinare,
    te stessa e l'altro.
    ed è difficile, te lo assicuro e lo sai.
    c'è chi crea, c'è chi procrea
    e poi ci sono quelle donne meravigliose che fanno tutte le cose insieme.
    quello forse è l'obiettivo,
    e insieme la sfida filosofica della maternità,
    che nel mio caso sento come il motivo che mi ha spinto a diventare mamma: provarlo su di me.
    come mi diceva Agni, le donne devono aspirare (e un po' le madri lo diventano necessariamente)
    a essere come le dee dalle molte braccia, e con ognuna fare qualcosa di diverso..
    spignattare pregare essere artiste amanti mogli curare orti e animali..
    appunto, lo scheletro del tuo elenco.
    ogni cosa che fai, semplicemente aggiunge un braccio alla tua "raggiera".
    a volte mi chiedo, eppure ti conosco così bene..
    ma dove trovi il tempo di fare tutto quello che fai????
    ecco, arriverà il momento in cui tutto questa CURA che tu riversi nel mondo,
    (cara la mia Signora Smith, he he..!)
    potrà comprendere anche la presenza (ingombrante) di un figlio.
    forse è la tua Artemide interiore che ti sta chiedendo:
    "per favore, dammi del tempo per fare le cose che mi piacciono,
    per approfondire e imparare ancora..!
    c'è ancora tempo!"
    ed è così, chi si crede giovane lo rimane più a lungo..
    e quindi non aspettare questo evento,
    goditi questa libertà tutta femminile
    e impara ancora, perchè più siamo ricche quando abbiamo un figlio e più cose possiamo dargli.
    o almeno, questo può essere il vantaggio di essere mamme tardive,
    e di chi, come noi, intende per "ricchezza" tutto meno quel capitale che si acquisisce inaridendosi in lavori ben retribuiti..
    e, a volte, ti ritrovi anche il regalo dell'esperienza delle altre, mamme prima di te
    (anche se rimane sempre un'esperienza unica nuova e intima).

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  12. (questa è la seconda parte del commento, che però ho dovuto dividere in due.. che casino,
    quale pubblica prima, la parte 1 o 2?
    non me ne intendo di ste cose..
    comunque: leggi prima l'altro commento di anonimo.. sono io!)

    ...
    e quindi non aspettare questo evento,
    goditi questa libertà tutta femminile
    e impara ancora, perchè più siamo ricche quando abbiamo un figlio e più cose possiamo dargli.
    o almeno, questo può essere il vantaggio di essere mamme tardive,
    e di chi, come noi, intende per "ricchezza" tutto meno quel capitale che si acquisisce inaridendosi in lavori ben retribuiti..
    e, a volte, ti ritrovi anche il regalo dell'esperienza delle altre, mamme prima di te
    (anche se rimane sempre un'esperienza unica nuova e intima).
    insomma, non rovinarti gli ultimi momenti da Ragazza che ti restano
    per pensare alla Madre che non sei o che sarai.
    ricordati che domani potresti rimanere incinta,
    che tutto quello che ora provi in negativo può virare positivo,
    capovolgendoti nel giro di un ciclo lunare..
    ricordati di tutte le dee che ti abitano, e che ognuna ha bisogno del suo spazio..
    quando sono rimasta incinta, io pensavo:
    ecco, non sarò più una Ragazza.
    la cosa un po' mi spaventava,
    come mi spaventava immaginare una vocina nella notte che chiama "Mamma?"..
    anche se so che si può essere tutte e due le cose.
    (e che ben molto prima di sentirsi dare della "mamma" dalla tua creatura
    questa ti richiede molto di più che un semplice "ruolo", e lo fa piangendo!..)
    quella della Mamma è l'unico carriera in cui prima ti danno il diploma e poi devi cominciare a imparare,
    mi disse la mia "partera", quella che mi ha fatto partorire..
    (come si dice in italiano? cioè ostretrica, ma senza questa brutta patina medica..?).

    come recita la tua preghiera,
    ti auguro di essere nel momento, di assaporare a pieno e fiduciosamente i frutti di ogni stagione,
    e forse di smetterla di sognare le fragole a dicembre - o le banane in Occidente ;)
    anche perchè, una volta madri,
    il ciclo riprende, e la nostra ricerca non si interrompe.
    si complica, forse, si può appesantire ma si può anche involare..
    e si ritorna allo stato in cui eravamo,
    forse non più libere DA figli ma con la possibilità di essere ragazze finché ne avremo voglia.
    e le mestruaziuoni saranno ancora il nostro fluire..
    finché non lo saranno più e anche questo sarà compreso nel ciclo.. fino alla fine.
    che congegno meraviglioso, la Femmina.

    tua Polly

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  13. Buon Natale mia cara Edera,sii serena e che il 2014 ti porti tutto cio' che desideri.
    Liliana

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  14. Ciao cara, ti capisco a volte ci si fa prendere dall'ansia e diventa ancora + difficile: ho un paio di amiche che, una volta "arresesi" al fatto di non riuscire, sono rimaste subito incinte perchè si sono rilassate! :3
    invece io ho scoperto quest'estate che non sono così fortunata, non ne posso avere. sto ancora cercando di abituarmi all'idea; a volte mi sembra di averlo accettato, altre volte circondata da bimbi piccoli di amiche e parenti e grandi pancioni, mi assale la tristezza. ma insomma come sempre trovare dentro di sè il giusto equilibrio è una danza giornaliera :)
    un abbraccio, kat

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