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venerdì, dicembre 09, 2016
mercoledì, ottobre 26, 2016
Ognuno ha la sua abilità
le prime Amanita muscaria
In autunno si fanno bilanci: è il tempo dei quaderni nuovi, delle penne colorate, delle agende per l'anno che verrà. Forse ci rimanda a quando andavamo a scuola: Ottobre è preparare lo zaino, esplorare il mondo, calpestare le foglie secche del viale mentre cammini verso il liceo.
Questo Ottobre per me è molto importante: segna un anno esatto del mio lavoro da libera professionista - ho aperto il mio sito un anno fa, con emozione e paura e chissà cosa accadrà. Pensavo che non avrei fatto nemmeno una consulenza, o forse solo qualcuna per le mie amiche. Credevo di chiudere dopo qualche mese. Mi immaginavo che non sarei mai riuscita a dedicare il tempo necessario a questo germoglio, perchè lavoravo ancora in negozio.
A Gennaio non mi hanno più rinnovato il contratto: e, ora posso dirlo, è stata una vera e propria liberazione! Mi piacerebbe incontrare i miei ex titolari e dir loro grazie! Perchè mi hanno liberata da un lavoro noioso, pesante, nel quale non potevo esercitare la mia professione davvero - ma dovevo limitarmi a vedere scatole e creme anticellulite. Non ho lavorato meno: mi sono dedicata anima e cuore al mio progetto, e anche se molti pensano beata te che lavori da casa! ho dovuto imparare ad organizzarmi, a non farmi distrarre, a restare concentrata e a fare planning su planning per mandare avanti tutto.
le nostre castagne
La cosa più preziosa che ho imparato durante questo anno è stata il dare spazio e tempo ai miei progetti; dare le giuste priorità, prendermi il tempo per coltivare ciò che voglio far crescere, collaborare con persone che ogni giorno mi nutrono. Ho imparato che se hai un progetto ben definito e qualcuno di speciale con cui realizzarlo sei già a metà dell'opera. Ho capito che anche se ho un lavoro non convenzionale e sono una donna non convenzionale devo imparare, io per prima, a darmi importanza, a prendermi i giusti spazi.
Ho visto una sconfitta, la perdita del lavoro, come una grande opportunità di crescita e di miglioramento. Ho imparato a spostare l'attenzione dalle aspettative sociali e culturali che mi stavano strangolando (ma non lo fai un figlio? ma quando ci riprovi?) al seguire la mia natura.
E ho accettato una sfida grandissima, quella di portare il teatro in mezzo ad un gruppo di bambini splendidi, ognuno con la sua particolare disabilità - e quello che all'inizio mi spaventava è diventato una risorsa preziosa.
Proprio loro mi hanno insegnato quanto sia importante la diversità: ognuno di noi ha i suoi talenti, le sue autosufficienze, i suoi momenti sbagliati. E non è buonismo, nè compassione: i miei ragazzi si sono messi in gioco, hanno utilizzato stoffe e gioielli di plastica, hanno raccontato favole con i burattini e hanno disegnato filastrocche. Ognuno a modo suo. Ognuno con il suo talento e con la sua abilità.
Allora, ho pensato, anche io voglio vivere così:essere me stessa, con il mio talento e la mia abilità. Prendermi cura del mio potenziale.
Tra pochi giorni riprendiamo, con un piccolo progetto di espressione artistica attraverso l'utilizzo di piante, fiori e pigmenti naturali, oltre al teatro: sono molto contenta di poter continuare con loro questo percorso.
Questo anno mi ha dato molto, e anche tu che mi leggi e mi sostieni fai parte di questa ricchezza: ho pensato di farti un regalo! Insieme a Silvia Tozzi ho scritto un inspirational-book, che arriverà nella tua mail il 31 di Ottobre, gratuitamente. Dentro si parla di Luna, di ciclo femminile, di Regine ed elementi, di tisane e meditazioni. Se non sei ancora iscritta, fallo qui!
