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lunedì, ottobre 10, 2016

Autunno, appuntamenti e incontri



L'autunno è arrivato: la mattina nel bosco mi imbatto in Verga d'oro e foglie color terra, che scricchiolano sotto ai miei piedi e sotto alle zampe delle mie cagnoline. Tè e tisane sono sempre nelle mie tazze, la stufa accesa mi fa compagnia mentre lavoro, insieme al vento tra i castagni.







Ci sono molti appuntamenti in questo autunno, e voglio condividerli con te.
Intanto mercoledì 12 Ottobre riprendiamo il cammino sul nostro Sentiero dei Tarocchi: io e Francesca Matteoni guidiamo un nuovo gruppo di appassionate che vogliono imparare qualcosa su loro stesse e sul loro presente attraverso l'alfabeto magico dei Tarocchi. Simboli, disegni, storie, ispirazioni, erbe e molto di più. Trovi tutte le info qui: ancora abbiamo qualche posto libero, se sei in zona sei ancora in tempo!

Sto preparando con Silvia Tozzi un regalo speciale per te, che mi segui e che ami erbette, incanti, connessione con la Terra e con la Luna. Una miniguida che ti farà ululare alla Luna Piena e ritrovare la tua bussola interiore. Ma questo è ancora top secret: posso dirti di dare un'occhiata al mio sito o alla mia pagina Facebook intorno alla fine di Ottobre.

Il 23 Ottobre tornerò in quel posticino magico, delizioso, coccoloso, selvaggio e allo stesso tempo in città, spontaneo, divino che è Pikniq, della splendida Eleonora Matarrese; farò un corso di un pomeriggio focalizzato sulle preparazione erboristiche realizzate con le erbe spontanee - e, se sei vicina a Monza, ti consiglio di iscriverti!


Nel mentre, mi sto preparando per affrontare il terzo livello della formazione per Pratictioner al corso di Fiori di Bach. Dal 13 a 16 Ottobre sarò impegnatissima nello studio (e nel'esame, aiuto!), e il 27 Ottobre sarò dalla mia amica Letizia e tra le sue erbe per parlare di fiori, e rispondere alle tue curiosità in merito (tipo: i fiori servono per dormire? posso darli al mio bambino che è irrequieto? come possono aiutarmi nella vita di ogni giorno?). Qui trovi tutte le informazioni!

In ultima battuta, ti ricordo che è uscito il kit dedicato a Biancaneve: trovi tutte le info sul mio sito, io qui posso dirti che la saponetta profuma di torta di mele, e che il balsamo dedicato a questa fiaba ha tra gli ingredienti il succo di Luna :)

E tu, che progetti hai per questo autunno? Scrivimelo nei commenti! Ti aspetto!






lunedì, maggio 16, 2016

Rifare da capo




Sono stata invitata all'iniziativa (bella) dell'Ecomuseo della Montagna Pistoiese: porta i tuoi saponi e tutti i tuoi prodotti realizzati con le piante dei nostri monti! Io ho detto di si, specificando che il sapone ormai lo faccio solo nei miei laboratori, per insegnare agli altri come si fa.

Eppure, ne avrei dovuto produrre un bel pò per la mostra. Ho rimandato molto il momento di iniziare: quando riprendi il filo, tutto quello che facevi in automatico non lo ricordi più. Allora, vediamo: comprare l'olio-riprendere i pentoloni-raccogliere fiori-scegliere le essenze; in questi ultimi giorni la serie di azioni che portano al sapone fatto e finito mi sembravano davvero difficili, lunghe e faticose.


Ho fatto una cosa al giorno: lunedì ho comprato l'olio, martedì ho raccolto i fiori di Trifoglio che volevo inserire nella ricetta, mercoledì ho ripreso gli stampi, e così via, fino a stamattina.

Ho messo tutto sul tavolo da lavoro, e sono andata a ripescare la bilancia, il pesatore per la Soda, il cucchiaio di legno che uso solo per la pasta di sapone (anche se non si dovrebbe, lo so: ma ci sono affezionata e tiene bene il tempo). Ho avuto un attimo di panico, perchè non mi ricordavo più le dosi a memoria! Come era possibile? Io, che facevo sapone ogni giorno, non ricordavo più quanta acqua, quanta soda, come fare. Ho ripreso il mio quaderno delle ricette, e piano piano sono partita dall'inizio.
Ho riletto vecchie ricette, sorriso per progetti che poi non sono nati e riscoperto mix davvero azzeccati. Ho pesato gli ingredienti. Ho preparato tutto. 
E finalmente ho iniziato.

Lì mi sono accorta che non avevo mai smesso, in realtà: le mani sono andate per conto loro, i movimenti puliti, senza fare disastri o distrazioni ho rifatto il mio primo mezzo chilo di sapone: Rosa, Lavanda, Geranio, bocci di Rosa. Ma era così semplice? Oppure, le cose che ci appassionano non si dimenticano mai davvero?


La mattina è passata facendo sapone, come ai vecchi tempi. Ne ho fatto di tre tipi, adesso aspetto che si asciughi per tirarlo fuori dagli stampi e ricominciare, domattina. 

Mi sono trovata a pensare quanto le nostre radici siano importanti. Radici che possono affondare non solo nella tradizione, o nel nostro passato remoto, ma anche nei nostri talenti, nelle nostre capacità.
Lei è proprio portata a fare questo: te lo sei mai sentito dire?
E quanto hai seguito la tua indole, il tuo saper fare quella cosa, o invece come l'hai abbandonata, e perchè?
E, infine: hai il coraggio di riprenderla in mano, di dipanare il filo di terra, radici e linfa vitale che ti collega alla tua capacità?


Tutto questo mi ha suggerito una nuova idea da inserire sul mio sito:mescolerò nel mio pentolone Fiaba, Tarocchi, Sapone. Ci stiamo già lavorando (mi aiuta una fatina speciale, per adesso top secret) e sono sicura che ti piacerà molto.

