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venerdì, maggio 15, 2015

Cose non a caso


Star of Behetlem nel mio giardino. Un fiore così piccolo e una potenza così grande


ranuncoli come fuochi d'artificio


Hero che prende il sole davanti alla legnaia


la mia aiuola tonda!


Sono presissima. Passo ogni minuto libero in compagnia del mio quaderno rosso, dove appunto frasi, idee, slogan e parole ispiranti. Ci ho messo due giorni per scrivere bene tre righe (giuro, tre righe in croce), ma che dovessero esprimere al meglio quello che faccio, quello che voglio fare.

Mi sono trovata a lavorare con donne creative e piene di energia, una delle quali conosco da tempo, e a cui voglio bene. Forza Kadjia, splendi di luce propria! Siamo in un team fighissimo, dedicato a lei, la regina del pop, la grandissima Louise Veronica Ciccone.

Tutto questo grazie a Gioia Gottini, ed al suo spumeggiante corso sul Personal Branding. Ho iniziato da meno di un settimana e sono già entusiasta: colma di divinità, come vorrebbe l'etimologia di questa parola.

Che cosa farò? Per ora non voglio anticipare troppo, ma sappiate che vi aiuterò a contattare la vostra anima Selvatica. Come la Jeanne di Chocolat, indovinerò qual è il vostro fiore, la vostra pianta. E molto di più!

Chi mi accompagna in questo nuovo percorso è lei, la super mamma leggera come una farfalla, dal lavandino sempre scintillante: la mia hacker preferita, la mia fatina della programmazione, la mia amica e sorella Silvia. Senza di lei non avrei manco un dominio, ma che dico...non saperi nemmeno che cosa sia, effettivamente, un dominio.  Lei si occupa dei miei effetti speciali on line, della costruzione di quello che sarà il mio sito, e di fornirmi idee e spunti indispensabili.Grazie!

Insieme a tutto questo, CasaEdera si sta allargando. E quindi abbiamo muratori, elettricisti, idraulici, muri spaccati, polvere ovunque, cani disorientati ma felici d avere un sacco di terreno nel quale correre e mangiare l'erbetta. Il nostro tavolo di legno resiste, come una zattera nel mare in tempesta, ancorato al muro. E sul tavolo ceniamo improvvisando (anche la cucina non c'è più, per ora), scriviamo, sognamo. Io con il mio quaderno rosso e pennarello nero, cancello più frasi di quelle che tengo. Ma alla fine trovo quelle giuste.

Nel mentre, sono riuscita a trapiantare le prime piantine nell'orto. Ho deciso, anche seguendo le sagge parole che mi sono state donate tempo fa, di non fare le aiuole tutte quadrate. Ne ho fatte una tonda e una a forma di luna crescente. E ho seminato fiori, fiori belli, colorati e inutili: tagete e cosmos, i fiori del Cielo.

Immersa in tutti questi cambiamenti, nonostante le arrabbiature e gli stress e il lavoro in negozio che a volte è molto pesante (anche se quando individuo il fiore di Bach giusto per quella persona mi sento al settimo cielo, specie quando tornano e mi dicono che si sono sentiti molto meglio) sto benissimo.
E l'Universo ci ha pure inviato una cucina economica a legna, usata dalla signora che viveva poco sotto casa nostra, la cugina di mia nonna. Una signora splendida, che ricordo sempre allegra. Negli ultimi anni la malattia l'aveva provata, e se n'è andata pochi giorni fa.
Me la ricordo, a rimestare grandi pentoloni di conserva sopra a quella cucina. Il primo profumo di pomodoro e basilico l'ho sentito da lei, da piccola, con mia nonna. Davo una mano a tagliare i pomodori, e mangiavo le foglioline di basilico, lo sentivo sciogliersi sulla lingua e pizzicare nella gola.
Grazie, Loretta. Avrò cura di quella cucina, sarà il focolare della mia casa.