Inoltre ho pensato ad una stesa di tarocchi che esplora le energie e le intuizioni di questo momento dell'anno: la trovi qui, sul mio sito.
i Wooden Tarot, mazzo che uso per la stesa di Halloween
Raccontami di te: quali sono i tuoi bilanci per questo autunno? Scrivimelo nei commenti!
lunedì, ottobre 10, 2016
Autunno, appuntamenti e incontri
L'autunno è arrivato: la mattina nel bosco mi imbatto in Verga d'oro e foglie color terra, che scricchiolano sotto ai miei piedi e sotto alle zampe delle mie cagnoline. Tè e tisane sono sempre nelle mie tazze, la stufa accesa mi fa compagnia mentre lavoro, insieme al vento tra i castagni.
Ci sono molti appuntamenti in questo autunno, e voglio condividerli con te.
Intanto mercoledì 12 Ottobre riprendiamo il cammino sul nostro Sentiero dei Tarocchi: io e Francesca Matteoni guidiamo un nuovo gruppo di appassionate che vogliono imparare qualcosa su loro stesse e sul loro presente attraverso l'alfabeto magico dei Tarocchi. Simboli, disegni, storie, ispirazioni, erbe e molto di più. Trovi tutte le info qui: ancora abbiamo qualche posto libero, se sei in zona sei ancora in tempo!
Sto preparando con Silvia Tozzi un regalo speciale per te, che mi segui e che ami erbette, incanti, connessione con la Terra e con la Luna. Una miniguida che ti farà ululare alla Luna Piena e ritrovare la tua bussola interiore. Ma questo è ancora top secret: posso dirti di dare un'occhiata al mio sito o alla mia pagina Facebook intorno alla fine di Ottobre.
Il 23 Ottobre tornerò in quel posticino magico, delizioso, coccoloso, selvaggio e allo stesso tempo in città, spontaneo, divino che è Pikniq, della splendida Eleonora Matarrese; farò un corso di un pomeriggio focalizzato sulle preparazione erboristiche realizzate con le erbe spontanee - e, se sei vicina a Monza, ti consiglio di iscriverti!
Nel mentre, mi sto preparando per affrontare il terzo livello della formazione per Pratictioner al corso di Fiori di Bach. Dal 13 a 16 Ottobre sarò impegnatissima nello studio (e nel'esame, aiuto!), e il 27 Ottobre sarò dalla mia amica Letizia e tra le sue erbe per parlare di fiori, e rispondere alle tue curiosità in merito (tipo: i fiori servono per dormire? posso darli al mio bambino che è irrequieto? come possono aiutarmi nella vita di ogni giorno?). Qui trovi tutte le informazioni!
In ultima battuta, ti ricordo che è uscito il kit dedicato a Biancaneve: trovi tutte le info sul mio sito, io qui posso dirti che la saponetta profuma di torta di mele, e che il balsamo dedicato a questa fiaba ha tra gli ingredienti il succo di Luna :)
E tu, che progetti hai per questo autunno? Scrivimelo nei commenti! Ti aspetto!
giovedì, luglio 14, 2016
Erboristeria=arte?
Credo che ci sia una connessione profonda tra Erbe e Arte. Non solo perchè dalle piante si estraggono i pigmenti per dipingere, ma sopratutto perchè Piante e Uomo sono connessi secondo un piano energetico forte, viscerale, antico.
I dipinti rupestri erano fatti con derivati delle piante; i colori per i vestiti e per le stoffe provenivamo dalle erbe tintorie: curcuma, robbia, isatis, sambuco... Se ci pensi, i fiori compaiono molto spesso nei quadri, negli affreschi, nelle rappresentazioni.
Sei mai stata agli Uffizi? Io ci sono stata per la prima volta un anno fa (e sono Toscana! ma sai come vanno le cose, quando vivi vicina a così tanta arte va a finire che non la vedi) e mi sono incantata di fronte alla Primavera del Botticelli. La luce, la bellezza del quadro arrivano fino ai giorni nostri, partendo da un passato così lontano da sembrare mitico- e poi, quanti fiori! Piantine di ogni genere, dipinte con dovizia di particolari.
I fiori, la forma delle foglie, i semi: se li guardi da vicino, sono tutti piccoli (o grandi) pattern, mandala, dipinti.
