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martedì, ottobre 15, 2013

(Alcune) Cose di Autunno



Ve l'ho già detto, vero, che l'Autunno è la mia stagione preferita?
e continua ad esserlo. Scendo dalla mia macchinina, in un tramonto infuocato, reso ancor più rosso e arancio dalle foglie della vite  del  giardino vicino.
Vado nell'orto, finisco di togliere i pomodori ormai sfiniti. Ho raccolto almeno 6 chili di pomodori verdi, con i quali ho fatto i pomodori verdi in barattolo. Li avevo già fatti anni fa, ci vuole un po' di pazienza ma il risultato merita!



La pioggia mi regala momenti di poesia, passeggiando per la città. Cuori improvvisi, disegnati sul selciato da gocce d'acqua innamorate.



Amo la pioggia, anche quando piove forte come ieri sera, mentre andavo verso una cenetta con le amiche e colleghe dell'Associazione, mi piace questo piccolo e appena nato rituale, vedersi per la riunione ma a cena, in modo da chiacchierare e mangiare insieme.



Poi ci sono le mele dell'albero vicino a casa, un Melo selvatico che cresce spavaldo al bordo della strada. Mi ci avvicino, ci parlo, lo ascolto. Parla di bellezza, armonia, equilibrio. Come l'Equinozio di Autunno appena passato. Raccolgo le sue piccole meline e le metto sul nostro altare, per ricordarmi sempre della Stella nascosta nel ventre delle cose.



...e la bietolina dell'orto, raccolta stasera insieme alla Calendula per cena. Ne ho fatto un tortino con le patate bianche di quassù. Mentre la raccoglievo ho lasciato sulle foglie due piccole lumachine, anche loro stasera per cena mangeranno bietoline :)



La sera, dopo aver acceso la stufa a legna, ci guardiamo un filmetto e io lavoro con il mio uncinetto di legno, corro su e giù sui punti, adesso sto facendo un paio di scarpine fatate.

Intanto, mi preparo per la presentazione del Corso di Teatro che terrò ad OrzoLuna, e sciolgo cera, la profumo, faccio saponi già per Natale.

Come non amare l'Autunno?


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giovedì, aprile 04, 2013

Dopo la pioggia


Come mi insegna Tara, non c'è niente di meglio che camminare in ascolto, immergendosi nella natura. E' quello che ho fatto ieri, dopo ore passate al c a lavorare. C'è stato un piccolo temporale di Marzo, e subito dopo è uscto il sole. Allora ho preso la macchina fotografica e sono uscita per fare il giro del paese.

Camminare e lasciarsi attraversare. Gli uccelli cantano più forte dopo la pioggia, forse per richiamare il sole. Tutto è ricoperto da perle trasparenti, perfette.




I crochi sono una delle mie passioni. A partire dal colore lilla, davvero fatato, con le venature viola. Quando sono chiusi sembrano farfalle che sognano.



Quando si aprono, ecco che diventano perfetti per fare vestito alle fate. Starei a guardarli per ore: che gioia vederli spuntare a mazzi su per il viottolo che porta a casa!



Quando si aprono, poi, rivelano l'arancione che nascondono in loro, come un cuore magico. Lilla e arancio, una palette di colori meravigliosa! Posso utilizzarla nella mia nuova impresa crochet. Mi basta comunque fermarmi ad osservarla, catturare la bellezza con la macchina fotografica.



Arrivo finalmente al punto dove volevo arrivare, un piccolo spiazzo dove i crochi crescono a migliaia! E trovo proprio un raggio di sole che li illumina. Sono i bicchieri delle fate e dei folletti, colmi di nettare di rugiada. Vorrei essere piccina come loro, per poter fare il bagno dentro ad un fiore.

Nel mentre passa Silvano, un nostro vicino, e mi fa ciao con la mano. Chissà che cosa penserà, nel vedermi semisdraiata tra i crochi, mentre scatto mille fotografie.



Che perfezione. Mi incammino per la via del ritorno, e sopra ad un muretto trovo un mazzolino di crochi. Chi lo ha dimenticato? Una bimba mentre tornava da scuola, oppure lo hanno raccolto i folletti per me, che sicuramente sanno quanto amo questi fiori?

Lo prendo quasi per un dono magico, un dono del Bosco.
Lo raccolgo, e lo metto vicino alla Pietra dei Pionieri, un piccolo monumento agreste che gli abitanti del Poggio hanno fatto qualche tempo fa.