Se vuoi, raccontami nei commenti di quando anche tu hai ricominciato da capo: sarai di ispirazione per tutte noi!





martedì, aprile 26, 2016

La mia storia (d'amore) con Erbe e Tarocchi



Sto seguendo un percorso molto ispirante, creato da Gioia, per re-innamorarsi del proprio business. Ispira già dal titolo: si chiama #lunadimielebiz (se non sei ancora iscritta, fallo subito!)e prevede una piccola lettera d'amore al giorno, con compiti davvero utili.
Uno di questi era dedicato allo scrivere un post, sul come ti sei innamorata di ciò che fai: perchè faccio l'erborista/alchimista? Come sono arrivata fino a qui, e quando è scattata la scintilla?




Devo tornare molto indietro, per quanto mi riguarda. Torno ad un pomeriggio di primavera, ero dalla mia nonna ed a trovarla c'era suo fratello, lo zio Sveno. Me lo ricordo come un signore gentile, alto e magro, con un bellissimo sorriso. Lo zio Sveno mi leggeva sempre una pagina del mio inseparabile Diario delle Giovani Marmotte: c'era un orologio, disegnato come un cerchio, ed al posto delle ore erano disegnati dei fiori: ad ogni ora il suo fiore, a seconda del periodo del giorno in cui sbocciava.

Il mio preferito era la Bella di Notte: chiedevo sempre allo zio di raccontarmi la storia di quel fiore misterioso, che si apriva a mezzanotte.

Il mio amore, viscerale, per le piante è nato lì, a casa di mia nonna, che era una grande giardiniera. Parlava con le sue rose, e aveva sempre fiori colorati sui davanzali. Con lei ho imparato a mettere i semini nella terra, e a mangiare il richiccolo, la resina dolce degli albicocchi che aveva in giardino.

La mia nonna materna, che è morta a Novembre di questo anno: qualche giorno prima che morisse l'ho sognata. Mi ha guardata, e mi ha detto una sola cosa, prima di andare: prenditi cura delle Piante.





So che prendermi cura delle persone attraverso le piante, e stabilire un rapporto speciale con esse, fa parte della mia missione: ho sempre sentito un legame speciale con il mondo vegetale, un legame che mi ha spinta a trasferirmi dalla mia amata Bologna qui sui monti, per vivere immersa nel grembo di Madre Natura.

Il richiamo, fortissimo, delle piante e della cura attraverso queste io l'ho sentito netto un pomeriggio, d'estate stavolta, in macchina con la mia amica Francesca: tornavamo da alcune prove in teatro, e io le dissi "Fra, mi sa che io mollo tutto e mi iscrivo a Tecniche Erboristiche"..

Così è iniziato il mio percorso universitario, dove ho conosciuto le piante sotto un altro aspetto:quello medico, scientifico, che si integra perfettamente con la mia visione analogica della natura.

Da figlia di medici, credo (come Rosemary Gladstar) che erboristeria e medicina siano migliori quando si completano a vicenda, quando riescono a lavorare insieme, senza escludersi, ma potenziandosi.



E le Carte? Anche qui, devo l'amore per i simboli magici delle carte a mio nonno. Grande mente logica, amava molto fare i solitari: da piccola ne sapevo già una decina, e mi divertivo con il nonno a scoprire le carte, ad indovinare che carta potesse esserci sotto, a fare somme, sottrazioni, ed a dare vita e parola alle figure delle carte. La Regina di Cuori, il Re di Picche, i Cavalieri con gli occhi azzurri, erano tutti personaggi fantastici, compagni di storie che mi raccontavo.

E quelle storie ho iniziato, da ragazzina, a raccontarle agli altri: attraverso un metodo che mi ero inventata da sola, leggevo le carte da gioco, intrecciandole agli amori estivi, alle merende con gli estatè, alle arrampicate sugli alberi.

Poi, sono venuta a contatto con i Tarocchi. E li ho studiati, disegnati, letti e riletti: mi sono appassionata, poi li ho mollati per anni, mentre ero attrice e portavo in scena gli archetipi dei Tarocchi stessi, senza rendermene conto.
Fino a riprendere i mazzi in mano, prima per fare le carte alle amiche, poi per usarli come strumento di consapevolezza del Sè.

Ho mescolato tutto, scienza ed intuizione, e anche grazie al corso fatto con Gioia Gottini sono riuscita a definire bene cosa voglio fare, come posso aiutarti, e come vivere la mia storia d'amore ogni giorno, al cento per cento.

Ogni volta che mescolo un mazzo di carte, e accendo un incenso, e ascolto la voce di una pianta, lo faccio sperando di ispirare e aiutare chi mi richiede una consulenza: è un grande onore, poter aiutare le persone, e riuscirci è la migliore dichiarazione d'amore che possa ricevere.


Quindi, grazie: perchè se la mia storia d'amore con il mio biz funziona così bene, è anche merito tuo.


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lunedì, luglio 06, 2015

Il tuo cuore è rotto ma non spezzato






Per raccontarvi del Tre di Spade ho scelto il mazzo Tarot of The Magical Forest, illustrato da Leo Tang. Quando esce il Tre di Spade, in una lettura, sicuramente ci sono, o ci sono state, pene d'amore. La carta ce lo dice in maniera chiara: un cuore, trafitto da tre lance. Fuori, la tempesta, il cielo viola, la pioggia incessante. Sembra che il dolore interno e la Natura si fondano: vi è mai capitato di essere molto tristi, e di sperare che si metta a piovere da un momento all'altro, per essere libere di piangere con il cielo?