Come puoi utilizzare le piante per la tua espressione artistica? ecco qualche ispirazione::
- puoi scegliere una pianta che ami particolarmente, osservarla molto bene e disegnarla. Colorala e mettila sul tuo altare, oppure in una zona che ami della tua casa;
- scegli i tuoi vestiti ispirandoti ai colori di un fiore: io oggi sono vestita di nero e di rosso, come un papavero! Nei colori delle piante si trovano palette splendide!
- se hai un sito, scegli la palette colori ispirandoti ad una pianta ed ai suoi fiori
- raccogli fiori, foglie e semi e falli essiccare tra le pagine di un libro: poi, componi un collage!
- prova ad estrarre il colore da una pianta tintoria ed a tingere un pezzo di stoffa, oppure un gomitolo,
Il mio contributo è attraverso la fotografia. Voglio dare voce alle piante, rendere visibile il loro messaggio. Ho iniziato da Achillea: se vuoi vedere tutte le foto, via via che le realizzo le troverai qui.
Mi ha ispirato David Bowie: sono stata a vedere il docu-film sulla mostra che si è tenuta al VA, e che verrà a Bologna (e conto di andarci a Settembre!)-e mentre sbirciavo nella vita di questo artista totale, ho avuto questa idea. Quindi:contatta la tua Musa e prendi idee e ispirazioni!

Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported.
Permissions beyond the scope of this license may be available at cecilia.lattari@gmail.com.
lunedì, maggio 30, 2016
Calendula: una visione magica
La Calendula è una pianta che mette allegria soltanto nel vederla: quando si affaccia dai cigli delle strade, oppure se spunta benvoluta nell'orto; sembra possedere una sua luce interna, magica, che mi attrae come una falena viene attratta dalla fiamma.
Domenica mattina una mia vicina di casa, amante come me delle piante e delle erbe, mi ha regalato un mazzo della sua Calendula: un dono tra donne, a sancire anche un affetto che viene dall'amore per il mondo vegetale. Per me quel mazzo di Calendule profumate di resina è stato come un mazzolino d'oro, di fiammelle gentili.
Molte volte ho raccolto e trasformato la Calendula; ma voglio condividere con te, in attesa del mio corso che inizierà l'8 di Giugno (la mail di preiscrizione arriva il 1 Giugno, ti sei iscritta alla mia newsletter?) anche il lavoro intuitivo che svolgo con le piante.
La prima cosa che faccio è connettermi con loro a livello fisico, utilizzando i cinque sensi: le guardo bene, accarezzo i petali, annuso il profumo-e annoto tutto quello che mi viene in mente compiendo questa esplorazione.
Poi, cerco di associare la pianta ad un elemento: osservo bene il colore, la forma dei petali e delle foglie, e penso a cosa serve la pianta stessa.
La Calendula è una pianta collegata al Sole, al Fuoco-e, in effetti, serve a calmare le irritazioni a spegnere le infiammazioni, agisce dove si ha un eccesso di Calore.
In parte è anche legata alla Luna, e ritrovo la sua segnatura lunare nei semi, che sono piccole falci di Luna, e nella sua azione sull'apparato genitale femminile, dove Calendula agisce lenendo il dolore mestruale, regolarizzando il ciclo, aiutando anche nella menopausa.
E' dunque un fuoco domestico, il fuoco del focolare, il fuoco interiore.
Una cosa che amo fare, quando ho tempo e modo, è una stesa di Tarocchi per conoscere meglio il messaggio della pianta. Di solito scelgo una pianta, fuori, e le chiedo di comunicarmi il suo messaggio: poi alzo una carta e la interpreto, seguendo la mia intuizione.
Per la Calendula, invece, ho utilizzato una stesa davvero ispirante che ha inventato Alexis: si chiama Wild Tongue Spread e ti mette in contatto con il messaggio sottile della pianta in questione.
Vediamola insieme, per conoscere meglio la nostra Calendula!