Con la scala appoggiata al muro dove c'era la mia cucina, una nuova finestra su un giardino pieno di cardi, consolida e menta acquatica, ranuncoli e tarassaco, campanule e lampascioni, ringrazio la Dea perchè non appena mi sono ricordata di Lei, è arrivata.

Non se n'era mai andata, in fondo. Era qui, nel mio cuore.


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domenica, febbraio 22, 2015

Anfibi nell'anima

















Ho ripreso in mano un libro che avevo letto tempo fa, "Acque Profonde", di Etain Addey.
In questi giorni, in cui mi sento molto aperta e ricettiva, mi ritrovo perfettamente nel messaggio profondo del libro: essere anfibi nell'anima, avere una percezione sia pratica che magica, sia ordinaria che etra-ordinaria, sia razionale che onirica.

Tenere aperta la porta del sogno e del sacro. Solo ora capisco che per fare questo non bisogna fare niente: dobbiamo solo restare in ascolto, in ricezione.

Apro il libro, e subito nelle prime pagine si parla della madre di Etain, che prima di avere lei ebbe una bambina, nata morta. E dopo un anno, all'equinozio di autunno, la madre era di  nuovo incinta, stavolta di Etain stessa.
Sono immersa nella sincronicità. Sento parlare di parti, intorno a me, e gioisco; mentre leggo entra in negozio una donna, incinta, con la sua bellissima pancia, e quello che sento è comunione, come se fossi incinta anche io.

Restare anfibi nell'anima significa far entrare la magia nella propria vita: e farla accadere spontaneamente, senza bisogno di fare niente.

Se rimango aperta, la magia entra nella mia vita. Vedo tante persone, ogni giorno, chiuse, serrate, ognuna con il suo lucchetto personale.

Ora capisco appieno il senso del ricevere, come azione attiva e non solo passiva. Ascoltare, rimanere morbida, non irrigidirsi, aprirsi.

Basta abbandonarsi, lasciar andare e cogliere solo le occasioni del momento. Che possono essere semplicemente bere una tazza di tè, rastrellare le foglie in giardino, preparare con cura l'hennè per i capelli.

Diventare antenne per ciò che di magico, di sacro, può esserci in ogni giornata. Essere ricettive apre nuove strade; la chiusura, invece, stagna, riporta sempre agli stessi meccanismi, imprigiona.

E' da poco passata la Luna Nuova, in Acquario, il mio segno. E siamo anche entrati nell'anno Cinese della Capra! Io sono una Capra di Terra, e sono felice che sia arrivato il nostro momento :)

Ho passato il giorno della Luna Nuova a pulire il giardino. Mi sono svegliata presto, ho fatto colazione con tè verde e marmellata di mirtilli fresca, e poi sono andata in giardino.
Ho estirpato le ginestre, che avevano invaso molto terreno, lasciandone una bella fila per godere dei loro fiori gialli, e per attirare le api. Ho rastrellato foglie per ore, concentrandomi solo sul sole che riscaldava la pelle, sui fili d'erba appena accennati, sulle piante in boccio.

Con il mio vicino, un signore gentilissimo che ci ha regalato anche quello splendido cavolo nero che vedete in foto, abbiamo bruciato tutte le sterpaglie, a fine giornata.
Un falò magico, calmo, con volute di fumo candido. Dentro il fuoco ho bruciato idealmente tutto l'anno passaro. Ho terminato un ciclo e adesso posso ripartire, purificata.

Voglio vivere nel momento, e quando ci riesco è davvero appagante. I sensi si tendono, si riempiono, vibrano. Cerco di allontanare le aspettative, le preoccupazioni. Voglio vivere il presente, il qui ed ora.

In queste mattine di sole, dove divido i biscotti della mia colazione con Hero ed Eva. Dove stendo fuori la coperta colorata che ha lavorato mia nonna a maglia, che profuma di lavanda e sapone di marsiglia. Qui, ora, mentre cucino una torta salata con zucca, patate, petali di fiori e tanti semini.