Ognuno di noi ha  le sue ferite, i suoi dolori emotivi. Piccole o grandi che siano, le ferite del cuore lasciano sempre dei segni. Eppure, a ben vedere, il cuore del Tre di Spade non sanguina.
E' un cuore lacerato, ferito, ma forte. Non c'è nemmeno una goccia di sangue: sembra quasi che dica: io posso sopportare tutto questo, so che passerà. Il mio cuore forse è rotto, ma non spezzato.

Abbiamo sempre la forza di rialzarci dopo le ferite inferte. Ci vorrà del tempo, ma saremo in grado di andare avanti. Il  nostro cuore non tornerà come prima, conserverà in sè la memoria del dolore, ma avrà saputo trasformarla, renderla un'altra cosa.
Il cuore del Tre di Spade è un cuore saggio, più grande di prima. E' il cuore che cresce grazie alla vita, che impara a lasciare andare. Che si permette di soffrire ma fino ad un certo punto, mantenendo sempre salda la sua forza, la sua centratura.

Per me il Tre di Spade non è la carta del disastro emotivo, ma della forza che abbiamo per riuscire a superare quel disastro.

Come l'Achillea, pianta sapiente e profumata, che viene utilizzata per curare le ferite, anche quelle del cuore.

L'Achillea, che riempie adesso i campi insieme al suo compagno Iperico. E' una pianta tenace, forte. Per raccoglierla devi utilizzare le forbici, perchè il suo fusto è ancorato alla terra, rigido, dritto. Eppure, a vederla sembra morbida, fragile, delicata. Le sue foglioline, divise in mille diramazioni, che valgono il suo nome scientifico millefolium, sono delicatissime. Ma molto, molto aromatiche. 
E' una pianta che non noti subito, eppure si fa sentire con il suo profumo caratteristico. Forza e fragilità: queste sono per me le sue maggiori caratteristiche

Viene utilizzata come cicatrizzante, per uso esterno. E sono sicura che Achillea cura anche le ferite del cuore, dell'anima. Ci ricorda che vale la pena essere vivi, e che possiamo essere forti anche senza perdere la nostra gentilezza.

Potete aggiungere qualche fogliolina di Achillea alle vostre insalate, oppure al vostro tè. 

Attenzione al riconoscimento della pianta: se non siete sicuri che sia Achillea, non raccoglietela ma chiedete sempre il parere di un esperto.






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martedì, aprile 07, 2015

Essere pronti, è tutto.










A me, lo sapete, piace essere onesta. E anche trattare argomenti che la maggior parte delle persone non trattano apertamente: perchè troppo intimi, o troppo delicati. Credo che condividere certi pensieri e certe sensazioni sia utile: sia per me, che riesco, scrivendone, a focalizzarli meglio; sia, spero, per qualcuno che mi legga e si rispecchi in quello che scrivo. 

Dicevo: a me piace essere onesta. E, a dirla tutta, mi sono davvero stancata. 
Mi sono stancata dell'eterna altalena umorale mensile: pre-ovulazione e ovulazione ricca di speranze, positiva, vedrai questo è il mese giusto; pre-mestruazione e mestruazione a poco a poco sempre più disillusa, aumenta il tempo passato su internet a scovare fantasintomi, e poi, inevitabile, la delusione.

Arriva il ciclo, e si, mi sento potente e Sciamana e connessa con il ciclo Lunare, ma sono anche di pessimo umore. 

In quasi due anni di Ricerca ho sofferto, ho pianto, ho atteso invano; sono rimasta incinta, ho avuto paura, il mio mondo si è trasformato; ho perso il mio bambino; mi sono faticosamente rialzata e sono passata attraverso vaccini, esami, pillola anticoncezionale; adesso non posso e non voglio ricominciare tutto da capo, soffrire come ho già sofferto all'inizio di questa ricerca.

Sono stanca. Sono stanca e sfinita. E, ve lo dico proprio di cuore, ho voglia di mollare.

Ah! Che liberazione! Mollo il desiderio. Mollo l'aspettativa. Mollo il pensiero dell'ovulazione, la fertilità, il sentirmi pronta ad essere madre.

Prendo una lunga vacanza da me stessa: dalla parte di me che si ossessiona, che pensa continuamente, che calcola e controlla. Relax and have a drink: non ne posso più di quella Me.

Capisco Frida Khalo e le sue due Frida: anche io ho una parte di Me fragile, spezzata, che si perde in un bicchiere d'acqua, che vuole controllare, che vuole decidere.
La Me che tira indietro, verso dinamiche conosciute e remote, verso qualcosa che non si risolve. 

Le cose vive non si controllano, al massimo si indirizzano, mi ha detto quel saggio uomo che ho la fortuna di avere accanto.
Che verità. Se vivessimo la nostra vita, tutta, come se fosse un incantesimo, non dovremmo soffermarci su alcuna cosa in maniera ossessiva.

Si dice che, una volta fatto un incanto, non ci si debba più pensare. Per permettere all'energia di andare dove la abbiamo indirizzata, senza influenzarla con le nostre stesse aspettative.

La vita andrebbe vissuta così: assaporandola, lasciandosi trasportare, senza troppo attaccamento Indirizzando i nostri desideri, ma poi lasciandoli lavorare da soli.
Voglio che l'energia vada dove vuole andare. Il mio desiderio è diventato una catena, che mi logora e mi lacera.
Basta!

Non lo voglio più. Disconosco tutto l'attaccamento che ho avuto per questo desiderio. Abbandono gli stick ovulatori, il termometro ed il controllo del muco. Ben vengano i sogni, i massaggi al mio ventre con i miei unguenti magici, le corone di fiori intrecciate sotto il sole.

Addio calendario! Addio conto dei giorni fertili e infertili, delle ore di sopravvivenza degli spermatozoi e del chissà se questo è muco ovulatorio.
Ben arrivata fede nella casualità, connessione con l'Universo, ascolto dei segnali.

Benvenuto pensiero laterale, compagno fedele del mio gioco preferito: i rebus, che sono immagini e simboli scomposti che in un attimo di illuminazione assumono il loro reale significato.