La prima carta è l'Otto di Coppe, che ci dice qualcosa sul profilo energetico della pianta. Calendula è dunque una pianta che ti aiuta quando qualcosa si rompe. Ti sostiene quando capisci che non puoi più proseguire per una strada sicura e conosciuta, ma che devi abbandonarla per qualcosa che non conosci ancora. Cura la malinconia che si accompagna a questa scelta, necessaria ma difficile. La sua luce ti accompagna lungo il percorso, verso qualcosa di sconosciuto, come una fiammella gentile che illumina i tuoi passi.
La seconda carta ci dice qualcosa sull'energia curativa della pianta: l'Asso di Pentacoli. Calendula ha una luce interna, che ti aiuta a far funzionare bene il tuo primo chackra, collegato all'energia vitale, terrena. In effetti Calendula aiuta, come dicevo prima, a riequilibrare l'apparato genitale femminile; i cicli della donna, quindi, e la sua connessione con la terra, con le radici. La Regina di Pentacoli è la Madre Terra, e l'Asso è il suo seme. E' il piccolo fuoco che ti connette alla Terra, feconda e fertile.
La terza carta ci dice che cosa rafforza la pianta, rivelato qui dalla Regina di Spade. Secondo me la relazione sta nella capacità che ha Calendula di riportare calma e logica nel pensiero, specialmente femminile: durante la sindrome premestruale Calendula combatte gli sbalzi di umore, e ti permette di vedere le cose con maggior lucidità, come fa la Regina di Spade. Inoltre, ti insegna ad essere libera, pienamente femminile, indipendente, anche attraverso la cura delle tue ferite. Calendula le sana, e ti permette di imparare da queste.
La quarta carta ci dice la tipologia di persona per la quale Calendula è più efficace: il Cinque di Bastoni. E' chiaro dunque che Calendula è indicata a chi ha un temperamento focoso, pronto al litigio o alla provocazione. A chi si arrabbia facilmente, a chi tende a disperdere il calore interno perchè troppo aggressivo o impaziente. La assocerei anche al fiore di Bach Impatiens, che individua l'emozione di chi non sa aspettare i giusti tempi, e quindi preferisce fare da solo, perchè crede di fare meglio. Calendula insegna, come il Cinque di Bastoni, che l'unione fa la forza, e che la dispersione raramente produce un risultato positivo.
Infine, l'ultima carta è il messaggio che la pianta ha per me: il Dieci di Bastoni. Posso usare Calendula quando mi sento sovraccarica, oppressa, quando ho troppa carne al fuoco e non so come gestire le mie priorità. Calendula mi permette di staccare (anche solo perchè amo raccoglierla!) e di centrare il mio calore internamente, per gestire al meglio le cose che devo fare.
Dopo aver contattato la pianta su di un piano sottile, mi metto a trasformarla: nel caso della Calendula ho preparato l'Oleolito in olio di Girasole.
Ci sono molte teorie e diversi modalità di preparazione dell' oleolito, ma io in linea di massima preferisco sempre farlo da pianta fresca e con il metodo dell'estrazione solare.
E tu? Come entri in contatto con le piante che ami? Scrivilo nei commenti!
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lunedì, maggio 16, 2016
Rifare da capo
Sono stata invitata all'iniziativa (bella) dell'Ecomuseo della Montagna Pistoiese: porta i tuoi saponi e tutti i tuoi prodotti realizzati con le piante dei nostri monti! Io ho detto di si, specificando che il sapone ormai lo faccio solo nei miei laboratori, per insegnare agli altri come si fa.
Eppure, ne avrei dovuto produrre un bel pò per la mostra. Ho rimandato molto il momento di iniziare: quando riprendi il filo, tutto quello che facevi in automatico non lo ricordi più. Allora, vediamo: comprare l'olio-riprendere i pentoloni-raccogliere fiori-scegliere le essenze; in questi ultimi giorni la serie di azioni che portano al sapone fatto e finito mi sembravano davvero difficili, lunghe e faticose.
Ho fatto una cosa al giorno: lunedì ho comprato l'olio, martedì ho raccolto i fiori di Trifoglio che volevo inserire nella ricetta, mercoledì ho ripreso gli stampi, e così via, fino a stamattina.