Sto preparando anche il mio primo corso di Fitoalimurgia: questo il volantino, diffondete a chi credete sia interessato!



martedì, gennaio 27, 2015

La mia Imperatrice


Le mie sensazioni interne stanno cambiando. In questo periodo mi sento ricca. Generosa, Ho bisogno di dare, e mentre mi dono ricevo, allo stesso momento. Sento amore intorno a me. E' come se una porta chiusa a causa di risentimento, rabbia e privazione si sia finalmente aperta.

Quando vedo una donna incinta, gioisco per lei. Mi sento quasi incinta anche io. Lo so, è assurdo. Eppure mi sento in questa energia.

Questo bambino misterioso, che prima sfuggiva, adesso è come se mi parlasse. Sento che è vicino. La mia sensazione buono è che il posto giusto, per me adesso, sia nell'amore vissuto con Andrea, nella nostra casa (che a breve ristruttureremo ed allargheremo...CasaEdera diventa un pochino più grande!), nella cura della Terra. Non ho più paura di accudire, di coccolare, di proteggere.



colazione, con calma e litri di tè verde

Anzi: sento che quella è la mia giusta dimensione.
Insieme ad una creatività ritrovata, che prende di nuovo vita e forza dalla Natura, dalle mie erbe, dai fiori e dagli alberi.

Parallela alla mia immersione nello studio dei Tarocchi, mi aspettano serate da trascorrere con i miei libri di fitoalimurgia. Voglia raccogliere, riconoscere con esattezza, cucinare, trasformare.

E condividere tutto questo con OrzoLuna, che si sta risvegliando con nuove attività.


I miei deodoranti naturali in preparazione

Si è risvegliata una parte di me molto creativa; la sua energia è direzionata verso attività pratiche, reali. Riconoscere una pianta, raccogliere i germogli, tingere la lana con una corteccia. Progettare il nostro orto, impastare il pane la mattina presto, tagliare le mele per una torta. 

Il lavoro che sto facendo mi sta insegnando una grande cosa: quanto io sia fortunata a vivere come vivo. Fuori dalla città, dalle logiche del consumismo sfrenato. Fuori moda, con fierezza. Con i miei tempi e le mie priorità. Vedo passare tutto il giorno donne vestite con noncuranza, che si trascinano dietro bimbi urlanti e stanchi di andare in giro per negozi. Ragazzine di 12 anni già con la ricostruzione delle unghie. E, non so se ci avete fatto caso, vedo persone vestite più o meno degli stessi colori.




Grigio, nero, blu. Colori scuri, pochi colori pieni, accesi. Gonne strette o corte, scomode. E scarpe ancor più scomode. Io sono per i colori, per la moda comoda e personale. Non capisco come possano andare tutti in giro con gli stessi pantaloni (felpatini-grigio-scuro) o con le stesse giacche. Come se indossassero tutti un'uniforme, scomoda per giunta.

Andrea mi ha regalato, per il mio compleanno (domani!) un meraviglioso vestito anni Settanta color ciclamino. E poi, per la guarigione completa del mio ventre, i meravigliosi Balsami di Remedia. E per coronare il mio risveglio, il 3 Febbraio parteciperò ad una Meditazione del Grembo insieme ad altre donne, a Prato. Evviva! 


                        
Gli splendidi mici della mia amica Nata Di Marzo

La mia Imperatrice ha le mani nella terra, fino ai gomiti. Cerca spazio per nuove piantine, e la mattina si riempie la gonna di semi di girasole per farli mangiare agli uccellini. Tra i capelli ha fiori di Achillea, di Sambuco, di Iperico e Violette Selvatiche. Ha un vestito rosso, ed uno scialle azzurro e argento, come il cielo stellato. Ride di gusto, e mangia pane con il pomodoro e il basilico, annusando bene il profumo. 
Ed è pienamente, gioiosamente, completamente incinta.
Se ne sta con la pancia sotto il sole estivo, i piedi tra le foglioline di trifoglio nano, seminato a fine inverno.

