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mercoledì, novembre 09, 2016

Dietro le quinte: come funziona una lettura via mail




il mio tavolo/scrivania

Sono molte le domande che puoi porti di fronte alla mia offerta di consulenze online. Molto spesso le persone mi chiedono: ma come fai a leggere i Tarocchi se io non sono li? E come funziona la lettura via mail?

Ho pensato di scrivere un post che possa rispondere alle tue domande, ma anche che ti faccia sbirciare dietro le quinte del mio lavoro - non ti piacerebbe dare un'occhiata nello studio di un'Alchimista?

Prima di tutto: io amo fare le letture via mail. Perchè così posso dare la possibilità anche a chi vive lontana da me di avere una mia lettura; perchè mi piace scrivere, e fare le consulenze per scritto mi dà il tempo di riflettere e di studiare a fondo i simboli; perchè chi riceve la consulenza poi può leggerla e rileggerla tutte le volte che vuole; perchè verba volant, scripta manent, come diceva la mia professoressa di latino e greco al Liceo.

Una volta che mi arriva la richiesta ed il pagamento della lettura scelta, prendo un mazzo che mi ispira, e lo stendo sul mio piano di lettura.
Accendo una candela, e molto spesso anche il Palo Santo (un legno profumato che, bruciando, sprigiona un aroma che amo particolarmente). Mi concentro sul tuo nome, sulla domanda che mi hai posto. Ed inizio a scegliere le carte.

Inizia così la lettura delle carte stesse, e la sua interpretazione, che scrivo al PC. Una volta che sento di averti detto proprio tutto, preparo il pdf e te lo invio.

Dopo un anno di letture online, però, devo scontrarmi anche con i punti deboli di questa attività: la prima è il tempo. Puoi metterci davvero molto per scrivere una consulenza: nel mio caso, la causa è la cattiva gestione del tempo, e le piccole distrazioni dentro le quali mi perdo. Così finisce che accumulo molte letture e poi devo passare intere giornate attaccata al PC, senza aver tempo per gli altri aspetti del mio lavoro.

A volte è possibile sentire che quella domanda, oppure quella persona, non sono "giuste" per te: la connessione non si crea, nonostante tutto il lavoro che ci metti. 

Vuoi sapere quali sono i trucchi del mio mestiere? Eccoli qui:

1. Mi assicuro che il pagamento della stesa sia adeguato al tempo ed all'energia che ci metto: voglio che la mia stesa sia per te come una cena nel tuo posticino preferito, o come un nuovo taglio di capelli, e che il valore della lettura sia giustificato in base al tempo che gli dedico. Se mi facessi pagare di meno, mi sentirei sbilanciata e anche la tua lettura ne risentirebbe. 

2. Sono onesta con i tempi: per tutte le mie letture il tempo di consegna è di sette giorni lavorativi, escluso il sabato e la domenica. Cerco sempre di consegnare prima o in tempo - poi, non sono un robot ed è possibile che abbia qualche ritardo, ma avverto sempre il cliente.

3. Gestione del tempo: ahi ahi ahi, ecco il mio punto debole. Ci sono giornate in cui sono molto concentrata, e riesco a scrivere senza distrazioni, le parole scorrono facilmente e mantengo una visione lucida. Altri giorni, invece, ci metto 8 ore solo per analizzare due o tre carte. perchè finora pensavo al mio servizio come una lettura di carte, con il prezzo adeguato al numero di carte estratte. Invece credo sia più funzionale, sia per me che per il mio cliente, gestire le letture basandosi sul tempo. Per ogni tipologia di lettura ho deciso un tempo dedicato: mi metto un timer, e concentro tutta la mia attenzione e la mia energia in quel tempo lì, per quella lettura specifica.

Mi sembra molto più giusto, perchè così ognuno ha lo stesso tempo dedicato; ed in questo modo concentro le energie in un tempo specifico, riducendo al minimo le distrazioni.

4. Tengo da parte i social, le mail e il telefono: durante la mia lettura non apro Facebook, non metto like su Instagram, non rispondo alla mail della mia commercialista - durante la lettura scrivo, osservo le carte, resto in connessione. E basta.

5. Mantengo uno stile abbastanza semplice e conciso: mi trovo bene con letture semplici, non troppo prolisse. Credo che per ogni carta estratta possa essere necessaria massimo una pagina - le letture online sono molto incisive, e a me piace andare al nocciolo del significato, mantenendo uno stile semplice e scorrevole.

6. Se una lettura non fa per me, sono chiara e lo dico al cliente: può capitare di ricevere una richiesta che non abbraccia la mia etica, oppure posso trovare difficoltà nella connessione con una persona. Se questo accade, rimborso subito il mio cliente, magari indirizzandolo verso un altro tipo di consulenza. Se vuoi sapere quali sono le mie linee guide per la lettura, le trovi qui.

7. Stabilisco i giusti confini: non sono sempre disponibile, le mie letture non sono un lavoro 24 ore su 24. Ho bisogno di tempo libero, e durante i fine settimana mi ricarico, così come nei giorni di festa. Questo perchè ho bisogno di spazi in cui ricaricarmi, per potermi dedicare al 100% alle richieste che mi arrivano.

Queste sono le regole che mi sono data, e che inizio a mettere in pratica da questo Novembre: ho preso ispirazione dalla fantastica Beth e dal suo post dedicato alla gestione delle letture online.

E tu, quali regole ti dai per fare al meglio quello che davvero ti piace? Scrivimelo nei commenti!






giovedì, luglio 14, 2016

Erboristeria=arte?



Credo che ci sia una connessione profonda tra Erbe e Arte. Non solo perchè dalle piante si estraggono i pigmenti per dipingere, ma sopratutto perchè Piante e Uomo sono connessi secondo un piano energetico forte, viscerale, antico.

I dipinti rupestri erano fatti con derivati delle piante; i colori per i vestiti e per le stoffe provenivamo dalle erbe tintorie: curcuma, robbia, isatis, sambuco... Se ci pensi, i fiori compaiono molto spesso nei quadri, negli affreschi, nelle rappresentazioni.