Ho messo tutto sul tavolo da lavoro, e sono andata a ripescare la bilancia, il pesatore per la Soda, il cucchiaio di legno che uso solo per la pasta di sapone (anche se non si dovrebbe, lo so: ma ci sono affezionata e tiene bene il tempo). Ho avuto un attimo di panico, perchè non mi ricordavo più le dosi a memoria! Come era possibile? Io, che facevo sapone ogni giorno, non ricordavo più quanta acqua, quanta soda, come fare. Ho ripreso il mio quaderno delle ricette, e piano piano sono partita dall'inizio.
Ho riletto vecchie ricette, sorriso per progetti che poi non sono nati e riscoperto mix davvero azzeccati. Ho pesato gli ingredienti. Ho preparato tutto.
E finalmente ho iniziato.
Lì mi sono accorta che non avevo mai smesso, in realtà: le mani sono andate per conto loro, i movimenti puliti, senza fare disastri o distrazioni ho rifatto il mio primo mezzo chilo di sapone: Rosa, Lavanda, Geranio, bocci di Rosa. Ma era così semplice? Oppure, le cose che ci appassionano non si dimenticano mai davvero?
La mattina è passata facendo sapone, come ai vecchi tempi. Ne ho fatto di tre tipi, adesso aspetto che si asciughi per tirarlo fuori dagli stampi e ricominciare, domattina.
Mi sono trovata a pensare quanto le nostre radici siano importanti. Radici che possono affondare non solo nella tradizione, o nel nostro passato remoto, ma anche nei nostri talenti, nelle nostre capacità.
Lei è proprio portata a fare questo: te lo sei mai sentito dire?
E quanto hai seguito la tua indole, il tuo saper fare quella cosa, o invece come l'hai abbandonata, e perchè?
E, infine: hai il coraggio di riprenderla in mano, di dipanare il filo di terra, radici e linfa vitale che ti collega alla tua capacità?
Tutto questo mi ha suggerito una nuova idea da inserire sul mio sito:mescolerò nel mio pentolone Fiaba, Tarocchi, Sapone. Ci stiamo già lavorando (mi aiuta una fatina speciale, per adesso top secret) e sono sicura che ti piacerà molto.
Se vuoi, raccontami nei commenti di quando anche tu hai ricominciato da capo: sarai di ispirazione per tutte noi!
martedì, aprile 26, 2016
La mia storia (d'amore) con Erbe e Tarocchi
Sto seguendo un percorso molto ispirante, creato da Gioia, per re-innamorarsi del proprio business. Ispira già dal titolo: si chiama #lunadimielebiz (se non sei ancora iscritta, fallo subito!)e prevede una piccola lettera d'amore al giorno, con compiti davvero utili.
Uno di questi era dedicato allo scrivere un post, sul come ti sei innamorata di ciò che fai: perchè faccio l'erborista/alchimista? Come sono arrivata fino a qui, e quando è scattata la scintilla?
Devo tornare molto indietro, per quanto mi riguarda. Torno ad un pomeriggio di primavera, ero dalla mia nonna ed a trovarla c'era suo fratello, lo zio Sveno. Me lo ricordo come un signore gentile, alto e magro, con un bellissimo sorriso. Lo zio Sveno mi leggeva sempre una pagina del mio inseparabile Diario delle Giovani Marmotte: c'era un orologio, disegnato come un cerchio, ed al posto delle ore erano disegnati dei fiori: ad ogni ora il suo fiore, a seconda del periodo del giorno in cui sbocciava.
Il mio preferito era la Bella di Notte: chiedevo sempre allo zio di raccontarmi la storia di quel fiore misterioso, che si apriva a mezzanotte.
Il mio amore, viscerale, per le piante è nato lì, a casa di mia nonna, che era una grande giardiniera. Parlava con le sue rose, e aveva sempre fiori colorati sui davanzali. Con lei ho imparato a mettere i semini nella terra, e a mangiare il richiccolo, la resina dolce degli albicocchi che aveva in giardino.