Ecco, se mi devo immaginare, per come sono dentro, adesso: mi sento proprio così.


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venerdì, febbraio 14, 2014

(anti)conformismo



Quando eravamo al Liceo, si andava a scuola la mattina tutti truccati di nero. Io ero la fidanzata immaginaria di Robert Smith. Per questo, ogni mattina passavo un quarto d'ora a truccarmi gli occhi, ombretto nero ovunque, gonna lunga nera, borchie e borchiette. Capelli cotonati alle feste danzanti la sera. Rossetto rosso, un po' sbavato. Andavamo a queste serate dark, e tutti erano vestiti di nero, con i capelli  improbabilmente gonfi, con i tacchi a spillo, il latex per i più audaci. Ci sentivamo molto anticonformisti, rispetto a tutto il mondo fuori. Ascoltavamo (ma io li ascolto ancora, eh) i Cure, Siouxie and the Banshees, i Joy Division ed i Bauhaus. In quel periodo lessi Fluo, il primo libro di Isabella Santacroce. Mi ricordo di una frase scritta lì dentro,  il giorno sarà troppo impietoso con le nostre facce sconvolte dal trucco disfatto e la donna di chiesa avrà sguardi cattivi per noi che in fondo viviamo come le stelle in un mondo buio e lontano. 
Che, lasciando perdere poi la produzione letteraria successiva della Santacroce, che  non ho più amato, direi rispecchiasse esattamente come ci sentivamo.

Diversi da tutti, uguali però tra di noi. 

Insomma, una sera io decisi che mi ero davvero stancata di andare a queste serate vestita di nero. Mi misi una mini di latex rosa, una maglia mi sembra di ricordare gialla, ed un improbabile pellicciotto sintetico color viola elettrico.
Mi guardarono tutti malissimo. Cioè, ero sempre la stessa, ma ci fu chi non mi salutò, quella sera.


Prato, Febbraio 2014

Con quella serata, finì l'epoca dei miei vestiti neri, e mi votai ad una caleidoscopica e confusionaria moda, solo mia. Nel tempo poi ridefinita e aggiustata, perchè le attrici devono vestirsi bene, mi dicevano, oppure perchè ero davvero troppo eccessiva. 
Alcuni capi di vestiario non so come facessi a metterli.

Questo episodio, però mi insegnò molto sulla mia vera natura. Quando mi sento stretta in un ruolo, molto spesso decido di romperlo, e cambiare. Per questo a volte la gente pensa che io sia una volitiva, una persona di cui in fondo non ci si possa fidare, forse.

Ho sempre cercato di seguire la mia natura. Di indossare con fierezza quell'improbabile pellicciotto viola elettrico. Eppure, più si cresce e più diventa difficile.

Sentirsi diversa, sentirsi davvero anticonformista, con tutto quello che porta con sè questa consapevolezza. 
Sono la fata dei boschi, ma amo la città e perdermi nei negozietti vintage.
Sono un'erborista, parlo con le piante, ma rimango profondamente un'attrice.
Leggo saggi di psicologia, e anche l'ultimo romanzo della Harris. E poi un libro di ricette insieme a testi teatrali.
Non so disegnare, e disegno spesso.

Ogni giorno combatto una battaglia. Tra la me che si vuole a tutti i costi conformare, e quella me che invece ancora gioca libera nel vento, balla appena sveglia, inventa mondi fantastici, esce con la macchina fotografica come quando aveva 15 anni, per fare le foto a tutto quanto.


Prato, Febbraio 2014

E ogni giorno capisco sempre più che la base della felicità sta davvero nel diventare ciò che si è: essere conformi solo alla propria natura. Quanto è difficile!
Perchè tutto quello che ci è intorno ci plasma, e ci indirizza verso desideri e scelte che forse non sono dettate dalla nostra vera natura.