Ah, si! Benvenuti pomeriggi passati a progettare, scrivere, fotografare! A raccogliere erbe e fiori, ed a sciogliere olii profumati per farne creme e unguenti. Addio ore di ricerca su Google, digitando seno gonfio e morbido 12 po oppure muco trasparente oppure no sintomo gravidanza! Addio tempo perduto in paranoie polverose, minuti sgocciolati via insieme alle lacrime, corde strette da deduzioni logiche, dalle quali è impossibile uscire.

Basta.
Io mollo.
Faccio un viaggio lontano da me stessa, lascio spazio. 

Forse sono fuori dai giochi: chi voleva un figlio lo ha, almeno intorno a me. Amiche che hanno iniziato con me la Ricerca, adesso hanno bimbi meravigliosi di un anno o più; c'è già chi ne ha due; chi manda i figli all'asilo.
Io sono qui e finora sono stata qui a calcolare, a desiderare, a struggermi.

Sai cosa? Che mi sono davvero stancata.
Proverò a volgere lo sguardo altrove: fuori di me, nel mondo, nelle piccole cose che amo tanto.

Voglio abbandonare questo desiderio ma non chiudere la porta alla Possibilità.

Ehi, Universo: voglio diventare mamma. Voglio avere la pancia rotonda e incinta, vivere una gravidanza serena e un bel parto. Voglio un figlio sano, bello ed intelligente. Io e Andrea siamo pronti.

Come dice Shakesperare, per bocca di Amleto: essere pronti è tutto.

E ora capisco il senso: basta essere pronti. Basta quello.

Universo, io te l'ho detto. Adesso tocca a te.
Non dedicherò PIU' un solo secondo della mia esistenza e del mio tempo a questo pensiero.
Non appena la mia mente vagherà in quella zona, io la distrarrò con una foto, con una paseggiata in Primavera; impasterò il pane e raccoglierò le ortiche per la cena; farò l'amore con il mio uomo, e metterò nuove piantine nell'orto. Scriverò per i miei progetti, imparerò a mescolare le erbe per farne incensi e disegnerò scialli con il mio uncinetto.




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lunedì, marzo 23, 2015

Il corpo sa















Vi siete mai chieste quanto di ciò che esperiamo sia vissuto con il corpo, e quanto con la mente? In questo periodo di rinascita, complice la primavera, il risveglio dei sensi (e anche dei miei sensi), sento profondo il bisogno di ricontattare una parte di me che negli ultimi mesi avevo come perso di vista.
La me Selvatica, a contatto con il mondo, con la Natura. La me Magica, che sa e sente, e non pensa troppo.
Sono stata per molto tempo così, istinivia e ispirata, ma tutte le vicende degli ultimi mesi mi hanno allontanata da questo stato naturale.

Ho bisogno di mettere le mani nella terra. Di passare momenti tra le betulle, a guardare il tramonto rosa. Di tornare a camminare con il mio amore, la mattina presto, nel bosco sotto casa. Il mio corpo ha voglia di muoversi, di ri-sentire come prima. Prima dell'ossessione, prima della perdita.

Ho avuto il mio primo ciclo post-pillola. Mi ha ritardato di dieci giorni, e per qualche ora mi sono illusa di poter essere già incinta.
Ma va bene così: avevo bisogno di ricontattare il mio ciclo, la mia Luna. Ora sono tornata intera, sono nuova.

La medicina migliore è la Natura, sempre. E per natura intendo le piccole cose che si fanno dentro di essa: noi stessi siamo emanazioni della Natura, ma molto spesso ce ne dimentichiamo.

L'unico modo per ricordarselo è non pensare, ed immergersi nel ciclo naturale della vita. A contatto con la Natura. Una passeggiata nel bosco, alla ricerca delle prima Ortiche. Fotografare i crochi violetti. Abbandonarsi, con una tazza di tè, alla visione in technicolor del tramonto di fronte a casa. Cucinare con ingredienti semplici. Fare l'hennè ai capelli, e nel mentre impastare il pane. Osservare gli uccellini che mangiano i semini che, ogni mattina, lasciamo loro. Siamo diventati amici, io e gli uccellini. Non hanno più paura di me e si avvicinano anche quando sono vicina alla mangiatoia, sopra la legnaia.

Ho bisogno, come scrivevo tempo fa, di semplicità e di contatto con la realtà. Di vivere le esperienze attraverso il mio corpo, senza mediare con la mente.
Il corpo sa. Seguire l'istinto, come fanno i lupi, oppure le piante. Sanno quando è il momento giusto di sbocciare, e dove volgersi per essere invase di sole. 
Vorrei riuscire a vivere questo periodo, che per me torna ad essere un periodo anche di desideri, con l'intelligenza del corpo. 

Il corpo mi permette di stare nel presente. Di non vivere nel futuro. Di ascoltarmi, prendere il tempo per me stessa. Di accogliere, di attendere.

Credo sia un momento di decluttering generale: voglio tornare all'essenza, alla mia essenza, a quella che sono. 

Nel vuoto dimora la possibilità. Solo nello spazio aperto dentro di noi può accadere il miracolo, che sia una nuova idea, un nuovo progetto, un bambino, un amore.
Una ricetta, perchè no.

Voglio essere vuota e aperta, come una porta. Essere vuota e piena, significa lasciare che le cose mi oltrepassino, mi passino attraverso. Solo così posso essere di aiuto agli altri, oltre che a me stessa.
Così ascolto le piante, e i problemi di chi si rivolge a me. E così intuisco la pianta giusta per  quella persona. Solo essendo aperta, solo lasciando che il vento e la luce mi attraversino.

questo, magicamente, fa in modo che io sia più centrata, più accogliente, meno rigida.

La magia non è che lasciare che le cose accadano, lasciarle fluire dentro e fuori di noi.