Con la pioggia, poi, la sera di fronte alle Streghe di Eastwick, che il mio Amore non aveva mai visto!, inizio a lavorare granny square per una borsa che mi accompagnerà in primavera.
Voglio impiegare i piccoli gomitoli di filato che mi rimangono dai lavori invernali, prima di passare a lavorare il cotone: quindi mi sono messa a fare quadratini di colori, per cucirli poi insieme in una colorata e capiente borsa.





Il modello ne prevede 44, quindi devo lavorare ancora un bel pò. Ma è così rilassante scegliere i colori, osare gli accostamenti, uncinettare in tranquillità...




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venerdì, marzo 22, 2013

Ostara!


Abbiamo fatto il pane, come facciamo ogni settimana. Però ieri il mio amore era a casa, e quindi mi ha aiutata ad impastare il pane. Eccolo qui, il nostro mega-pane di Ostara!



E' venuto davvero enorme stavolta. La nostra pasta madre ha due anni, e l'ho regalata anche ad altre panificatrici, che si sono trovate benissimo. Questo pane è di circa un chilo e 300 grammi, fatto con la farina che prendo al mercatino dove vado con i miei saponi.

La passeggiata di Ostara mi ha permesso di fare delle belle foto ai miei amati crochi, che punteggiano le strade del paesino dove viviamo.
Ho trovato un fiorellino appoggiato su di una staccionata di legno, forse da una bambina, forse da una fatina che se ne è fatta vestito per il ballo di primavera.
Ho guardato da vicino la corteccia della mia Quercia, una texture fantastica, che voglio provare a disegnare.

Ho ringraziato per la bella giornata di sole...oggi di nuovo nebbia e pioggia!








E durante la visione di E venne il giorno ho crochettato un colletto, innamorandomi di questo accessorio di abbigliamento. E pensare che quando ero piccola non li sopportavo!




I bottoni sono quelli realizzati dalla cara Helga: ho messo quelli di Nocciolo, ci stanno benissimo. Grazie ancora cara!

Che bello crochettare colletti, stasera ne farò un altro, visto che fuori il tempo non invita ad uscire.

Buona serata :)


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mercoledì, marzo 13, 2013

Mamma Luna


Lo so, ho pubblicato un post appena qualche ora fa ma non posso davvero aspettare, sono molto felice di condividere con voi il mio primo lavoro free form crochet. Il mio primo lavoro con l'uncinetto inutile, come dicevo qualche post più sotto.
Ci ho messo molta pazienza, tanto amore. Ci ho messo concentrazione. Via via che lo realizzavo, punto dopo punto, capivo cose importanti, essenziali. Che per fare le cose bisogna stare. Che bisogna concentrarsi, su quello che si è, su quello che sappiamo davvero fare. Che dobbiamo imparare ad operare con leggerezza. E che la solitudine può essere bella, se non è la condizione standard della vita.
Imparare a godersela. A godersi le cose, punto dopo punto, colore dopo colore.

Ci ho impiegato più di un mese, ma ne è valsa la pena.

Mamma Luna
uncinetto e acrilico su tela, Marzo 2013
dimensioni 30 cm x 40 cm







I miei ringraziamenti per l'ispirazione e per la fascinazione alla fiber art vanno alla fantastica Prudence Mapstone ed a Laura Soria, quest'ultima che ho avuto il piacere di conoscere su Facebook e che purtroppo è una delle persone positive che ho perduto chiudendo il mio profilo.

Chissà dove mi porteranno tutti questi esperimenti. Io continuo a navigare tra le onde della mia creatività, con l'uncinetto come remo, ed una barchetta di carta come destriero.

Ho aggiornato la mia Biografia, per chi fosse curioso di sapere chi sono e che cosa ho fatto fin qui :)



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sabato, marzo 02, 2013

la Bellezza dell'Inutile



Oltre a farmi rapire dalla meraviglia della Creta, e perdermi nella bellezza dell'impastare con le mani, sperimento anche altre vie, consolidando le vecchie.


Inizio del mio primo quadro free form

Questo è solo l'inizio di quello che sarà un quadro free form, come questi meravigliosi che potete trovare qui.
Vi consiglio anche il sito di Prudence Mapstone, una delle più famose e brave artiste free form.

Dopo anni e anni di uncinetto (a pensarci bene, sono almeno 20 anni che uncinetto follemente!) e di modelli, tutorial e pattern, sento il bisogno e la necessità di spingermi oltre, di creare anche qualcosa di inutile con il mio strumento d'elezione.