Sei mai stata agli Uffizi? Io ci sono stata per la prima volta un anno fa (e sono Toscana! ma sai come vanno le cose, quando vivi vicina a così tanta arte va a finire che non la vedi) e mi sono incantata di fronte alla Primavera del Botticelli. La luce, la bellezza del quadro arrivano fino ai giorni nostri, partendo da un passato così lontano da sembrare mitico- e poi, quanti fiori! Piantine di ogni genere, dipinte con dovizia di particolari.



I fiori, la forma delle foglie, i semi: se li guardi da vicino, sono tutti piccoli  (o grandi) pattern, mandala, dipinti.

Come puoi utilizzare le piante per la tua espressione artistica? ecco qualche ispirazione::


  • puoi scegliere una pianta che ami particolarmente, osservarla molto bene e disegnarla. Colorala e mettila sul tuo altare, oppure in una zona che ami della tua casa;
  • scegli i tuoi vestiti ispirandoti ai colori di un fiore: io oggi sono vestita di nero e di rosso, come un papavero! Nei colori delle piante si trovano palette splendide!
  • se hai un sito, scegli la palette colori ispirandoti ad una pianta ed ai suoi fiori
  • raccogli fiori, foglie e semi e falli essiccare tra le pagine di un libro: poi, componi un collage!
  • prova ad estrarre il colore da una pianta tintoria ed a tingere un pezzo di stoffa, oppure un gomitolo, 




Il mio contributo è attraverso la fotografia. Voglio dare voce alle piante, rendere visibile il loro messaggio. Ho iniziato da Achillea: se vuoi vedere tutte le foto, via via che le realizzo le troverai qui.

Mi ha ispirato David Bowie: sono stata a vedere il docu-film sulla mostra che si è tenuta al VA, e che verrà a Bologna (e conto di andarci a Settembre!)-e mentre sbirciavo nella vita di questo artista totale, ho avuto questa idea. Quindi:contatta la tua Musa e prendi idee e ispirazioni!




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mercoledì, luglio 08, 2015

Intervista con le Dee



Il mazzo delle Dee, The Goddess Tarot, è da anni con me. Ma, curiosamente, prima d'ora non lo avevo mai utilizzato. Me lo ha regalato un'amica, tempo fa, durante una cena tra donne e streghe.
Mi piacciono i disegni gentili di questo mazzo, misteriosi ed evocativi.

Ho visto su vari blog inglesi che l'Intervista al Mazzo va per la maggiore, prima di iniziare a lavorare profondamente con le carte in questione.
Io le ho già potenziate, e ho fatto diverse letture con loro: è arrivato il momento di conoscerle di più.

Ho seguito la lettura di Beth ed ho intervistato il mio mazzo.



1. Parlami di te. Quali sono le tue caratteristiche più importanti?

La prima carta è l'Asso di Denari. Come ogni Asso racchiude in sè la potenza del seme a cui appartiene. La caratteristica più importante di questo mazzo è quindi legata alla Natura, alla Terra. I Denari, o Pentacoli, sono espressione di tutto ciò che è manifesto, fisico, e per me legato alla natura. Alberi, animali, piante. Il mazzo è connesso al mondo vegetale: in molte carte compaiono piante, fiori, germogli, boccioli. E l'Asso di Denari, con il suo meraviglioso albero, mi dice anche che il mazzo può essere un nuovo inizio, un modo per leggere le carte in maniera più semplice forse, più collegata alla terra.
La forza del mazzo sta nella sua connessione con la natura, e nella sua semplicità.

Forse indica anche un elemento legato al benessere personale, alla salute raggiunta con metodi naturali. Il mazzo può aiutarmi anche per la mia pratica fitoterapica, perchè riporta sempre scenari in sintonia con questo mondo.

2. Qual è la tua forza, come mazzo?

La Principessa di Coppe (che nel mazzo comune è rappresentata con il Cavaliere di Coppe) mi dice che la forza principale del mazzo risiede nell'aspetto intuitivo e onirico. La Principessa di Coppe rende manifesta l'intuizione e il sogno del Principe di Coppe (nel mazzo classico, il Fante). Il mazzo è collegato al mondo intuitivo e rende visibili i sogni e le intuizioni.
La Principessa di Coppe è anche la Femminilità nella sua accezione più pura: ed il mazzo sicuramente è un mazzo molto femminile, dedicato alle Dee ed al cammino delle donne.
La forza del mazzo risiede nella sua sensibilità, nell'essere vibrante attraverso un potere argenteo, lunare.

3. Qual è il tuo limite, come mazzo?

Il Due di Spade: la carta della concentrazione massima prima dell'azione, prima della scelta. Il limite del mazzo può essere il suo aspetto troppo meditativo, troppo interno. Da una parte il mazz rende manifesti i sogni e le intuizioni, dall'altra ha bisogno del consultante per portare le informazioni al di fuori, non rimanere solo nella ricerca personale e interna ma collegarsi anche all'esterno. E' un mazzo molto meditativo: e nella sua interpretazione ci pone davanti ad un bivio: l'intuizione interna e la capacità di renderla esterna.
Il limite del mazzo è correlato alla capacità del consultante di estrapolare il messaggio, e di portarlo fuori, al mondo, a chi ascolta.

4. Cosa puoi insegnarmi?

Ecco il primo Arcano Maggiore della stesa: La Forza, nell'archetipo della Dea Oya.
La dea del vento, della tempesta, del tornado. La Dea del cambiamento necessario. E' la Dea della Forza, del bilanciamento tra diverse energie. Il mazzo può riconnettermi alla mia potenza femminile: so di essere forte. So che posso. Il mazzo può trasmettermi il potere delle Donne, il potere del Femminile, la riconnessione con la Dea Potente. Wow! Ecco perchè mi piace così tanto :)

5. Come posso capirti e collaborare al meglio con te?

Il Quattro di Bastoni, la carta della gioia. Posso capirti meglio se mi diverto nella lettura: se festeggio, se prendo le letture come un momento di celebrazione di quel potere di cui parlavamo sopra. Posso collaborare bene con questo mazzo, se mi approccio alla lettura con cuore sereno e gioioso, e con stabilità e concentrazione. Non fa una piega, direi.