*pianta della settimana: Borragine. La borragine mi insegna che posso lasciarmi toccare, avvicinare, coccolare. Con le sue foglie grandi e morbidissime, pelose, accoglienti, mi dice di lasciarmi andare alla fisicità, al contatto tra pelle e pelle. I suoi fiorellini azzurri, piccoli e caleidoscopici, mi ricordano che la bellezza sta nelle piccole cose. 

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mercoledì, marzo 11, 2015

Like an hurricane










Spesso da noi tira vento. Viviamo sopra un piccolo poggio, e quando tira vento qui tira molto forte. Per questo non mi sono preoccupata più di tanto, qualche sera fa, quando ho sentito il vento alzarsi.
Poi, verso l'una di notte, è andata via la luce. Anche questo è molto frequente quassù, quindi non mi sono persa d'animo e anzi, poichè non amo dormire con il buio completo, ho aperto le persiane di camera nostra, permettendo alla luce della luna di filtrare.

Solo al mattino mi sono resa conto di quello che era successo. Alberi enormi sradicati. Accasciati a terra come soldati dopo una battaglia violenta. Abeti altissimi, spezzati a metà, letteralmente, come matite. Rami ovunque, foglie, tegole. E, scendendo dal Poggio, tetti scoperchiati, macchine rimaste sotto agli alberi. Muri distrutti, cancelli divelti.

Fino alle dodici non potevamo nemmeno uscire dalla nostra stradina, bloccata in due punti da due alberi caduti. Uno, più precisamente, sulla mia macchina. Ho riparato i danni necessari (il finestrino rotto) e ho lasciato il resto da fare. Andando in giro, in questi giorni, vedo molte automobili ammaccate, accartocciate, senza un vetro, con il cofano rotto...tutte danneggiate da questo uragano.

Perchè, alla fine, abbiamo scoperto che era proprio un uragano: come nel Kansas, come nel mondo di Oz, un piccolo uragano è passato anche da noi.
E per fortuna era piccolo! Ha fatto tantissimi danni, non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se fosse stato più violento.

Noi siamo stati per 5 giorni senza elettricità: abbiamo ricoperto la luce tenue delle candele, il silenzio nella notte illuminata solo dalle stelle, il rumore dei generatori dei vicini, unico suono nelle notti buie.
Niente film, niente PC, niente libri se non letti faticosamente alla luce delle candele. Abbiamo passato qualche serata tranquilla, a chiacchierare ed a riposare, e le altre sere siamo usciti, approfittandone per incontrare cari amici.

Una delle mattine dopo l'uragano ho fatto un giretto, e ho scoperto i primi crochi della stagione: impavidi, piccoli e stellari, sono sbocciati tra i rami spezzati, sotto agli alberi divelti, tra le radici all'aria. Con il loro viola, ribelle e mistico, che nasconde un cuore arancio,  messaggero di buonumore e allegria. Come a ricordarci che il misticismo è reale solo se semplice, e solo se contiene anche la risata;  è questo il messaggio del croco, se lo ascoltiamo bene. Ci ricorda che sacro e profano sono sempre colleagti, che sessualità e spiritualità si fondono insieme e danno vita all'amore, che risveglia tutta la Primavera. Non per niente il croco è il primo fiore che sboccia, piccola fiammella premonitrice della primavera che arriva.

E' doloroso vedere molti degli alberi che conoscevo sin da quando ero bambina sradicati, buttati in aria come fuscelli. Allo stesso tempo, però, non possiamo far altro che accettare ciò che è accaduto, e rimettere insieme i pezzi. Come si fa sempre, dopo un uragano, ce sia reale o che sia metaforico, dentro di noi.

Si riparte dalle piccole cose: un fiore, una stesa di Tarocchi con un'amica, il taglio del sapone all'Iperico la mattina presto, quando fuori c'è il sole.

In questi mesi, piano piano, mi sono risollevata grazie a tutte le piccole cose che fanno parte della vita:  sono state proprio queste cose che mi hanno aiutata a mantenere la rotta, senza impazzire.
E passo dopo passo mi sono ripresa: oggi posso dire di stare bene, di aver superato quasi del tutto quei momenti terribili, di perdita, di smarrimento, di disperazione.

La primavera arriva sempre. E porta nuovi progetti, nuove sensazioni. Ho voglia di mettere le piantine nell'orto, e di tirare fuori i miei vestiti leggeri. Di cucirne altri, di andare a scovare nei mercatini dell'usato qualche abito che mi rispecchi per quella che sono: il mio stile, il mio messaggio. Vestirsi, come dice Milla, è un piccolo atto rivoluzionario che compiamo ogni giorno.

Non posso che essere perfettamente d'accordo.

Fanno parte delle belle scoperte di Marzo il programma OmmWriter, che consiglio a tutti di scaricare se amate scrivere. Non vedo l'ora di scrivere le slide per il mio corso di Fitoalimurgia!

Inoltre, mi hanno contattata per rilasciare una piccola intervista, che troverete domani tra le pagine di Starbene. E' sempre bello poter condividere la mia esperienza, e lanciare semini di autoproduzione. Sicuramente porteranno buoni frutti.

domenica, febbraio 22, 2015

Anfibi nell'anima

















Ho ripreso in mano un libro che avevo letto tempo fa, "Acque Profonde", di Etain Addey.
In questi giorni, in cui mi sento molto aperta e ricettiva, mi ritrovo perfettamente nel messaggio profondo del libro: essere anfibi nell'anima, avere una percezione sia pratica che magica, sia ordinaria che etra-ordinaria, sia razionale che onirica.

Tenere aperta la porta del sogno e del sacro. Solo ora capisco che per fare questo non bisogna fare niente: dobbiamo solo restare in ascolto, in ricezione.