La mia nonna materna, che è morta a Novembre di questo anno: qualche giorno prima che morisse l'ho sognata. Mi ha guardata, e mi ha detto una sola cosa, prima di andare: prenditi cura delle Piante.
Il richiamo, fortissimo, delle piante e della cura attraverso queste io l'ho sentito netto un pomeriggio, d'estate stavolta, in macchina con la mia amica Francesca: tornavamo da alcune prove in teatro, e io le dissi "Fra, mi sa che io mollo tutto e mi iscrivo a Tecniche Erboristiche"..
Così è iniziato il mio percorso universitario, dove ho conosciuto le piante sotto un altro aspetto:quello medico, scientifico, che si integra perfettamente con la mia visione analogica della natura.
Da figlia di medici, credo (come Rosemary Gladstar) che erboristeria e medicina siano migliori quando si completano a vicenda, quando riescono a lavorare insieme, senza escludersi, ma potenziandosi.
E quelle storie ho iniziato, da ragazzina, a raccontarle agli altri: attraverso un metodo che mi ero inventata da sola, leggevo le carte da gioco, intrecciandole agli amori estivi, alle merende con gli estatè, alle arrampicate sugli alberi.
Poi, sono venuta a contatto con i Tarocchi. E li ho studiati, disegnati, letti e riletti: mi sono appassionata, poi li ho mollati per anni, mentre ero attrice e portavo in scena gli archetipi dei Tarocchi stessi, senza rendermene conto.
Fino a riprendere i mazzi in mano, prima per fare le carte alle amiche, poi per usarli come strumento di consapevolezza del Sè.
Ho mescolato tutto, scienza ed intuizione, e anche grazie al corso fatto con Gioia Gottini sono riuscita a definire bene cosa voglio fare, come posso aiutarti, e come vivere la mia storia d'amore ogni giorno, al cento per cento.
Ogni volta che mescolo un mazzo di carte, e accendo un incenso, e ascolto la voce di una pianta, lo faccio sperando di ispirare e aiutare chi mi richiede una consulenza: è un grande onore, poter aiutare le persone, e riuscirci è la migliore dichiarazione d'amore che possa ricevere.
Quindi, grazie: perchè se la mia storia d'amore con il mio biz funziona così bene, è anche merito tuo.
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lunedì, gennaio 18, 2016
ErbeStelle - Ariete
Potete trovare tutti i segni, via via che li affronterò, cliccando sulla categoria "ErbeStelle".
Ricordo che le piante che ho scelto sono frutto di un'opinione personale, e che prima del loro utilizzo è sempre consigliato chiedere al vostro erborista di fiducia.
Iniziamo con l'Ariete, perchè è il primo segno dello Zodiaco, ma anche perchè la sua energia, strettamente collegata all'emergere, al nascere, al nuovo inizio, possa essere davvero di buon auspicio per questo 2016, che si preannuncia già ricco di novità.
Elemento: Fuoco
Pianeta: Marte
Stagione: Primavera
Direzione: Sud
L'Ariete è strettamente connesso con l'elemento Fuoco, sia per la dominanza di Marte, che caratterizza il segno, sia per la sua associazione con la Bile Gialla, secondo la Medicina Tradizionale. La Bile Gialla è una delle quattro componenti fondamentali del nostro organismo, che, se in eccesso, produce comportamento collerico.
In effetti l'ira e l'impulsività sono tratti fondamentali dell'Ariete: il segno è caratterizzato da grande energia, da un pieno ottimismo che, però, è facile allo scoraggiamento. L'Ariete, che va dal 21 Marzo al 20 Aprile, incarna la giovinezza, direi l'adolescenza: è il ragazzo che si ribella all'autorità, le prime uscite in discoteca, i giochi sulla spiaggia, il temperamento innocente e impulsivo.
Gli Ariete, di solito, riescono a rimanere connessi con il loro bambino interiore: mantengono un lato della personalità infantile, incline al gioco, al divertimento, alla burla. Sono molto capaci nello sport, perchè hanno bisogno di sfogare l'energia guerriera e vitale di Marte: amano la competizione, amano vincere ma provano gioia anche nel giocare, nel partecipare.