6. Qual è il nostro potenziale futuro insieme?

Kuan Yin, la Dea della Compassione. Nel mazzo riveste la Carta dell'Appeso: mi fa pensare che io ed il mazzo collaboreremo senza imposizione, ma lasciando che accada. Io potrò dare al mazzo nuove interpretazioni, nuovi punti di vista: e lui potrà darli a me.
L'Appeso sta a testa in giù, ma per lui è normale; siamo noi ad essere strani. Il mazzo può arricchire la mia visione laterale ed intuitiva.



Intanto...
l'orto quest'anno è splendido: zucchine enormi, pomodori in attesa di maturazione, rucolina che cresce felice. Per non parlare delle zucche: stanno crescendo a più non posso!
Sarà stata la mia aiuola rotonda ad apportare tutti questi benefici?







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venerdì, maggio 15, 2015

Cose non a caso


Star of Behetlem nel mio giardino. Un fiore così piccolo e una potenza così grande


ranuncoli come fuochi d'artificio


Hero che prende il sole davanti alla legnaia


la mia aiuola tonda!


Sono presissima. Passo ogni minuto libero in compagnia del mio quaderno rosso, dove appunto frasi, idee, slogan e parole ispiranti. Ci ho messo due giorni per scrivere bene tre righe (giuro, tre righe in croce), ma che dovessero esprimere al meglio quello che faccio, quello che voglio fare.

Mi sono trovata a lavorare con donne creative e piene di energia, una delle quali conosco da tempo, e a cui voglio bene. Forza Kadjia, splendi di luce propria! Siamo in un team fighissimo, dedicato a lei, la regina del pop, la grandissima Louise Veronica Ciccone.

Tutto questo grazie a Gioia Gottini, ed al suo spumeggiante corso sul Personal Branding. Ho iniziato da meno di un settimana e sono già entusiasta: colma di divinità, come vorrebbe l'etimologia di questa parola.

Che cosa farò? Per ora non voglio anticipare troppo, ma sappiate che vi aiuterò a contattare la vostra anima Selvatica. Come la Jeanne di Chocolat, indovinerò qual è il vostro fiore, la vostra pianta. E molto di più!

Chi mi accompagna in questo nuovo percorso è lei, la super mamma leggera come una farfalla, dal lavandino sempre scintillante: la mia hacker preferita, la mia fatina della programmazione, la mia amica e sorella Silvia. Senza di lei non avrei manco un dominio, ma che dico...non saperi nemmeno che cosa sia, effettivamente, un dominio.  Lei si occupa dei miei effetti speciali on line, della costruzione di quello che sarà il mio sito, e di fornirmi idee e spunti indispensabili.Grazie!

Insieme a tutto questo, CasaEdera si sta allargando. E quindi abbiamo muratori, elettricisti, idraulici, muri spaccati, polvere ovunque, cani disorientati ma felici d avere un sacco di terreno nel quale correre e mangiare l'erbetta. Il nostro tavolo di legno resiste, come una zattera nel mare in tempesta, ancorato al muro. E sul tavolo ceniamo improvvisando (anche la cucina non c'è più, per ora), scriviamo, sognamo. Io con il mio quaderno rosso e pennarello nero, cancello più frasi di quelle che tengo. Ma alla fine trovo quelle giuste.

Nel mentre, sono riuscita a trapiantare le prime piantine nell'orto. Ho deciso, anche seguendo le sagge parole che mi sono state donate tempo fa, di non fare le aiuole tutte quadrate. Ne ho fatte una tonda e una a forma di luna crescente. E ho seminato fiori, fiori belli, colorati e inutili: tagete e cosmos, i fiori del Cielo.

Immersa in tutti questi cambiamenti, nonostante le arrabbiature e gli stress e il lavoro in negozio che a volte è molto pesante (anche se quando individuo il fiore di Bach giusto per quella persona mi sento al settimo cielo, specie quando tornano e mi dicono che si sono sentiti molto meglio) sto benissimo.
E l'Universo ci ha pure inviato una cucina economica a legna, usata dalla signora che viveva poco sotto casa nostra, la cugina di mia nonna. Una signora splendida, che ricordo sempre allegra. Negli ultimi anni la malattia l'aveva provata, e se n'è andata pochi giorni fa.
Me la ricordo, a rimestare grandi pentoloni di conserva sopra a quella cucina. Il primo profumo di pomodoro e basilico l'ho sentito da lei, da piccola, con mia nonna. Davo una mano a tagliare i pomodori, e mangiavo le foglioline di basilico, lo sentivo sciogliersi sulla lingua e pizzicare nella gola.
Grazie, Loretta. Avrò cura di quella cucina, sarà il focolare della mia casa.

Con la scala appoggiata al muro dove c'era la mia cucina, una nuova finestra su un giardino pieno di cardi, consolida e menta acquatica, ranuncoli e tarassaco, campanule e lampascioni, ringrazio la Dea perchè non appena mi sono ricordata di Lei, è arrivata.

Non se n'era mai andata, in fondo. Era qui, nel mio cuore.


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martedì, aprile 28, 2015

Genius loci




fiorellini raccolti nel nostro giardino


le Terme di Bagni san Filippo, dove siamo stati da poco. La mattina presto, non c'era nessuno, ho fatto un bagno di purificazione nel ventre della Dea


ranuncoli vicino a casa di una Sorella


bocci di Tarassaco e Primule appena raccolti

Ho scelto questo posto per vivere. Questi monti, i boschi di querce e castagni, le fragoline che spuntano ogni Maggio. Per quanto amassi la mia Bologna, e la vita in città, ero stanca e avevo bisogno del contatto con la Natura. Ho sentito un richiamo profondo, viscerale, intenso e intimo per il mio luogo.

Il luogo della mia infanzia e della mia adolescenza; il posto che tanto mi ha insegnato, a volte duramente; il posto che il mio nonno amava tanto, che sognava ogni inverno per poterci tornare ad ogni estate.

Sette anni fa ho coltivato il mio primo orto: e sono sette anni che, in estate, mangio i frutti della mia terra, li condivido con chi amo. 
In primavera aggiungo ai nostri piatti qualche erba spontanea: tarassaco, alliaria, cardamine, ortica. E altre erbe vanno a comporre olii e unguenti curativi che usiamo durante l'inverno: iperico, achillea, menta, melissa.