Una cantante, con cui ho avuto l'onore di lavorare sulla voce, disse di me che dentro avevo una Guerriera. Che sia vero, oppure no, sicuramente so che quello che faccio deve allinearsi con questo animo libero e creativo che ho dentro.

Indossare quei vestiti improbabili, specialmente alle serate dress code.


Prato, Febbraio 2014



Prato, Febbraio 2014




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giovedì, luglio 11, 2013

Coming Soon


Luglio procede a grandi passi, e ci si avvicina sempre di più alla data del matrimonio. Intanto mi trovo a scoprire mille cose a cui non avevo pensato: la coroncina di fiori, chi porta gli anelli, il fiocchino blu e rosso, la stoffa per rifinire il bouquet. Io sono una abbastanza selvatica, e mai mi son messa a pensare a questo tipo di cose. Tipo, i fogliettini da mettere dentro le bomboniere. Oppure: ma lo vuoi il riso quando esci dal Comune?
Maronna. Milioni di cose a cui pensare e tutte concentrate nell'ultima settimana.
Intanto,  come se non bastasse, mi sono venute le MaledetteRosse. Si, vorremo un bambino. No, per ora non viene. Questo tanto per rispondere alla classica domanda "E voi? Ancora niente?".
Eh già. Ancora niente, ma ci stiamo lavorando!

Poi ci sono tutte le piccole magie che accadono in giorni così concitati. Per esempio, il pacco di Anna: un pacco stracolmo di amore, che mi ha commosso per una giornata intera. Grazie ancora, mia cara. Davvero. Il tuo è stato uno dei doni più preziosi. 

Oppure, c'è la cena fittissima di chiacchiere con Miriam: una serata distesa, tranquilla, i minuti sono volati insieme alle ore, e non ci siamo accorti che stavamo facendo tardi! Il tuo Elicriso è già nel barattolo con l'olio, profumatissimo. Grazie per il tuo cestino carico di Sole!

E c'è la mia Blu, inseparabile Sorella, che sostiene ogni mio passo, ogni mio moto del cuore.

Ci sono le fragoline dell'orto, insieme ai fiori di Zucca, alle Zucchine e alle Bietoline. I pomodori sono carichi di fiori, i cetriole e le melanzane anche!



Ci ho fatto merenda, insieme al tè Verde alla Vaniglia, con la Menta dell'orto. Menta e Melissa sono già nei barattoli, pronte per le tisane del prossimo anno. Ad essiccare ho chili di Iperico e di Achillea, e Malva che viene dal mare, e ancora Menta, Melissa e Timo.



Poi ci sono i pomeriggi, purtroppo rari, in cui io e Silvia ci troviamo a prendere il tè (freddo, d'estate :) ) nel nostro giardino preferito: il Giardino delle Ortensie. A Pistoia, in questo piccolo caffè (il Caffè Marini) si nasconde un giardinetto segreto, con una collezione di Ortensie davvero speciali. Questi pomeriggi di chiacchiere sono balsamo per le mie paranoie (in questo periodo vertono molto sulla gravidanza-come-mai-non-sono-ancora-rimasta-incinta), per gli aggiornamenti, per le risate.
Fondamentali! Come la mia Syl e la mia nipotina prediletta Zelda, che se mi leggi: vedete di tornare presto! Che almeno una serata di chiacchiere da pre-ammogliata la vorrei fare :)


In questo Caffè speciale a Settembre faremo una presentazione con i fiocchi della nostra Associazione Culturale: stay tuned!