I nati dell'Ariete vengono al mondo nel periodo relativo a Ostara, alla festa della Primavera: contengono il seme del risveglio, dell'entusiasmo, dell'azione. Come le piante, che si risvegliano in questo periodo, anche i nati del segno mantengono la capacità fresca e innata di reinventarsi, di rimanere innocenti, di essere franchi, diretti, senza filtri (a volte anche troppo).
Marte è connesso alla volontà, allo sforzo, all'energia pura: regola e protegge il sistema immunitario (che è il sistema di difesa del nostro organismo), allo sforzo muscolare, e al sangue (per il suo colore rosso e perchè dà vita al nostro corpo).
Le parti del corpo dominate dall'Ariete, e che sono collegate al segno, sono la testa, il naso, la bocca, gli occhi e il cervello.
Gli Ariete sono più soggetti, rispetto ad altri segni, a nevralgie, vertigini, mal di testa; spesso hanno infiammazioni, la febbre è di solito alta, e possono subire rash cutanei su viso, collo, o comunque nella parte alta della persona; possono avere disfunzioni cerebrali, perdita di memoria, compromissione dei lobi cerebrali e malattie connesse a questo organo.
E' facile capire come mai all'Ariete corrisponde la testa, ed il sangue: la testa è la prima parte che esponiamo alla vita, uscendo dall'utero materno: come la piantina che deve erompere dal seme, farsi spazio tra le zolle, emergere cercando il sole: proprio in questo sta la sintesi del carattere di chi ha il Sole in Ariete: l'innocenza, l'onestà, la caparbietà, la forza di una vita appena nata.
E' possibile che l'Ariete viva periodi di stanchezza, di esaurimento fisico, di demoralizzazione. Il continuo stimolo alla vita, alla competizione, allo sforzo possono stancare, alla lunga: ed è difficile a volte trovare rilassamento e riposare, per recuperare le forze. Se l'Ariete si sente frustrato, può sfogare la sua rabbia all'esterno, diventando iroso e aggressivo: questo porta ad un aumento della pressione e ad un battito irregolare del cuore. Oppure è possibile che Ariete si deprima, si ritragga dal mondo e che somatizzi la sua rabbia internamente, che si trasformerà in infiammazione, artrite, dolore articolare, ristagno di tossine a livello del sangue.
Le piante collegate al segno dell'Ariete sono:
piante che bruciano, come il Rafano o la Senape
piante che stimolano, come lo Zenzero e il Peperoncino
piante che hanno spine, come il Biancospino oppure l'Ortica
La pianta principale collegata all'Ariete è Ortica
Pianta collegata a Marte, all'elemento Fuoco, è pianta di protezione e curativa.
La segnatura relativa a Marte la troviamo nelle sue spine, urticanti ma anche stimolanti della circolazione (un tempo l'ortica veniva utilizzata per curare dolori articolari e artriti attraverso il contatto con la parte interessata attraverso "urticature": metodo ovviamente caduto in disuso).
L'Ortica ha un'azione stimolante, sopratutto a livello del sangue e della sua depurazione. Abbiamo detto che Ariete tende ad accumulare stress e tossine anche a livello circolatorio e del sangue: Ortica regola la circolazione, migliora la pressione, arricchisce il numero di globuli rossi e aumenta il tasso di emoglobina.
Fornisce al sangue il ferro necessario, migliora il nostro metabolismo.
Allo stesso tempo, stimola l'eliminazione delle scorie dal sangue attraverso l'aumento della diuresi.
Inoltre, Ortica è un ottimo alimento: non solo buono da mangiare, ma anche utile. Apporta vitamine, minerali, nutrienti importanti specie nei momenti di affaticamento generale, di stanchezza, di necessità di recupero.
La pianta rimedio dell'Ariete, la pianta che riequilibra i suoi stati disarmonici, è senza dubbio Achillea.
Pianta in parte mercuriale e in parte legata alla Terra, conosciuta anche per essere l'erba del guerriero. Il suo stesso nome proviene da Achille, perchè gli permise di guarire ferite mortali in guerra.