Ogni giorno noi apparteniamo sempre di più al nostro luogo. 

Ascolto i canti degli uccellini, e imparo a dialogare con loro. Il vento che fruscia tra le fronde, la notte, mi racconta dei posti dove è stato. Il sole mi riscalda ogni mattina, mentre bevo il mio tè sui gradini di casa.
Osservo le piantine spontanee nel nostro pezzetto di terra: consolida, cardo, achillea, margherite e lamio rosso. Ognuna ha il suo carattere, la sua anima, ognuna può donarci qualcosa di sè.
Lascio mele e pane secco agli animali del bosco, da cui ci separa solo una rete. E la mattina riconosco le loro orme, il loro profumo.

La sera, quando torno a casa, incontro i cerbiatti, l'istrice, il rospo saggio.

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La contaminazione magica con il luogo in cui si vive l'ho riscoperta anche leggendo un libro che è stato una rivelazione: si tratta di Just Kids, di Patti Smith. Patti mi ha accompagnata in diverse fasi della mia vita, e ora mi si rivela come sciamana, per connettermi di nuovo alle mie radici anticonformiste.

Ho letto di lei e ho letto di me: una donna che vive la sua vita con creatività, senza preoccuparsi di essere allineata con le altre.
Patti non voleva cantare; voleva fare la poetessa. E io, da attrice, sono passata al lato più intimista dell'arte: amo fare le fotografie, scrivere. Mia mamma ha lasciato la sua eredità nel mio DNA.
Leggo e scrivo, e ricontatto la me diversa, autentica, vera.

Vorrei vivere con i capelli sciolti, d'ora in avanti. Con le mani nella terra fertile non solo del mio orto, ma anche della mia capacità artistica.

Patti Smith ha vissuto profondamente la sua dimensione artistica e magica, fondendosi con la sua New York. Parla dei palazzi, dei locali e delle scale antincendio come se fossero vive, come se fossero state parte di quella rivoluzione culturale che in quegli anni ha davvero fatto la differenza.

Credo che la nostra forza creativa risieda anche nel luogo che scegliamo come casa. Ogni luogo ha il suo genius loci, lo spirito del posto.
Contattatelo, parlate con lui. Se vivete dove vivete, ci sarà una ragione.

I luoghi possono insegnarci molto su di noi, se sappiamo ascoltare.

Anche riscoprire la magia fa parte di questo mio nuovo cammino.Come ho potuto essere disconnessa dal sacro per così tanto tempo? Anche se i Tarocchi mi aiutano a contattare un'altra dimensione, ora che sto riprendendo la pratica giornaliera mi accorgo di come io l 'abbia trascurata.
E di come io abbia trascurato me stessa.

La nostra pratica spirituale, quale essa sia, è semplicemente un modo per onorare ciò che di sacro è in noi e nelle nostre vite. Come se accendessimo la luce su un parte di noi stessi che spesso teniamo al buio, intimamente nascosta.

E' vero, spesso non c'è tempo. Ma bastano piccoli gesti per risvegliare la Dea in noi. E per Dea non intendo un'entità scissa da noi stesse, ma la manifestazione della vita che ci circonda.
La Dea è l'albero di lillà che ha piantato mia madre, è l'uccellino che viene da me ogni mattina per mangiare, è la margherita che sboccia e la nebbia di stamattina.

Il luogo in cui viviamo è una manifestazione di noi e del nostro essere divini, magici, unici.

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mercoledì, gennaio 07, 2015

Ciao Ciao Saturno (o dei nuovi inizi)



Inizia il 2015. Il numero mi piace, assai di più di quel 2014 che era rigidino, severo, non dava spazio alla fantasia.
Inoltre, grazie al cielo Saturno è uscito dalla quadratura con l'Acquario: caro Saturno, grazie mille, son stati tre anni abbastanza pesantucci, adesso ciao eh.

Bene: inizio subito l'anno con un piccolo progetto, di cui dò anche qui l'annuncio. Ho aperto una pagina FB collegata al blog! evviva evviva, possiamo trovarci nel salotto virtuale più famoso del mondo, per scambiarci ricette, sogni, consigli ed esperienze.

Ho pensato che la pagina potesse essere un'estensione del blog: tutti i collegamenti, le piccole cose, gli altri blog che seguo, gli appunti...potrete trovarli lì. E potrete anche interagire in maniera più libera e spaziosa.

Il lavoro in negozio procede bene, ed il fatto di avere un lavoro come dipendente mi lascia grande libertà: nei momenti in cui non sono in negozio posso dedicarmi al 100% a tutto ciò che amo. Ho ripreso con il sapone, solo per uso personale e per baratto; ho in mente nuove ricette di unguenti e balsami, e molte tisane composte; e non vedo l'ora che arrivi Primavera per andare a raccogliere, conservare, cucinare, sperimentare con le erbe spontanee.

Voglio anche nutrire il progetto di un piccolo shop on line, sempre collegato al blog; pensavo di mettere erbe spontanee, tisane, unguenti, balsami, oleoliti. Tutto l'occorrente per vere Streghe di Campagna!

Voglio anche approfondire, ancora di più. lo studio e la pratica dei Tarocchi: vorrei creare un piccolo gruppo di studio on line, collegato appunto alla pagina, ma anche questo fa parte dei progettini del 2015 che vedremo via via.

Per ora, vi lascio il link alla neonata pagina: www.facebook.com/CasaEdera

Vi aspetto!




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lunedì, giugno 16, 2014

Aspettative



  365.46 the Elder's appearence
il mio album completo qui



E' passato un sacco di tempo dall'ultima volta che ho scritto qui. Tempo impiegato a fare mercati, produrre saponi e candele come mai negli ultimi periodi. Tempo dedicato alla mia amica sorella, che è venuta a vivere, per quattro mesi, vicina vicina a me, la mia Polly con la sua piccina, la mia nipotina adorata. Una felicità incommensurabile, averle così vicine: non mi sembra ancora vero.
Tempo passato a riflettere, ad osservare da vicino le visioni che mi passano per la mente, a scegliere vestiti e location per le mie foto. E sicuramente tempo passato davanti a Photoshop, ogni volta imparando qualcosa di nuovo. Come usare i pennelli, come dosare la forza della gomma, come disegnare le onde del mare. Come cambiare colore ai vestiti, come aggiungere o togliere pieghe e tessuto, come rendere visibile la mia immaginazione.