Apro il libro, e subito nelle prime pagine si parla della madre di Etain, che prima di avere lei ebbe una bambina, nata morta. E dopo un anno, all'equinozio di autunno, la madre era di  nuovo incinta, stavolta di Etain stessa.
Sono immersa nella sincronicità. Sento parlare di parti, intorno a me, e gioisco; mentre leggo entra in negozio una donna, incinta, con la sua bellissima pancia, e quello che sento è comunione, come se fossi incinta anche io.

Restare anfibi nell'anima significa far entrare la magia nella propria vita: e farla accadere spontaneamente, senza bisogno di fare niente.

Se rimango aperta, la magia entra nella mia vita. Vedo tante persone, ogni giorno, chiuse, serrate, ognuna con il suo lucchetto personale.

Ora capisco appieno il senso del ricevere, come azione attiva e non solo passiva. Ascoltare, rimanere morbida, non irrigidirsi, aprirsi.

Basta abbandonarsi, lasciar andare e cogliere solo le occasioni del momento. Che possono essere semplicemente bere una tazza di tè, rastrellare le foglie in giardino, preparare con cura l'hennè per i capelli.

Diventare antenne per ciò che di magico, di sacro, può esserci in ogni giornata. Essere ricettive apre nuove strade; la chiusura, invece, stagna, riporta sempre agli stessi meccanismi, imprigiona.

E' da poco passata la Luna Nuova, in Acquario, il mio segno. E siamo anche entrati nell'anno Cinese della Capra! Io sono una Capra di Terra, e sono felice che sia arrivato il nostro momento :)

Ho passato il giorno della Luna Nuova a pulire il giardino. Mi sono svegliata presto, ho fatto colazione con tè verde e marmellata di mirtilli fresca, e poi sono andata in giardino.
Ho estirpato le ginestre, che avevano invaso molto terreno, lasciandone una bella fila per godere dei loro fiori gialli, e per attirare le api. Ho rastrellato foglie per ore, concentrandomi solo sul sole che riscaldava la pelle, sui fili d'erba appena accennati, sulle piante in boccio.

Con il mio vicino, un signore gentilissimo che ci ha regalato anche quello splendido cavolo nero che vedete in foto, abbiamo bruciato tutte le sterpaglie, a fine giornata.
Un falò magico, calmo, con volute di fumo candido. Dentro il fuoco ho bruciato idealmente tutto l'anno passaro. Ho terminato un ciclo e adesso posso ripartire, purificata.

Voglio vivere nel momento, e quando ci riesco è davvero appagante. I sensi si tendono, si riempiono, vibrano. Cerco di allontanare le aspettative, le preoccupazioni. Voglio vivere il presente, il qui ed ora.

In queste mattine di sole, dove divido i biscotti della mia colazione con Hero ed Eva. Dove stendo fuori la coperta colorata che ha lavorato mia nonna a maglia, che profuma di lavanda e sapone di marsiglia. Qui, ora, mentre cucino una torta salata con zucca, patate, petali di fiori e tanti semini.

Sto preparando anche il mio primo corso di Fitoalimurgia: questo il volantino, diffondete a chi credete sia interessato!



martedì, gennaio 27, 2015

La mia Imperatrice


Le mie sensazioni interne stanno cambiando. In questo periodo mi sento ricca. Generosa, Ho bisogno di dare, e mentre mi dono ricevo, allo stesso momento. Sento amore intorno a me. E' come se una porta chiusa a causa di risentimento, rabbia e privazione si sia finalmente aperta.

Quando vedo una donna incinta, gioisco per lei. Mi sento quasi incinta anche io. Lo so, è assurdo. Eppure mi sento in questa energia.

Questo bambino misterioso, che prima sfuggiva, adesso è come se mi parlasse. Sento che è vicino. La mia sensazione buono è che il posto giusto, per me adesso, sia nell'amore vissuto con Andrea, nella nostra casa (che a breve ristruttureremo ed allargheremo...CasaEdera diventa un pochino più grande!), nella cura della Terra. Non ho più paura di accudire, di coccolare, di proteggere.



colazione, con calma e litri di tè verde

Anzi: sento che quella è la mia giusta dimensione.
Insieme ad una creatività ritrovata, che prende di nuovo vita e forza dalla Natura, dalle mie erbe, dai fiori e dagli alberi.

Parallela alla mia immersione nello studio dei Tarocchi, mi aspettano serate da trascorrere con i miei libri di fitoalimurgia. Voglia raccogliere, riconoscere con esattezza, cucinare, trasformare.

E condividere tutto questo con OrzoLuna, che si sta risvegliando con nuove attività.


I miei deodoranti naturali in preparazione

Si è risvegliata una parte di me molto creativa; la sua energia è direzionata verso attività pratiche, reali. Riconoscere una pianta, raccogliere i germogli, tingere la lana con una corteccia. Progettare il nostro orto, impastare il pane la mattina presto, tagliare le mele per una torta. 

Il lavoro che sto facendo mi sta insegnando una grande cosa: quanto io sia fortunata a vivere come vivo. Fuori dalla città, dalle logiche del consumismo sfrenato. Fuori moda, con fierezza. Con i miei tempi e le mie priorità. Vedo passare tutto il giorno donne vestite con noncuranza, che si trascinano dietro bimbi urlanti e stanchi di andare in giro per negozi. Ragazzine di 12 anni già con la ricostruzione delle unghie. E, non so se ci avete fatto caso, vedo persone vestite più o meno degli stessi colori.




Grigio, nero, blu. Colori scuri, pochi colori pieni, accesi. Gonne strette o corte, scomode. E scarpe ancor più scomode. Io sono per i colori, per la moda comoda e personale. Non capisco come possano andare tutti in giro con gli stessi pantaloni (felpatini-grigio-scuro) o con le stesse giacche. Come se indossassero tutti un'uniforme, scomoda per giunta.