Ne parlavo l'altra sera con Silvia: non è facile, almeno per me, creare qualcosa che non sia utile. Sono portata sempre alla creazione di qualcosa che sia bello, certo, ma che possa avere anche un qualche utilizzo. Il mio sapone, per esempio: è decorativo, è vero, ma può anche essere usato come sapone vero e proprio.

nuovi saponi Primavera-Estate 2013, anteprima

Mi diverto a ricercare forme estetiche che mi soddisfino, anche nella produzione del mio sapone, in modo da avere piccole Opere d'Arte da Bagno :) ed il fatto che siano anche utili mette a tacere l'atavico senso di colpa che mi attanaglia quando mi attardo a fare qualcosa che utile non sia.

Eppure, inizio a capire che si può anche creare qualcosa di bello e inutile. Anzi, in parte credo che si debba. Un busto, un disegno, un acquarello: la bellezza di ciò che è solo bello, e basta, ed in questa bellezza si estingue e si completa la sua stessa funzionalità.


il mio primo Sapone Cristallo - Acquamarina
(realizzato con glicerina vegetale e coloranti naturali)



Questo primo esperimento nella realizzazione del sapone Cristallo lo avevo poi abbandonato, non creandone altri. Proprio per la ragione di cui sopra: bello, ma inutile. In questo caso nemmeno inutile del tutto, perchè si può utilizzare come un vero e proprio sapone, ma chi lo userebbe? 

Sto imparando a lasciarmi andare anche nella creazione dell'Inutilità. Che può essere bellissima e appagante, come un'orchidea nel pieno della sua fioritura.

(per vedere tutti i miei saponi, vi ricordo il sito Aromantiche e il blog AltreMagie)




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venerdì, febbraio 08, 2013

Ispir-Azioni



Inizio subito con il ringraziare la cara Illustrilla, che è stata compagna di cammino anni fa e che lo è tuttora, anche sulle ali dell'arte :)

E quindi grazie mille per questo premio!

Questo dice Ila di me:

"- Altre Magie: blog di Edera, esperta erborista e artigiana. Uno spazio dedicato alle sue utili e meravigliose creazioni. Edera ha anche un altro blog, Casa Edera, un luogo parallelo e altrettanto profondo e intenso in cui oltre a condividere preziose ricette, si narrano esperienze di una vita quotidiana a stretto contatto con la natura. (Edera, ti prendi due premi, così impari!)"


Ora tocca a me donare questo premio. Che mi sembra circoli in molti blog di questi tempi, e quidi già molte persone a cui volevo darlo...l'hanno già avuto :)

L'assegnazione del premio prevede delle semplici regole:

1) ritirare il premio


  • Citando il blog che lo ha indicato
  • Inserendo nel post la coccarda Liebster Award 

  • 2) passare il premio ad altri piccoli blog di qualità...


  • Creando una lista di cinque blog (unico requisito: devono avere meno di 200 followers)
  • Avvisando i blogger scelti con un commento


  • Ed ecco quindi la mia lista:

    Il primo va alla cara Sveva, ed al suo Gypsy Soul: uno specchio della sua anima Selvaggia e Creativa, un posto davvero confortevole e che leggo sempre volentieri;

    Il secondo è per Sara, una bravissima creativa che mi ha contattata tempo fa, e che ho iniziato a seguire con piacere...andate a dare una sbirciatina al suo blog, e ammirate le cose meravigliose che realizza!

    Il terzo è per Althea, collega erborista e anima selvatica. Amo il suo blog, mi sento a casa da lei.

    Poi viene il blog di Stella e la sua Arte del Cambiamento: qui trovate interessanti spunti tra dipinti, stoffe, cucito e fotografie bellissime.

    Per finire, vi segnalo il blog di Verity, mia cara amica non solo virtuale: un animo artistico, una fatina speciale, che ho la fortuna di conoscere e che ogni volta che incontro mi apre la mente. Grazie Silvia!

    E dopo i ringraziamenti, passiamo alle Azioni conseguenti alle mie Ispirazioni quotidiane. Sarà il libro di Julia Cameron, che già regala i suoi frutti? Non so. So solo che le pagine del mattino stano diventando indispensabili, che sono più lucida, più presente, e che attingo alla mia Arte-anche se ancora dirmi artista mi fa strano, mi sembra assurdo.