E tempo passato a studiare le mie muse ispiratrici: Brooke Shaden, Lissy Elle Laricchia, Lara Zankoul.

Aspetto da un mese che Amazon mi recapiti un libro fondamentale, credo, per il mio cammino artistico appena iniziato: Inspiration in Photography. Non vedo l'ora che mi arrivi!



Inoltre, mi è tornata tantissima voglia di autoprodurre. Ultimamente, anche grazie ai miei pensieri deprimenti e tristi sul discorso gravidanza mancata, avevo un pò abbandonato tutto il lato pratico delle attività casalinghe. Ho lasciato nella sua scatola di legno il mio uncinetto, la pasta madre la rinfresco pochissimo...Insomma, ho lasciato andare un pò di cose Ma adesso credo sia giunto il momento di riprendere le fila delle mia attività: l'orto quest'anno è florido come non mai, a parte il brutto tempo di ieri e di oggi che ho paura mi danneggi le zucchine, tutto è in ottima forma. Aspetto il sole ed il caldo estivo che c'era nei giorni scorsi, sperando che torni presto.



fragoline appena raccolte dall'orto, a piedi nudi, sulla terra calda di sole

In questo periodo mi ha anche accompagnata un mantra, di quelli magici. Me ho ha regalato lo PsicoMago, che sa sempre cosa dirmi, che cosa funziona per me. 
Non avere aspettative. Essere aperta al mondo, abbandonarsi, e non avere nessuna aspettativa.

Queste semplici parole, anche abbastanza banali, riescono a sciogliermi qualcosa dentro. Quando sento che mi assale l'ansia, che l'orologio biologico ticchetta e non ci sono ancora novità, io mi ripeto questi semplici concetti e sento qualcosa dentro che si calma, e che si apre, si scioglie.

Questo mi consente di vivere nel momento, nel presente. Di viverlo appieno. Certo, non sempre ci riesco. Spesso è difficile e mi faccio prendere dal solito vortice di pensieri, ma è sempre più breve il momento in cui sono intrappolata nei pensieri negativi.

Riesco ad uscirne molto più rapidamente di qualche mese fa.

L'altra sera, anche Julie era qui da noi, in una sua tappa toscana, e parlavamo di tante cose, tra qui ovviamente la maternità. Lei mi ha detto che una sua amica, che anche lei cerca più o meno d quanto cerco io, fa proprio come me: ha deciso di incanalare tutta la sua energia in qualcos'altro, aspettando che le cose accadano.

Non avrei mai detto che la mia strada fosse quella della fotografia, e chissà, forse non lo è nemmeno. Non ho nessuna aspettativa, per quanto concerne questa nuova via: so solo che quando faccio foto, e le rimodello, e le immagino, niente mi tocca o mi disturba. Sono immersa completamente nel ciclo creativo, e sto davvero, davvero bene.

365.40 The Right Path
visualizza l' album completo qui


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mercoledì, marzo 05, 2014

Giudizio e Vocazione





Ultimamente, quando interrogo i miei adorati tarocchi, spesso mi trovo davanti questo Arcano. E anche le mie amiche, che ogni tanto mi leggono le carte, trovano questo Arcano per me. Anche senza saperlo, tirano su le stesse carte, da un certo periodo in qua.
Il Giudizio, l'Asso di Coppe, il Matto.
L'Imperatrice.

Ci leggo buoni presagi, certo. Ma è su questa carta, sul Giudizio, che stamattina è volata la mia riflessione.
Ho alzato su tre carte molto significative per me: il Diavolo, il Giudizio, L'Imperatrice.
Per coronare i miei desideri, devo abbandonare le catene dell'ossessione, fidarmi dell'intuito, seguire la mia vocazione.

La carta del Giudizio esprime sia una rinascita che un rinnovamento (ma anche una vera e propria nascita); allo stesso tempo la Lamina consiglia di dedicarsi alla propria vocazione. Se quello che desideriamo ardentemente non è ancora accaduto, significa che non è il tempo giusto. E che dobbiamo seguire la nostra vocazione, questo è il tempo dell'ispirazione, della concretizzazione del percorso evolutivo.

Seguire la nostra vocazione. 
Io ho sempre saputo che strada seguire. Prima, dritta davanti a me, la strada del Teatro. Sapevo che mi avrebbero preso alla Scuola, ero molto determinata e sicura al 100%. Sapevo di essere portata a quello, a stare sul palcoscenico.
Mentre adesso, dopo tanti anni, mi trovo meglio in questa nuova esperienza di piccola regia che sto portando avanti con un gruppo di giovani attori. Non per questo rinnego il mio lavoro di attrice, ma sento che quella non era la mia vocazione principale.

Pensavo di averla trovata quando ho deciso che avrei studiato Erboristeria. Mi sono iscritta all'università che ero già grande, avevo 24 anni, sotto lo sguardo incredulo degli amici che mi sconsigliavano, visto che era una facoltà scientifica, che con gli studi del Liceo Classico come sare riuscita a sostenere tutti quegli esami...e invece, convinta e determinata, ci sono riuscita, nei giusti tempi.
L'esperienza con il mio negozio, la vita da erborista-commessa comunque non mi esaltava. Anche se mi manca molto quel negozietto profumato, ed i barattoloni carichi di erbe. Ma, come dire, quella non era la mia profonda vocazione.

Eppure le erbe sono un mio grandissimo amore, un rifugio, un luogo sereno dove trovo pace e dove mi sento accolta.

Mi ritrovo adesso, a 35 anni, che mi sembrano così tanti, senza sapere bene quale sia la mia vera vocazione.
Amo il lavoro che faccio, e sono fortunata perchè faccio un lavoro che amo. Ma in questo lavoro non esprimo totalmente la mia vocazione profonda, anche se questo lavoro, marginalmente, mi permette di restare a contatto con il mondo herbano.

Per questo appare sempre quella Carta, che così bene mi pre-vede,  che mi suggerisce che ancora non ho trovato la mia vocazione. Forse per paura del Giudizio altrui, o del mio stesso giudizio? A volte mi sento troppo grande per iniziare qualcosa di nuovo, e allo stesso tempo troppo inesperta di fronte agli altri che già hanno intrapreso la giusta strada, la loro vera via.