Andrea mi ha regalato, per il mio compleanno (domani!) un meraviglioso vestito anni Settanta color ciclamino. E poi, per la guarigione completa del mio ventre, i meravigliosi Balsami di Remedia. E per coronare il mio risveglio, il 3 Febbraio parteciperò ad una Meditazione del Grembo insieme ad altre donne, a Prato. Evviva! 


                        
Gli splendidi mici della mia amica Nata Di Marzo

La mia Imperatrice ha le mani nella terra, fino ai gomiti. Cerca spazio per nuove piantine, e la mattina si riempie la gonna di semi di girasole per farli mangiare agli uccellini. Tra i capelli ha fiori di Achillea, di Sambuco, di Iperico e Violette Selvatiche. Ha un vestito rosso, ed uno scialle azzurro e argento, come il cielo stellato. Ride di gusto, e mangia pane con il pomodoro e il basilico, annusando bene il profumo. 
Ed è pienamente, gioiosamente, completamente incinta.
Se ne sta con la pancia sotto il sole estivo, i piedi tra le foglioline di trifoglio nano, seminato a fine inverno.

Ecco, se mi devo immaginare, per come sono dentro, adesso: mi sento proprio così.


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giovedì, gennaio 15, 2015

Semplice



Ho bisogno di semplicità.
Di focus sulle cose che amo.
Di fare decluttering anche dei pensieri,degli obbietivi.

Il lavoro che faccio, in negozio, in città, mi porta a ricercare spazi di vita selvatica assi più di prima, quando ci ero completamente immersa.
Nei miei momenti liberi voglio esplorare il mio bosco, dove sono cresciuta. Passare tempo sotto la Quercia, che conosce tutti i miei pensieri. Raccogliere bacche di Rosa Canina, e ghiande per farne collane.
Riprendere in mano i miei studi di fitoalimurgia. Raccogliere, cucinare, conservare.

Le foto che ho ripreso a fare sono cambiate. Dopo i mesi trascorsi a sperimentare con PS, ho necessità di tornare all'essenziale.



La base del cappello che sto realizzando per un'Amica

Fotografare i piccoli momenti, la luce piena, la materia naturale.

Ho voglia di tè verde in brocche smaltate, ad accompagnare il mio studio sui Tarocchi.

Ho voglia di nuovo e di semplice. Di diretto, senza fronzoli. Devo riappropriarmi della mia energia, che molto spesso e per lungo tempo ho sprecato disperdendola in mille cose, spesso inutili.

La sensazione è quella di essermi trasformata da Papessa ad Imperatrice. Da un'energia passiva, che stava lì in gestazione, a covare, a riflettere e rimuginare, un'energia collegata con il mondo del pensiero e dell'Idea, mi sento traslata in una nuova energia. Creativa, potente, nuova. Giovane e feconda. 

Leggevo stamattina il meraviglioso post di Daniela, e anche se siamo in condizioni e momenti di vita estremamente diversi, provo anche io una sensazione simile.
Di essere pronta, come vi dicevo. Aperta. Disponibile.

La metamorfosi, per quello che mi riguarda, passa anche attraverso i vestiti che indosso.
I vestiti per me hanno significato sempre molto: vuoi per il mio passato (e presente) teatrale, o per la mia infanzia trascorsa con una nonna sarta, il fatto è che ho sempre cambiato guardaroba a seconda dei momenti della mia vita.

Adesso ho desiderio di vestiti colorati, particolari, stravaganti. Vintage, possibilmente.

Ho voglia di indossare i vestiti che ho sempre amato, ma che non ho avuto mail il coraggio di portare.
La sera mi ritrovo a navigare sui siti di vestiti vintage (Etsy ne ha milioni, e ci sono vestiti davvero deliziosi): ho in progetto di razziare il mio mercatino dell'usato preferito, non appena avrò il tempo di farci un giretto.

Inoltre, stiamo già lavorando al prossimo copione: amo iniziare i nuovi progetti, e questo nuovo testo è molto stimolante.

Mi sento come se fossimo già in Primavera, pronta a sbocciare.




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mercoledì, gennaio 07, 2015

Ciao Ciao Saturno (o dei nuovi inizi)



Inizia il 2015. Il numero mi piace, assai di più di quel 2014 che era rigidino, severo, non dava spazio alla fantasia.
Inoltre, grazie al cielo Saturno è uscito dalla quadratura con l'Acquario: caro Saturno, grazie mille, son stati tre anni abbastanza pesantucci, adesso ciao eh.

Bene: inizio subito l'anno con un piccolo progetto, di cui dò anche qui l'annuncio. Ho aperto una pagina FB collegata al blog! evviva evviva, possiamo trovarci nel salotto virtuale più famoso del mondo, per scambiarci ricette, sogni, consigli ed esperienze.

Ho pensato che la pagina potesse essere un'estensione del blog: tutti i collegamenti, le piccole cose, gli altri blog che seguo, gli appunti...potrete trovarli lì. E potrete anche interagire in maniera più libera e spaziosa.

Il lavoro in negozio procede bene, ed il fatto di avere un lavoro come dipendente mi lascia grande libertà: nei momenti in cui non sono in negozio posso dedicarmi al 100% a tutto ciò che amo. Ho ripreso con il sapone, solo per uso personale e per baratto; ho in mente nuove ricette di unguenti e balsami, e molte tisane composte; e non vedo l'ora che arrivi Primavera per andare a raccogliere, conservare, cucinare, sperimentare con le erbe spontanee.

Voglio anche nutrire il progetto di un piccolo shop on line, sempre collegato al blog; pensavo di mettere erbe spontanee, tisane, unguenti, balsami, oleoliti. Tutto l'occorrente per vere Streghe di Campagna!

Voglio anche approfondire, ancora di più. lo studio e la pratica dei Tarocchi: vorrei creare un piccolo gruppo di studio on line, collegato appunto alla pagina, ma anche questo fa parte dei progettini del 2015 che vedremo via via.