    Oggi in giardino abbiamo trovato lo specchio delle Fate. Altera la realtà, se ci guardi attraverso. Come una magia, o un fitro incantato, distorce quello che vedi, e cambia la realtà. la rende plastica e frammentata. E' fatto di acqua, e quindi scompare, come tutti gli strumenti del mondo onirico.


    Basta poco per percepire la realtà in un altro modo. Bisogna essere aperti, e lasciare che ti attraversi. Cogliere l'attimo, raccoglierlo e cullarlo.




    Se lo guardi bene, capisci che è una lastra di ghiaccio, viene dall'acqua congelata nella tinozza dei panni, che è rimasta fuori. Ma è anche una vela per l'immaginario, toccare il ghiaccio freddo e poi ritrovarlo nella fresca aria nel bosco, con il mio amore e i cani.

    Anche le ginestre piegate dalla neve, ormai sciolta, sono onde verdi, un mare in tempesta congelato in un momento unico. La texture dei rami di ginestra è bellissima, sembra di osservare una trama ordita da mani fatate.




     Io guardo e mi lascio attraversare. Pogo attenzione alle cose che mi nutrono, tagli i rami secchi che tolgono energia, vampiri energetici e pensieri castranti. Non mi servono, non li voglio più.

    Volete vedere la nascita di un'idea?

    Eccola qua: è già tutta cambiata, ma è partito da qui. Fare arte con i libri, la stoffa, le parole e la materia. Mmmmhhhh....come mi sento a casa!






    Questo è stato l'inizio. Poi ho cambiato, incollato ancora, colato la cera. Usato il gesso e la tempera. e ancora non ho finito...ma appena l'opera è conclusa la metterò qui, promesso!




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    martedì, febbraio 05, 2013

    Quante cose sai fare!


    Me lo dicono spesso. Quante cose sai fare! In effetti, vorrei impararne sempre di nuove!

    Per quanto riguarda l'uncinetto, che come dice la mia cara Erba Viola nel suo ultimo post, accompagna praticamente tutte le mie visioni di film+divano+sera invernale, devo ringraziare la mia nonna. Ho imparato ad uncinettare quando facevo ancora il liceo: mi ricordo che passavo i pomeriggi cercando di far scorrere la maglia giù dall'uncinetto, cosa che mi pareva quasi impossibile da fare, all'inizio.

    Invece poi diventa quasi un ricamare con l'aria, oltre che con i filati: dipingo con il filo, la mia tela è tridimensionale. Come insegnano molte artiste del free form, del crochet iperbolico, che vi consiglio di cercare sul web ed ammirare. La mia preferita, una musa ispiratrice, è Emily Barletta. Davvero una grande artista, da cui prendere suggestioni e ispirazione continua.

    In effetti, seguendo il consiglio di Stella di qualche tempo fa, mi sono decisa ad acquistare un libro davvero ispirante: La via dell'Artista di Julia Cameron. Un libro percorso che si snoda in 12 settimane, e che ci accompagna lungo la nostra riscoperta creativa. Mi sono detta perchè no? Ho già qualche inclinazione artistica, ma sento il bisogno di indagare ancora più in profondità, oltre alle tecniche che già conosco, spingermi più avanti, oltre.

    Per ora, volevo mostrarvi il mo ultimo lavoro crochet: uno scialle/scaldacollo/cappuccio, realizzato con gli avanzi dei gomitoli in giro per la mia cesta di filati.




    Se volete realizzarlo anche voi, qui troverete il tutorial!

    Ho realizzato anche delle nuove creme viso e corpo, per una scambio su Zero Relativo con una dolcissima barter, che trovate qui con il suo blog di candele. Anche lei come me produce candele, e le sue sono davvero meravigliose!

    Queste sono le creme che le ho mandato, in cambio di olii essenziali purissimi, che serviranno per i miei saponi



    Una delle due creme è rosa, grazie alla presenza di oleolito di Iperico, fatto da me con l'Iperico raccolto questa estate. Se volete cimentarvi anche voi nella produzione di una crema viso, ecco la ricetta base:

    50 ml di olio di base
    30 ml di acqua distillata
    5 grammi di burro di karitè
    3 grammi di cera di candelilla
    30 gocce di olio essenziale a scelta

    Sciogliete la fase grassa a bagnomaria, e portate l'acqua ad ebollizione in un altro pentolino. Aspettate che le due fasi, acquosa ed oleosa, siano intorno ai 60°C. Mescolatele e frullate con un minipimer, meglio se in bagnoaria a freddo.