Forse la nostra vera vocazione sta nascosta nelle cose che facciamo semplicemente.
Senza aspettative, ma con un fluire di energia creativa che va esattamente dove deve andare.

Per me questo accade quando scrivo, quando scatto foto, quando cucino, quando lavoro con filati e uncinetto.
E anche quando penso al mio orto, e quando lavoro la terra.
Fondamentalmente, accade quando faccio le cose con le mani. Ma non per lavoro, solo ed esclusivamente per piacere.

E che razza di vocazione è? Sento già la voce del mio Critico Interiore che mi dice :
"Mica ti vorrai mettere a scrivere a questa età?  E che cosa vorresti fare, sentiamo, un libro fotografico senza nemmeno una macchina fotografica semi-professionale? Cucinare, ahah! Ma da quando in qua è una vocazione, che vuoi, aprire un ristorante? "

Quindi, prima di tutto devo scavalcare queste insopportabili critiche mosse da me stessa.

Poi, chissà. Esplorare nell'inesplorato proprio perchè così immediato e semplice.

 Piccola nevicata vicino a casa

 Tramonto di fronte a CasaEdera

 Cremine adesso in viaggio per un profumatissimo baratto. Grazie Silvia!



La mia Quercia.

Ultima cosa, ma non meno importante: è finalmente tra le mie mani questo libro. Illuminante, essenziale per la mia crescita, ovunque mi porterà. Vi consiglio vivamente il suo sito, ed in special modo la storia intitolata Pirouettes, che è stata la ragione per la quale io ho comprato questo libro magico. 


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mercoledì, gennaio 29, 2014

Vivere qui


Fuori sta nevicando. La prima neve vera, quella di gennaio. Così vicino alla Candelora, alla festa del nido, della gestazione, della luce interiore. Ed anche della scintilla dell'arte, della passione che accende l'animo. Ho preparato il mio altare per la Candelora, ornandolo di bacche rosse di Cotonastro, bulbi di Giacinto, e un'immagine di Maria con il Bambino in braccio.

La Dea ci parla attraverso molte voci: così mi dice anche Clarissa Pinkola Estes dal suo vibrante libro, che mi sono trovata tra le mani il giorno del mio compleanno, e che voglio prendere come regalo che mia mamma, da chissà dove sarà adesso, vuole farmi, lei che aveva un rapporto speciale con quello che era spirituale. Il libro è Forte è la Donna: io ho letto le prime venti pagine, ed il suo potere colmo di colore ed emozione ha già toccato il mio cuore.


una mia foto di qualche anno fa, fatta dalla mia Polly

La prima neve dell'anno ci fa sempre riflettere su quanto sia diverso vivere qui. Non posso dire che sia meglio stare qui, oppure che fosse meglio vivere in una grande città come Bologna. Quello che so è che quando, come in queste sere, vado a Firenze a teatro, oppure passo da Prato al ristorante indiano, resto incantata da  tutte le sfaccettature della città. Mi piace osservare le persone, immaginare le loro storie. Curiosare dentro i negozietti vintage, raccogliere inviti e cartoline per programmi futuri.

Vivere qui significa che a volte devi rimandare incontri importanti, a cui tieni tanto, perchè nevica. 
Vuol dire anche pensare bene a come fare la spesa, cosa comprare, per non rimanere senza quello che potrebbe servire. Portare la legna in casa, e la macchina in fondo al paese, per evitare di rimanere bloccata. Significa lavorare da sola, immersa nella natura, si, ma senza una collega con cui scambiare due parole per la pausa caffè (anche se la mia insostituibile collega, anche se lontana, è sempre presente grazie ad internet). 


tè e caffè a casa di una cara amica, in città

Vivere qui vuol dire anche uscire di casa, passeggiare da sola nel bosco, raccogliere pigne e farne arte improvvisa. Vuol dire trovarsi con una tazza di tè verde fumante, accanto alla stufa, a rileggere vecchie poesie di mia madre-ed immaginare un progetto artistico che le coinvolgerà. Significa tornare a casa con il mio amore, a mezzanotte, alzare gli occhi e rimanere a bocca aperta, sotto un cielo limpidissimo, riempito di stelle come le clessidre con la loro sabbia.

il mio cerchio Imprevisto

Oppure, raccogliere la Salvia nell'orto, prima della gelata, e farne degli incensi naturali, per profumare la casa e scacciare le energie che ristagnano. Ecco come ho fatto :)

Piccolo tutorial per aspiranti fate dei boschi

1. Raccogliete Salvia, ma anche Lavanda, Timo, Iperico, Verbena, Cedro, Rosmarino. Prendete dei rametti, tanti quanti ve ne serviranno.

2. Intrecciate uno spago insieme a qualche tralcio di erba. Formate delle piccole bacchette magiche fatte di foglioline profumate e scacciaguai!

3. Avvolgetele in carta gialla, e ponetele in un luogo asciutto e calduccino, ad essiccare. Io poi le ho messe in un cestino vicino alla stufa.

4. Quando saranno essiccate, potete accenderle e passare in ogni stanza della vostra casa, spargendo il fumo aromatico ovunque. Attenzione a non far cadere tizzoni, spegnete la fiamma e lasciate solo che l'erba arda lentamente, sprigionando fumo profumato.

ecco come fare :)

In conclusione, che cosa significa vivere qui? Lo scopro ogni giorno di più. Dopo sei anni, questa scelta di vivere in una dimensione rurale la sento ancora mia. Anche se ho bisogno di mescolarla con gite in città, cinema, teatro, progetti, foto, e così via. Ma continuo sempre a ritenermi molto fortunata, perchè ho la città vicina, anche se non è una grande città. E dormire a fianco del bosco, svegliarmi con la luce del sole diritta in casa, che filtra dai rami dei castagni, non potrei davvero più farne a meno.