Poi accadono anche piccole grandi rivoluzioni. Come quella di stamattina. Che sono andata al cimitero, a trovare mia mamma. Mia mamma è morta nel 2000, e io non ero ancora andata al cimitero, a vedere la sua tomba. Perchè per me lei non è lì, lei è con me, in me. E' nei ricordi, nelle mie mani piccine come le sue. Insomma, io lì al cimitero non ci volevo mica andare. Però stamattina l'ho fatto. Mi sono trovata lì davanti, davanti alla foto di mia madre, e nella teca c'è anche una barchina di legno, avevo detto a mia nonna di metterla lei per me. A mia mamma piaceva tanto il mare. Non so cosa ha cambiato questa visita in me, ma qualcosa sicuramente è cambiato. Lì davanti, so che lei non poteva vedermi, o meglio: so che lei mi vede sempre. Ma è come se io, io le avessi detto stamattina: mamma, sono diventata grande. Mi sposo. Voglio essere madre. Io vivo, nel tuo ricordo. Tu vivi, nel mio futuro. Come mio figlio vivrà anche in me, e per me.

Questa visita, stamattina, ha cambiato qualcosa. Messo un punto, per ripartire. So che Lei è con me. So che sono sua figlia. Che ho una madre, che ho avuto una mamma speciale. Per poco, ma così quanto è bastato per farmi diventare quella che sono oggi.

In tutti questi momenti, e giorni, e minuti che ci separano dall'essere marito e moglie, c'è Lui, lui sempre, che mi scrive mail che ancora mi fanno piangere di gioia. E che ama gli insettini, e gli animalini, e tutto il mondo dell'invisibile, come me.

Ieri sul cancello c'era lui. Un Grillo Talpa, immobile e immoto. Saggio e senza tempo. Dopo la foto, è saltato nel folto delle fragole. Però sono sicura, ci siamo guardati negli occhi per un secondo. Mi sembra che abbia sorriso.





venerdì, maggio 17, 2013

Sculture vegetali


Continuo a disegnare, disegnare, osservare i fiori che mi circondano ed imparare i loro pattern, per riportarli poi sulla carta.
Ho anche  ripreso in mano la Dottrina Umorale che in passato ho già affrontato, riprendendo in mano i libri del Giannelli, e anche grazie alle mie allieve del Corso di Erbe rispolvero coincidenze, connessioni, legami e segni legati al mondo vegetale.

Faccio passeggiate non appena il Sole fa capolino dalle nubi che ancora imperversano dalle nostre parti: i pomodori nell'orto sono ancora piccolini, vado a parlar loro assicurandogli che l'estate arriverà presto.

Nel bosco mi imbatto in vere e proprie opere d'arte naturali.




Lo strano frutto del Tarassaco, detto pappo, che sembra provenire da un mondo alieno. Mi perdo ad osservare la precisione dei semi, mi diverto a ricopiare i disegni che creano nell'aria. Pianta legata alla purificazione, non sono interiore, ha un risvolto romantico. Si dice che, pensando intensamente al messaggio che vogliamo portare alla persona amata e lontana, possiamo soffiare sul soffione e il messaggio arriverà a destinazione. I fiori di tarassaco attirano denaro, quindi raccogliete dei mazzi di fiori e metteteli nelle vostre case!



Accanto a Casa Edera c'è un boschetto di felci. E adesso sono nel momento che più amo. In boccio, con le foglie chiuse a spirale. Un labirinto eterno, che spiega la vita solo allo sguardo, senza bisogno di parole. Perfetta spirale di energia, attira ciò che serve ed il negativo manda via. Sembra davvero una scultura perfetta.



Sfruttando una lieta mattina di sole ho raccolto il Lillà, per farne Oleolito. La ricetta è stupendamente descritta qui, nel blog della mia cara Erba Viola. Grazie a lei mi sono ricordata che adesso è proprio il momento giusto per realizzare l'oleolito! Per tutte le sue caratterisctiche cosmetiche e fitoterapiche vi rimando al post di Grazia, io qui mi limito a notare la fantastica coincidenza che lega l'albero di Lillà alle fate, e al suo potere di allontaare la negatività. Il Lillà allontana la negatività dal luogo in cui viene piantato, e i fiori freschi portati i casa aiutano ad allontanare le energie negative che possono essere presenti. Inoltre è la dimora preferita delle Fate!

