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martedì, giugno 04, 2013

Spontanea Mente



Sono giorni e giorni che mi rigiro questo concetto nella mente. Mi passa tra i pensieri come una caramella,
bella da vedere, e che non ti ricordi che sapore ha.
Molto da insegnare hanno le erbe spontanee. Le mie amate Erbe, che insegnano più dei libri, è vero, a che insieme a questi ti aprono le porte della conoscenza.

papavero spontaneo

Mi riconnettono alla mia anima selvaggia, selvatica. Che sta stretta nelle regole e nelle definizioni. Nelle etichette.
Non voglio fare qui il discorso da adolescente invecchiata: non è il mio caso.
Ma la mia apertura mentale, e la mia flessibilità, la mia Spontaneità, negli ultimi anni hanno subito dei tracolli.

Mi sono molto preoccupata di non dare fastidio, di non litigare, a volte di non esporre la mia idea per non creare inimicizie. Mi sono trattenuta, non ho detto invece di dire, non ho fatto, a volte, invece di fare.
Mi sono autoimposta scelte quasi nevrotiche, dimenticandomi il buon senso. E qui parlo, devo parlare anche della scelta vegan, e soprattutto della scena vegan con cui sono entrata in contatto. A parte alcune rare eccezioni, che sono amicizie care e carissime, e che vanno oltre ciò che mangiamo, devo dire che mi sono davvero trovata a disagio con il resto delle persone che hanno compiuto, come me, questa scelta.

Vedo nel mondo vegan una grande rigidità, una grandissima intolleranza. E sono io la prima a dirlo, a fare mea culpa: proprio io sono la prima ad essere rigida, ad essere intollerante.

Ma io non ero così! Ero una persona libera mentalmente, difficile da inquadrare, da categorizzare.

cipollaccio col fiocco, spontaneo


Voglio ritrovare le mie radici, la mia libertà. Farmi ricettore e contenitore, prepararmi ad accogliere una nuova vita, che, se vorrà passare da queste parti, davvero sarà una gioia infinita.

Cominciare a dire le cose come stanno. A trattare come si meritano le persone prepotenti, sleali, scorrette. E applicare il buon senso nelle mie scelte di ogni giorno. Re-imparare a valutare le situazioni da tutti i punti di vista. Tutti.

Leggevo su Terra Nuova l'articolo di un vegan che non parteciperà al pranzo delle nozze d'oro dei genitori, perchè non sarà un pranzo vegan. Trovo una rigidità eccessiva in questo atteggiamento; quel pranzo è un'occasione di condivisione, di affetto tra genitori e figlio. Immagino. Io vado ai pranzi anche con persone onnivore, e con la mia scelta, con quello che metto nel piatto mostro che si può fare altrimenti. Che si può non     mangiare gli animali, che si può vivere benissimo senza mangiare latte e latticini.

Ma se la mia vicina di casa mi offrirà una fetta di torta, fatta con amore, nella quale ci sarà un uovo, beh, non dirò più di no. Si può essere coerenti anche con una tv in casa, mi disse una volta la mia amica Jessica, con la quale poi ci siamo perdute, a causa forse, anche, di una certa rigidità.

Questo significa essere complici, essere troppo lassi? Non credo. La mia scelta e azione quotidiana continua ad essere vegan: contro gli allevamenti, contro lo sfruttamento degli animali, contro il loro essere usati come oggetti. Ma non sarò mai più ottusa.


violette spontanee raccolte per un oleolito (V.arvensis)

Immagino di dare grandi soddisfazioni ai miei detrattori, con questo post. Bene! Avete anche voi di che nutrirvi.
Io, scusate, ma abbandono la pesantezza per volare libera, selvatica, intelligentemente vegan, anzi, vegetariana che non mangia uova e latticini. Preferisco. :)





Lost in Translation - Maggio 2013
Pennarello nero su carta
Collage





Licenza Creative Commons
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sabato, aprile 13, 2013

Quello che sto imparando


Come potete immaginare, non è facile per me stare praticamente ferma, senza poter fare tutte le mie cose. Non posso fare il sapone; non posso andare al Mercatino, quindi non posso lavorare; non posso zappettare l'orto per preparare la terra per le piantine; non possa nemmeno impastare il pane.

Posso solo fare l'uncinetto, disegnare, leggere.

Tutto questo fino a lunedì. Almeno spero, lunedì ho il controllo, e spero che il dottore mi dica che posso riprendere la mia vita tranquillamente.

Anche se le cose non sono come prima. Convivo con questo filamento a forma d anello nell'occhio, detto Anello di Weiss. Mi ci abituerò. Cerco di fare le mie cose comunque, di non farmi appesantire da questo nuovo inquilino. E cerco anche di capire che cosa vuole insegnarmi.

Sto imparando che le cose sono come tu le vedi. E' l'importanza che tu dai alle cose, a renderle invalidanti o meno, molte volte. Al di là dalla oggettività, molto spesso bisogna imparare a vedere la cosa da un altro punto di vista.

Il cervello poi si abitua, come farà il mio con questa miodesopsia fastidiosa.
Devo imparare a non guardare più verso ciò che mi fa male, e che ha danneggiato tanto la mia serenità, in questi ultimi tempi.
Se non si guardano le cose negative, se non ci si fissa ad osservarle nella speranza che migliorinino (perchè non miglioreranno, o comunque, non saremo certo noi a migliorarle) allora piano piano spariscono.