Vivere qui mi insegna, ogni giorno, di quanto sia importante anche godersi il momento, Rallentare. Respirare. Passare mezz'ora nel bosco, osservare le foglie cadute, e trovare in quello che sembra sempre il solito paesaggio, ogni giorno qualcosa di diverso. La ritualità dei gesti quotidiani, e la possibilità di vivere dentro al ritmo naturale. A volte è difficile. Ma quanto è prezioso.




domenica, gennaio 05, 2014

Pomeriggio di Pioggia


Quando la pioggia ci coglie sul finire delle vacanze natalizie, tra una lucina di Natale che ormai è da riporre per il prossimo anno, e un nuovo calendario da appendere al muro della cucina, lì vicino all'Edera, potremmo essere travolti danna noia e dal malumore.

Noi ieri abbiamo deciso di sfidare il maltempo, e abbiamo anche rinunciato ad un pomeriggio nella mia cara Bologna: la nebbia ed il maltempo ci hanno fatto desistere. Abbiamo deciso di fare un giretto per Pistoia, la nostra città, senza aspettative nè programmi.

A volte le cose non programmate ti stupiscono; così ti trovi in biblioteca, di sabato pomeriggio, a sfogliare libri e riviste, e ti imbatti in una mostra di un'artista pistoiese, Cristina Palandri. Siamo usciti da lì con tre film, tra cui quello di Jane Campion dedicato a Keats, che voglio vedere da un pò di tempo, e due libri molto utili. Uno è il libro sulla composizione dei profumi e delle essenze delle autrici de "Il mio Sapone", un libro che mi servirà moltissimo. L'altro è un piccolo libricino, "Trattato di Culinaria per donne tristi", di Hector Abad Faciolince. Mi ha subito catturata, e sono sicura che sarà una gradevole lettura.

Uscendo da lì, ci siamo imbattuti nella mostra di Chiavacci, a Palazzo Fabroni, con la conseguente collezione permanente. Non l'avevo mai vista: ci sono opere interessanti, specie quelle di Chiari e Melani. Ho scoperto poi che a Pistoia esiste la sua casa-studio, la nostra prossima visita sarà sicuramente lì.

visione subliminale da Palazzo Fabroni della Chiesa di Sant'Andrea

Oggi è tornato un timido solicino: ne ho approfittato per uscire, e fare qualche foto.
Mi perdo nelle forme, nei colori della natura che mi circonda. Ogni cosa è un'installazione visiva, le sfumature mi rapiscono, mi specchio nella rugiada che riveste le bacche appena sveglie, baciate dai raggi del sole invernale.






Credo che la pioggia, come la noia, possa essere uno stimolo per farci trovare nuove strade e nuove risorse.

Nei pomeriggi di pioggia fitta e incessante, se l'amato è lontano e il peso invisibile dalla sua assenza ti angoscia, taglierai dal tuo giardino ventotto foglie nuove di cedronella e le metterai sul fuoco, con u litro di acqua, in infusione. Appena bolle l'acqua lascia che il vapore bagni i polpastrelli delle tua dita e mescolale tre volte con un cucchiaio di legno. Toglila dal fuoco e lasciala riposare per due minuti. Non mettere zucchero, bevila a sorso, di spalle al pomeriggio, in una tazza bianca. Se a metà del litro non noti un certo sollievo dietro lo sterno, scaldala di nuovo e aggiungi due cucchiai di zucchero di canna. Se alla fine del pomeriggio l'angoscia persiste, puoi stare sicura che lui non tornerà. O tornerà un altro pomeriggio e molto cambiato.
(Trattato di culinaria per donne tristi, H.A.Faciolince)


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domenica, dicembre 29, 2013

Controtendenze


Lo so, non va di moda dire che il Natale è una festa che piace. Quasi tutti si lamentano del Natale: per la corsa al consumismo, per i parenti serpenti, per i cenoni che ingrassano e i portafogli che dimagriscono.

Io sono in controtendenza: amo il Natale. Amo il periodo di Yule, così scintillante. Gli Alberi di Natale li ho amati da sempre, da quando ero bambina. L'Abete è uno dei miei alberi preferiti: profumato, rassicurante, geometrico. Ricco di sorprese. E con le lucine di Natale, poi, diventa davvero regale.

Amo fare l'alberello, e riempire la nostra casina-nido di candele accese. Quest'anno poi devo davvero ringraziare tutti i clienti di Aromantiche, che ci hanno fatto molti ordini, e che hanno scelto di regalare qualcosa fatto con amore e passione.

Mi piacciono i pomeriggi passati a chiacchierare con i parenti: con chi non vedi quasi ma perchè vive lontano, con chi vive vicino ma non riesci a vedere a causa del solito tran tran quotidiano.
La piccola nipotina di Andrea è stata meravigliosa: mi ha illustrato tutti i suoi giocattoli, mi ha fatto parlare al telefono con PeppaPig che chiamava da Parigi, mi ha sciolto il cuore con la sua dolcezza.


Mi piacciono i piccoli doni di Natale, scelti con cura. Come questo portacandeline, pensato per me dalla mia Syl, che rivela un Albero di Luce.
Oppure come questo bellissimo libro, che mi ha regalato mio padre.





Questo libro è stata una sorpresa molto gradita. Mio padre ha scelto, tra i millemila libri dedicati al riconoscimento ed alla cucina delle piante spontanee, proprio quello che desideravo da mesi. Come ha fatto? A volte  mi stupisce proprio!

Casa Edera si è arricchita anche del primo sciogli-cera scalda-sapone professionale. Grazie al mio amore, il primo mattoncino per un vero laboratorio è stato messo. Evviva!

Qualche settimana fa ho ricevuto anche il pacchettino del mug swap indetto da Daniela: davvero una delizia, e la tazza è diventata subito la mia preferita. Grazie Alessandra!



In questi giorni di riposo, dopo il super lavoro di dicembre, raccolgo le energie e la mia mente elabora nuove idee e nuovi progetti. Mi sento davvero in un momento molto fertile. Come la terra scura che accoglie il seme, e che non fa altro che stare.

La semplicità, la leggerezza, il riposo e l'inventiva permeano queste giornate.

Uno smalto rosso, regalo subito amato, che rallegra le mie mani sempre attive. Ho ricominciato anche a mettermi il rossetto: non è mai stata una mia abitudine, ma in questo periodo ho bisogno di ricordarmi della forza e della bellezza del Rosso.