    Aggiungete gli olii essenziali, continuando a mescolare con una piccola spatola.

    Invasettate in barattoli di vetro perfettamente puliti e sterilizzati.

    Si conservano per circa 3 mesi.

    Il 20 di febbraio mi aspetta un'attività davvero interessante: sarò al Caffè della Riparazione, organizzato dalla cooperativa Manusa. Si tratta di andare all'incontro con un capo di abbigliamento che vogliamo rinnovare, e farci insegnare...come si fa! Una bella iniziativa,sono contenta che sia nella mia città.
    Con filati, uncinetto, matite e perline colorate ricerco la mia Via!


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    martedì, gennaio 15, 2013

    Te l'ho detto nevica




    Di nuovo nevica. Bianca e soffice, e stavolta davvero TANTA: è da stanotte che nevica ininterrottamente, e siamo stati fino a stamattina alle 5 senza corrente elettrica. Ieri sera abbiamo finito di fare le nostre cose alla luce delle candele che abbiamo acceso in tutta la casa. Nel silenzio, sotto la neve, fuori una luce quasi irreale, generata solo dal riflesso del manto bianco.



    E allora anche oggi gli impegni cittadini vanno a farsi benedire: siamo bloccati qui, e per fortuna sia io che il Re delle Fate possiamo lavorare da casa!



    Stamattina mi sono dedicata ad una nuova formulazione per il bagnodoccia, che potete autoprodurre semplicemente. Questa è la versione senza sapone: si realizza sfruttando il potere pulente dell’olio e dell’amido, che  puliscono la pelle in maniera gentile, anche se non fanno schiuma (e quindi possono deludere al loro primo utilizzo).
    Fidatevi: questo bagnodoccia pulisce benissimo, come e meglio dei bagnodoccia che acquistate in profumeria!

    Bagnodoccia Autoprodotto al Patchouli




    Due cucchiai di amido di mais
    Tre cucchiai di gel di Aloe
    Un cucchiaino di zucchero semolato
    2 cucchiai di glicerina
    un cucchiaio di Olio di Avocado (oppure di Girasole o di Jojoba)
    300 ml di acqua distillata o di acqua bollita e raffreddata
    15 gocce di olio essenziale al patchouli (o quello che preferite)

    Mescolare l’amido con poca acqua, poi aggiungere tutti gli altri ingredienti, eccettuato l’olio essenziale.
    Trasferire in una bottiglia di recupero, che userete come dosatore.
    Aggiungere le gocce di olio essenziale, tappare la bottiglia e agitare bene.

    Fatto!

    Si conserva per 2 settimane circa.

    Oggi pomeriggio mi dedicherò alla produzione del detersivo per lavatrice, di cui poi vi darò la ricetta: ed inizierò la produzione dei Saponi per San Valentino J
    Domani facciamo il pane, la dispensa è ricca di legumi e ho ancora verdure fresche del GAS, senza contare quelle che resistono nell’orto. Direi che anche se continua a nevicare stiamo benissimo anche a casa!

    La sera mi sto divertendo con il free form, creando con l’uncinetto piccole opere d’arte da indossare. Ho finito di realizzare il portacandelina dentro ad un barattolo di recupero. Eccolo qua. Potete acquistarlo, se volete, nel nostro shop on line. Ce n’è uno solo, è un’opera unica!







    Mi piace molto fare l’uncinetto accanto alla stufa, la sera, con la neve che cade serena fuori. L’inverno è davvero il tempo del progetto e del ritiro, vivendo in Montagna tutto questo diventa davvero reale, tangibile. La Natura ci passa attraverso!

    Ore 14,15: aggiorno il post per parlare di un graditissimo regalo che è arrivato sotto la neve! Grazie a ZeroRelativo, portale di scambio e baratto al quale sono iscritta da tempo, ho ricevuto una bellissima e nuovissima macchina per fare la pasta manuale. Ho sempre desiderato averne una: mia nonna ce ‘ha, ma la conserva gelosamente…e grazie ad una dolcissima barter, molto disponibile e precisa, ecco qua la mia nuova macchina per fare la sfoglia, ricevuta in cambio di un pacco profumato pieno zeppo di miei saponi.

    Per chi volesse aggiungermi su ZeroRelativo o dare un ‘occhiata alla mia Lista dei Desideri, cliccate qui.

    Non vedo l’ora di provarla: ha anche i rulli per il taglio di diverse misure, possiamo provare anche a fare gli spaghetti in casa! Evviva!



     


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