Sono giorni e giorni che mi rigiro questo concetto nella mente. Mi passa tra i pensieri come una caramella,
bella da vedere, e che non ti ricordi che sapore ha.
Molto da insegnare hanno le erbe spontanee. Le mie amate Erbe, che insegnano più dei libri, è vero, a che insieme a questi ti aprono le porte della conoscenza.
papavero spontaneo
Mi riconnettono alla mia anima selvaggia, selvatica. Che sta stretta nelle regole e nelle definizioni. Nelle etichette.
Non voglio fare qui il discorso da adolescente invecchiata: non è il mio caso.
Ma la mia apertura mentale, e la mia flessibilità, la mia Spontaneità, negli ultimi anni hanno subito dei tracolli.
Mi sono molto preoccupata di non dare fastidio, di non litigare, a volte di non esporre la mia idea per non creare inimicizie. Mi sono trattenuta, non ho detto invece di dire, non ho fatto, a volte, invece di fare.
Mi sono autoimposta scelte quasi nevrotiche, dimenticandomi il buon senso. E qui parlo, devo parlare anche della scelta vegan, e soprattutto della scena vegan con cui sono entrata in contatto. A parte alcune rare eccezioni, che sono amicizie care e carissime, e che vanno oltre ciò che mangiamo, devo dire che mi sono davvero trovata a disagio con il resto delle persone che hanno compiuto, come me, questa scelta.
Vedo nel mondo vegan una grande rigidità, una grandissima intolleranza. E sono io la prima a dirlo, a fare mea culpa: proprio io sono la prima ad essere rigida, ad essere intollerante.
Ma io non ero così! Ero una persona libera mentalmente, difficile da inquadrare, da categorizzare.
cipollaccio col fiocco, spontaneo
Cominciare a dire le cose come stanno. A trattare come si meritano le persone prepotenti, sleali, scorrette. E applicare il buon senso nelle mie scelte di ogni giorno. Re-imparare a valutare le situazioni da tutti i punti di vista. Tutti.
Leggevo su Terra Nuova l'articolo di un vegan che non parteciperà al pranzo delle nozze d'oro dei genitori, perchè non sarà un pranzo vegan. Trovo una rigidità eccessiva in questo atteggiamento; quel pranzo è un'occasione di condivisione, di affetto tra genitori e figlio. Immagino. Io vado ai pranzi anche con persone onnivore, e con la mia scelta, con quello che metto nel piatto mostro che si può fare altrimenti. Che si può non mangiare gli animali, che si può vivere benissimo senza mangiare latte e latticini.
Ma se la mia vicina di casa mi offrirà una fetta di torta, fatta con amore, nella quale ci sarà un uovo, beh, non dirò più di no. Si può essere coerenti anche con una tv in casa, mi disse una volta la mia amica Jessica, con la quale poi ci siamo perdute, a causa forse, anche, di una certa rigidità.
Questo significa essere complici, essere troppo lassi? Non credo. La mia scelta e azione quotidiana continua ad essere vegan: contro gli allevamenti, contro lo sfruttamento degli animali, contro il loro essere usati come oggetti. Ma non sarò mai più ottusa.
violette spontanee raccolte per un oleolito (V.arvensis)
Immagino di dare grandi soddisfazioni ai miei detrattori, con questo post. Bene! Avete anche voi di che nutrirvi.
Io, scusate, ma abbandono la pesantezza per volare libera, selvatica, intelligentemente vegan, anzi, vegetariana che non mangia uova e latticini. Preferisco. :)
Lost in Translation - Maggio 2013
Pennarello nero su carta
Collage
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