Il mio Lillà è stato piantato accanto alla porta di casa nostra, da mia madre.
Lo guardo, e sento mia madre vicina, come se non se ne fosse mai andata. Che mi guarda, mi tranquillizza, mi protegge, come fa l'inebriante profumo del Lillà.

Ecco qua i miei Oleoliti!



ATTENZIONE: non mi ero accorta di aver attivato i commenti di g+ su questo blog; o meglio, credevo che avere i commenti di g+ s ul blog non pregiudicasse gli altri commenti. Invece mi sono accorta di si...quindi li ho disattivati, potete commentare come sempre da adesso :)



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giovedì, aprile 04, 2013

Dopo la pioggia


Come mi insegna Tara, non c'è niente di meglio che camminare in ascolto, immergendosi nella natura. E' quello che ho fatto ieri, dopo ore passate al c a lavorare. C'è stato un piccolo temporale di Marzo, e subito dopo è uscto il sole. Allora ho preso la macchina fotografica e sono uscita per fare il giro del paese.

Camminare e lasciarsi attraversare. Gli uccelli cantano più forte dopo la pioggia, forse per richiamare il sole. Tutto è ricoperto da perle trasparenti, perfette.




I crochi sono una delle mie passioni. A partire dal colore lilla, davvero fatato, con le venature viola. Quando sono chiusi sembrano farfalle che sognano.



Quando si aprono, ecco che diventano perfetti per fare vestito alle fate. Starei a guardarli per ore: che gioia vederli spuntare a mazzi su per il viottolo che porta a casa!



Quando si aprono, poi, rivelano l'arancione che nascondono in loro, come un cuore magico. Lilla e arancio, una palette di colori meravigliosa! Posso utilizzarla nella mia nuova impresa crochet. Mi basta comunque fermarmi ad osservarla, catturare la bellezza con la macchina fotografica.



Arrivo finalmente al punto dove volevo arrivare, un piccolo spiazzo dove i crochi crescono a migliaia! E trovo proprio un raggio di sole che li illumina. Sono i bicchieri delle fate e dei folletti, colmi di nettare di rugiada. Vorrei essere piccina come loro, per poter fare il bagno dentro ad un fiore.

Nel mentre passa Silvano, un nostro vicino, e mi fa ciao con la mano. Chissà che cosa penserà, nel vedermi semisdraiata tra i crochi, mentre scatto mille fotografie.



Che perfezione. Mi incammino per la via del ritorno, e sopra ad un muretto trovo un mazzolino di crochi. Chi lo ha dimenticato? Una bimba mentre tornava da scuola, oppure lo hanno raccolto i folletti per me, che sicuramente sanno quanto amo questi fiori?

Lo prendo quasi per un dono magico, un dono del Bosco.
Lo raccolgo, e lo metto vicino alla Pietra dei Pionieri, un piccolo monumento agreste che gli abitanti del Poggio hanno fatto qualche tempo fa.



Con la pioggia, poi, la sera di fronte alle Streghe di Eastwick, che il mio Amore non aveva mai visto!, inizio a lavorare granny square per una borsa che mi accompagnerà in primavera.
Voglio impiegare i piccoli gomitoli di filato che mi rimangono dai lavori invernali, prima di passare a lavorare il cotone: quindi mi sono messa a fare quadratini di colori, per cucirli poi insieme in una colorata e capiente borsa.





Il modello ne prevede 44, quindi devo lavorare ancora un bel pò. Ma è così rilassante scegliere i colori, osare gli accostamenti, uncinettare in tranquillità...




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lunedì, marzo 25, 2013

Storie in Scatola


Tempo fa qualcuno mi ha chiesto che cosa sarebbero state le Scatole Magiche. In effetti devo dire che la ricerca mi ha portata prima da una parte e poi dall'altra, sballottolata sulle ali della creatività. Il collage mi piace e mi dà grande ispirazione, e quindi, dopo aver ricoperto di ritagli una grossa scatola di cartone, ho capito che quello che avrei dovuto fare era tutt'altro.