Per ora, vi lascio il link alla neonata pagina: www.facebook.com/CasaEdera

Vi aspetto!




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martedì, dicembre 16, 2014

Il tempo vola


Pensavo stamattina, in un raro momento di tranquillità lavorativa (sotto Natale i negozi sono frenetici, me lo ricordavo bene e devo dire che mi mancava, quell'attività fatta di carta regalo, nastri fiocchi e pacchettini tipica del periodo) che tra un mese è già gennaio.

Una parte di me continua  a contare in un calendario sbagliato i mesi che mi separano a febbraio: ora sarei stata di sette mesi. Avrei avuto la pancia bella grossa, avrei sentito il mio bambino muoversi. Manca un mese a gennaio, due mesi a febbraio. E febbraio, per un caso del destino, coincide anche con il mese in cui, se volessimo, potremmo riprovare una gravidanza.

Ad agosto tutto mi sembrava assurdo. I mesi da passare infiniti. Invece eccomi già qua, quasi arrivata a quel traguardo. Eccomi qui, completamente diversa.



foglia di Gingko Biloba trovata durante una passeggiata in città


E' difficile fare un punto e capire a fondo come mi sento. Sono aperta alla possibilità; e di sicuro ho definitivamente abbandonato quel senso di angoscia e di smania che collegavo con la possibilità di restare incinta. In questa mia nuova vita, dove il lavoro ha acquistato molta importanza, è come se fossi tornata più vicina alla mia natura indipendente. Il pensiero di avere un figlio, adesso, è qualcosa che vedo lontano, proiettato nel futuro...insomma, non adesso. 

Riscopro in me un nuovo tipo di creatività: qualcosa che è sempre stato lì, sopito, ma che non sapeva come uscire fuori. Adesso mi sembra che basti non opporre resistenza, che anche la mia vena creativa trova sfogo immediato.

Ho ritrovato il piacere di cucinare; qualche giorno fa, in una mattinata di sole, mi sono messa a cucinare samosa con Andrea. Sono venuti perfetti, grazie ai consigli di Lisa Casali e anche di Joby, il marito indiano di una cara amica. Ci ha cucinato i suoi samosa, qualche settimana fa, e ci ha fatto vedere come si fa per chiuderli e per formare fagottini perfetti. Andrea li ha chiusi uno ad uno, con una maestria che ha radici nella sua magia personale, fatta anche di qualche piccola radice indiana, secondo me. Con gli occhi profondi che si ritrova sicuramente ha qualcosa di indiano nello spirito. :)


I nostri samosa, buonissimi!

Durante i giorni di festa che ci aspettano voglio leggere, scrivere (il sangue di mia mamma scorre prepotente nelle mie vene e nelle mie dita: riscopro in me anche un certo bisogno di scrivere, immaginare, inventare, poetare che mai avevo sentito prima) e cucinare: impastare pane e schiacciate, fare torte, rilassarmi con una tisana profumata di Cannella; trovare finalmente il tempo per andare a trovare amiche che non vedo da un pò di tempo ( Nata di Marzo voglio conoscere le tue piccole panterine! Silvia, tu ed Elettra mi mancate tantissimo; Onda e Nora, idem: ci vuole un pomeriggio di chiacchiere fitte tra donne); fare l'amore senza pensieri, coccolarmi con qualche regalino, e trovare il tempo per fare il sapone (Silvia, non ti dimentico: non appena trovo il tempo la prima forma di sapone è la tua!).

I libri da leggere sono questi qua: Il piacere è sacro, di Riane Eisler, e I desideri dell'anima, di Clarissa Pinkola Estes. Fanno bella mostra di sè già da un pò di tempo, sul mio comodino: non  aspetto altro che di avere il tempo di immergermi nelle loro pagine!

Vi segnalo anche un fantastico blog, famosissimo e che forse conoscerete già: SporaBlog, il blog di Spora: una donna meravigliosa, di infinita ispirazione. L'ho scoperta da poco ma è come se la conoscessi da sempre: un vero esempio. E chissà che prima o poi non faccia uno dei suoi corsi Stiletto, io, che non ho mai messo i tacchi in vita mia!


Una delle mie Aloe: era quasi senza vita, una mattina l'ho ritrovata così...bellissima e rinata.

Il concetto di anticonformismo, che mi è sempre stato caro, mi sta davvero insegnando tanto su di me. Ho sempre avuto paura di essere troppo diversa, troppo strana: e quindi se facevo scelte controcorrente, poi dovevo bilanciare la mia vita con altre scelte più normali, più inquadrate.Invece sto arrivando a capire che il vero anticonformismo è seguire la propria natura, quella che in inglese si direbbe inner nature, la natura che sta dentro di noi.

Come la Dea, che possiamo solo trovare in noi, anche la nostra natura sta lì: dnetro il nostro utero, dentro il nostro cuore, dentro la nostra pancia. Impariamo ad ascoltarci, anche quando ci sussurra cose che non sono esattamente coerenti con il pensiero comune: casa, famiglia, lavoro, figli. Non siamo solo questo. Ma, sopratutto, siamo noi che possiamo decidere come gestire tutto questo.

La mia casa ha finestre rosse come le mie scarpe da ballo, e ancora le fate e gli elfi del bosco mi guardano dalle finestre accostate, nella penombra delle sere d'estate. Io sono ancora quella ragazzina lì, che si rifugiava nella casa di montagna per vedere meglio fate e folletti. Sento ancora i loro campanelli trillare la mattina presto, tra le nuvole aranciate e l'aria azzurra e frizzante.
Crescere non significa per forza conformarsi a ciò che ci dicono gli altri. O a ciò che fanno gli altri.

Crescere significa ritrovare il proprio filo rosso,  tenerlo stretto nelle mani, per non farlo scappare più.

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