"Bisogna prendere tempo, ritirarsi e nutrirsi, rigenerarsi prima che la creatività possa ricominciare. Assicurarsi che si sta arricchendo noi stessi e nutrire la propria luce. Pensate a che cosa questo significa per voi e come potete nutrire il vostro 'brillare'.

Pensa a te stessa come una pianta che cresce. dal seme spuntano splendide fioriture quando si ha l'energia per farlo. Quanto più vi alimentate meno energia consumate nella crescita. Se in qualsiasi momento la tua crescita richiede troppo sforzo, cerca di trovare il nutrimento necessario.

Se una pianta non riposa e non ricevere nutrimento dopo la fioritura, la prossima fioritura sarà piccola o appassita. Questa è vostra responsabilità. Il fiume della vita vi porterà in molti posti, ma è necessario nutrirsi lungo la strada. Non aspettatevi di essere, creative e produttive per tutto il tempo. Questo non è naturale, e non supporta la crescita sana.

Ricordate la natura dell'anima umana è quello di nutrire la terra. È necessario imparare che la tua luce ha bisogno di essere alimentata e sostenuta, in modo da poter essere un custode della terra.

Sandra Ingerman -Medicina per la Terra"


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giovedì, dicembre 05, 2013

Fertilità Creativa


Il mondo intorno a me è Incinto. E a volte la mente torna a quella solita domanda, perchè io no?
Come promesso, non starò qui a tirare fuori il mio dolore, la sensazione di vuoto, il sentimento di rabbia e ingiustizia verso il mondo che mi pervade a volte.
Non c'è solo quello. Non siamo solo quello.

Forse sbaglio nel parlare di queste tematiche, dovrei affrontare la cosa con più leggerezza, oppure applicare il caro vecchio non ci pensare. Mi rendo conto però che da quando parlo di questa problematica apertamente, tutto ha assunto una sfumatura più sopportabile, più dolce, e anche piena di possibilità.

In questi giorni molte cose hanno accompagnato il mio sentiero di consapevolezza femminile, la mia riconnessione con l'energia del mio corpo, con il potere che sprigiona, con la fisicità.

Le elenco, nella speranza che chi è in Cerca possa trovare spunti, riflessioni, piccole medicine per stare meglio:

- la Tenda Rossa, bellissima iniziativa e percorso di scoperta per ogni donna. Questo mese allestirò anche io la mia piccola tenda rossa, il mio angolo. Quando arriveranno le mestruazioni (perchè arriveranno, non voglio farmi illusioni) le accoglierò come qualcosa di sacro, di potente, di fertilizzante. Il Sangue è la nostra forza, è la nostra parte oscura. E' una magia che ogni mese si rinnova, consentendo di liberare il nostro corpo da tossine e impurità, e ci porta comunque la possibilità di rimanere incinte.

- un libro che ti capita per caso tra le mani in biblioteca. Davvero per caso, era negli scaffali dove espongono i libri appena rientrati. Parlo di questo libro, che già dalle prime pagine mi apre mondi e sopratutto mi fa sentire accolta.

- un pensiero che mi ha mandato la mia Sorella di Anima e collega. Parole tratte da un libro, parole molto sagge, di cui vi riporto solo uno stralcio. Che però leniscono il dolore e mi fanno molto riflettere.

Fondamentalmente, se pensate ad un figlio chiedetevi "se vi sentite incomplete, se vi manca qualcosa di fondamentale..." e chiedetevi anche se vorreste realizzare qualcosa riguardo il vostro lavoro, la vostra parte creativa.
Probabilmente scoprirete che il vostro reale desiderio e' la seconda opzione, che viene "soffocata" dalla prima per non guardare alla propria indipendenza, alle proprie lacune da colmare, alle esperienze a cui non si e' prestato attenzione in passato o semplicemente che non sono state sufficientemente alimentate.
Molto spesso e' cosi'.

Per questo si dice anche che per una donna "partorire se stessa" e' il piu' grande atto di amore, completezza, onestà verso la propria preziosa essenza .

- un mercatino di Natale molto beni riuscito, organizzato dall'Associazione Amaltea in un posto assai interessante, il Tribeca Factory, a Prato.









Forse grazie alle vendite che sono andate benissimo, devo dire che nonostante il mercato fosse rivolto ad un pubblico di genitori con bambini, e nonostante ci fossero centinaia di famiglie con figlioletti al seguito, non mi sono davvero mai sentita da meno. Anzi, mi sono messa a fantasticare sui viaggetti che possiamo farci io e Andrea finchè siamo in due :)

- Le parole della mia Polly: pensa che sei libera, libera di fare figli. Ma soprattutto che sei libera.
Questo è un grande aiuto, per me. Questo pensiero, dico. Sentirmi libera è fondamentale, e in effetti dovrei godermi questa libertà, questa pre-maternità senza imprigionarmi nel pensiero ossessivo della ricerca di una gravidanza. Vivere, uscire, lavorare, godersi il sole d'inverno. Mettere i baccelli di vaniglia nell'olio, per farne oleoliti profumati. Trovarsi la casa che profuma di Cannella, grazie ai saponi e alle candele che sono a stagionare. Fare giratine con i cani. Raccogliere ghiande.

Insomma: stare nelle cose. Stare nel presente.

Tutto questo mi porta una sensazione bellissima di fertilità, di creazione. Ho delle nuove idee per dei saponi. Voglio usare il mio uncinetto non solo per intrecciare guanti e cappelli, come sto facendo adesso, ma anche per lasciarmi guidare dalla natura, dai colori e dalle forme che vedo, per riportarle poi in una scultura tridimensionale, soffice, erbacea e legata anche ai profumi e ai saponi.

- Per ultimo: tempo fa mi sono messa a fare le tagliatelle. Sono venute perfette! Eccole qua.



Il fare, comunque, distoglie dai pensieri. Quando vi prende male, e vi sembra di precipitare nell'abisso del perchè io no?, vi consiglio di impastare.
Una torta, come la fantastica torta di mele di Giulia, un pane per il giorno dopo, dei biscotti a forma di stella.
Fare, impastare, aspettare, lievitare, cuocere.

Questo antico rituale calma il dolore, magari accompagnato da una tazza di tè verde con zucchero alla mela.


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