Le persone che ci hanno danneggiato, le cattiverie, le parole dette senza alcuna base reale, il misconoscere quella che sono. Mi sono sempre ritenuta ricca di buona volontà, e di zelo nel far comprendere a chi aveva un'opinione sbagliata di me quale fosse invece la mia natura. Spiegare gli sbagli, riaggiustare il tiro, sciorinare per filo e per segno quella che sono e quella che non sono, per evitare che gli altri possano capire male.

Il mio occhio mi insegna che le persone negative vanno ignorate, ignorate davvero, e che solo così se ne andranno del tutto dal campo visivo. E mi insegna che posso continuare a guardare le cose belle, a disegnare, a giocare con i colori e con i fiori, nonostante la mia visione non sia perfetta.

Anzi, sono sicura che riacquisterò una visione chiara, perchè la mia mente piano piano escluderà questo residuo che mi volteggia nell'occhio.

Questa cosa mi sta facendo anche prendere più cura di me: imparo a volermi più bene, a concedermi spazi di riposo, a fare le cose con immenso piacere.

Little fish big fish swimming in the water
collage e pennarello su carta
Aprile 2013





Imparo a non farmi più bersaglio inerme. A tirare fuori le unghie e i denti, se ci fosse necessità. Basta ricevere cattiverie senza colpo ferire, e soprattutto basta volgere lo sguardo verso chi non se lo merita!

Pensare meno, agire di più. Respirare. Crogiolarsi al sole di primavera, facendo disegni per l'orto.
E provare la ricetta di una fantastica Ciambella al Cacao: ricetta e foto al prossimo post!

Grazie a tutti per il sostegno, l'amore, la vicinanza che mi state dando in questo momento difficile.
Grazie di cuore.


Thinkin'Less
collage e pennarello su carta
Aprile 2013



(per vedere tutte le foto dei miei lavori, ecco il mio Portfolio su Behance)

venerdì, marzo 15, 2013

Totally Tangled


Credo che accada come quando ci si innamora. Succede che cerchi, ti muovi in varie direzioni, resti aperta all'Universo, sicura che arriverà quello che desideri. Nella mia ricerca di espressioni artistiche nuove, nel coscienzioso lvoro che mi accompagna da 5 settimane, insieme al libro della Cameron, ecco che, per caso, arriva quello che aspettavo.

Un amore a prima vista.
E, come mi è accaduto tanti anni fa quando ho letto il primo libro che parlava di Wicca, e mentre lo leggevo pensavo ma non è possibile, allora quello che ho sempre sentito e pensato esiste davvero, anche altri lo condividono! ecco che mi accade con quella che sarà, immagino, la mia espressione artistica prediletta.

First Wave - Prima Onda - fatto da Cecilia Lattari

Questo è il mio primo Tangled, come si chiamano queste forme di arte. Si parla di ZenTangle, e poete trovare le informazioni su questa meravigliosa forma di arte e meditazione qui, nel sito inglese, e qui, nel sito italiano, tenuto da una bravissima artista, Tina Festa.

Ora, quello che vedete sopra è il mio primo mandala tangle, e non so nemmeno se si chiami così. Quello che so è che io ho sempre fatto questa cosa. Sin da piccola, mi perdevo a scarabocchiare gli angoli delle pagine degli appunti, le copertine interne dei libri, il banco del liceo Io e Syl riempivamo il nostro banco di quello che era proprio uno zentangle, pattern ripetuti fino a riempire tutto il banco. Con la matita, tracciavami confini e riordinavamo le idee. La bidella poi ci cancellava tutto, e noi ricominciavamo da capo.



Potete immaginare il mio stupore ieri, quando ho scoperto che questa è una forma di Arte, che ci sono artisti bravissimi che scarabocchiano creando meravigliosi intrecci artistici.

Quello che ho fatto non è niente di che, ma è il mio primo lavoro e voglio mostrarvelo epr benino. Perchè sono sicura che questo sarà sempre speciale per me. E' come il primo bacio.



Guardando i pattern disponibili, che si trovano su Pinterest ed in giro per la rete, mi sono trovata a guardare linee e segni che già facevo sin da piccola, curve ripetute, segni grafici usando solo il pennarello nero

Ho disegnato anche un muro della mia casa così, senza sapere che stavo facendo un Tangle!


Questo è un collage del disegno murale che ho fatto circa un anno fa. 
Sono sempre stata ossessionata dai disegni in bianco e nero, affascinata dalle penne nere, dal tratto marcato dei pennarelli, dai pennarelli indelebili e dal loro profumo. Dalla carta bianca, liscia, profumata anch'essa.

Sto pensando di creare dei Tangle anche con l'uncinetto, in modo da sposare queste due grandi passioni.
E sperimentare anche con il collage. 
Insomma, questo incontro mi ha aperto milioni di possibilità. Una porta che non credevo avrei trovato.

Allora è proprio vero, buttati, e le rete apparirà.



EDIT: Che meraviglia, mi sono concessa un quarto d'ora nella mia cartolibreria preferita, perduta tra pennarelli neri, carta profumata, penne dal tratto pieno e profumate di inchiostro. Ho scelto i miei pennarelli per le mie opere. E mi sono presa un'ora di tempo per fare questo:

I see You
pennarello su carta
tecnica tangled
Marzo 2013







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