Questa cosa delle scatole, scatoline o scrigni che siano, mi accompagna sin dall'infanzia. Ho sempre avute tante scatoline nella mia cameretta, piene zeppe di tesori. Sassolini, conchiglie, pezzettini di vetro. Fiorellini essiccati, ritagli di giornale, fotografie. Scampoli di stoffa, rubati a mia nonna che ha sempre cucito. Bottoni preziosi. E anche crescendo, questa mania delle scatole mi ha sempre accompagnata. Una scatolina per le perline, una per i rocchetti di filo. Una per gli orecchini e una per gli anelli.
E poi, come si fa a buttare le scatoline di latta, anche se sono solo scatole di caramelle? Ne ho ancora una che avevo comprato a Bologna, c'erano dentro caramelline alla mela verde, e ancora la custodisco gelosamente.

Essendomi appassionata alla altered art da poco, ho iniziato a scoprire un mondo bellissimo. Libri che diventano scatole, scatole che diventano storie, storie che diventano teatri di figurine. Insomma, un mondo onirico dove è davvero facile che io mi senta a casa.

Ispirata da bravissime artiste, come AltaLuna (della quale ho la fortuna di possedere una scatolina delle sue), Ceca Georgieva e altre, ho creato anche io la mia prima scatola artistica, o altered box.

Il mio primo lavoro è dedicato alla primavera:

Spring Box
tecnica: altered art
Marzo 2013







"Una storia in una scatola, come una magica scatola dei tesori, o dei ricorsi. Mi sono ispirata ai piccoli forzieri che tutti avevamo, da bambini, dove raccoglievamo le nostre cose più belle.
Io dentro vi racconto una piccola storia, con materiali che provengono dalla Natura, dal bosco, da madre Terra.
Potete utilizzare queste scatoline come oggetti decorativi, perfette per regalare poesie danzanti, immagini da toccare, semi di felicità.
Ogni scatolina è unica e irripetibile.
Materiali: legno, gesso, capsule di Papavero essiccate, sasso.
Dimensioni: 10 cm x 7 cm x 6 cm (chiusa)"

Se volete la potete acquistare sui miei negozio on line, che trovate qui sulla colonna a destra.

Che ve ne pare? Credo sarà la prima di una lunga serie :)




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venerdì, marzo 22, 2013

Ostara!


Abbiamo fatto il pane, come facciamo ogni settimana. Però ieri il mio amore era a casa, e quindi mi ha aiutata ad impastare il pane. Eccolo qui, il nostro mega-pane di Ostara!



E' venuto davvero enorme stavolta. La nostra pasta madre ha due anni, e l'ho regalata anche ad altre panificatrici, che si sono trovate benissimo. Questo pane è di circa un chilo e 300 grammi, fatto con la farina che prendo al mercatino dove vado con i miei saponi.

La passeggiata di Ostara mi ha permesso di fare delle belle foto ai miei amati crochi, che punteggiano le strade del paesino dove viviamo.
Ho trovato un fiorellino appoggiato su di una staccionata di legno, forse da una bambina, forse da una fatina che se ne è fatta vestito per il ballo di primavera.
Ho guardato da vicino la corteccia della mia Quercia, una texture fantastica, che voglio provare a disegnare.

Ho ringraziato per la bella giornata di sole...oggi di nuovo nebbia e pioggia!








E durante la visione di E venne il giorno ho crochettato un colletto, innamorandomi di questo accessorio di abbigliamento. E pensare che quando ero piccola non li sopportavo!




I bottoni sono quelli realizzati dalla cara Helga: ho messo quelli di Nocciolo, ci stanno benissimo. Grazie ancora cara!

Che bello crochettare colletti, stasera ne farò un altro, visto che fuori il tempo non invita ad uscire.

Buona serata :)


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