La sue energia è fredda-secca, e permette di bilanciare gli stati infiammatori determinati da un eccesso di calore. E' dunque indicata per l'eccessiva energia marziale, calda, e serve per le infiammazioni della pelle, per la febbre persistente, per i dolori che provengono da un'infiammazione.
Achillea aiuta i nati dell'Ariete sia quando sono sovraccarichi, sia quando sono nella fase discendente, magari con un accumulo di tossine nel sangue.
Achillea serve anche come emostatico: ferma le emorragie e regola lo scorrere del sangue. Riesce a liberare il calore intrappolato nel nostro organismo, attraverso la sua azione depurativa, detossinante, riequilibrante.
Achillea, infine, ricorda agli Ariete che è possibile lasciarsi andare al flusso delle cose, senza dover sempre andare oltre, e oltre, e oltre. Apporta equilibrio, insegna a dosare le forze, mantiene una perfetta omeostasi.
Vuoi sapere di più sulla tua erba Guida, oppure hai bisogno di un consiglio personalizzato:? Ricorda che puoi avere un'ora di amore (per te), sul mio sito!
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domenica, dicembre 27, 2015
Intervista con il mazzo: Nomad Tarot
Per il Solstizio mi sono regalata un bellissimo mazzo: si chiama Nomad Tarot, e puoi trovarlo in vendita da Beth, nel suo shop.
Prima di iniziare ad usarlo per le mie consulenze, l'ho messo tutta la notte sotto la luce della Luna Piena, la Notte di Natale: è arrivato da me solo pochi giorni prima. La sincronicità che ha accompagnato l'arrivo del mazzo mi ha dato indicazioni su di lui: deve proprio essere un mazzo magico, mi sono detta.
In effetti, anche la lettura che va ad esplorare le sue caratteristiche me lo ha confermato: ti va di andare a vederle insieme a me?
Ho utilizzato la stesa di Beth, come avevo già fatto in precedenza.
1. Qual è la tua caratteristica principale? La carta è il Four of Fire, che corrisponde al 4 di Bastoni. Sembra che la caratteristica principale del mazzo sia un'energia che si irradia verso l'esterno, che non può essere costretta tra quattro mura. Il 4 è simbolo di stabilità, solidità, anche di limite: associato alla suite di Bastoni, e collegato al fuoco, diventa energia in esplosione, che erompe e si irraggia da un centro pulsante.
La caratteristica principale del mazzo è collegata al Fuoco, all'energia gioiosa, alla creatività: è un mazzo che chiede di essere utilizzato!
2. Quali sono i tuoi punti di forza? La risposta ce la dà il Child of Fire, il Fante di Bastoni. I Fanti, o i Paggi, sono il germoglio della caratteristica della suite a cui appartengono: il Fante di Bastoni, collegato al Fuoco, è una scintilla vitale, creativa, emozionale. Il punto di forza del mazzo è la possibilità che dà al lettore di intuire, di creare, di avere un approccio spontaneo e puro, come un bambino che legge il suo libro preferito.
Il mazzo predispone alla lettura intuitiva, immediata, spontanea: in effetti, proprio a causa della struttura dei disegni, molto spazio viene dato all'intuizione ed alla libera interpretazione.
Un'altra carta di Fuoco, insieme alla prima e alla quarta, che vedremo dopo: il mazzo racchiude molta energia creativa, vitale, immediata.
3. Quali sono i tuoi limiti? La carta stavolta è un Arcano Maggiore, il Matto. Leggendola in collegamento con le carte precedenti, direi che non potrebbe essere più appropriata: il mazzo porta ad una lettura immediata, intuitiva, semplice. Come un bambino che si affaccia alla vita per la prima volta, ha la capacità di portare una visione pura e diretta.
Il limite può essere legato ad una troppa impulsività, che può portare ad una interpretazione affrettata e non misurata. Utilizzando il mazzo devo farmi trasportare, si, dalla sua energia fresca e spontanea, ma ricordarmi anche di analizzare con calma tutti gli aspetti della lettura.
Il limite del mazzo è legato alla sua freschezza, alla sua immediatezza. Non è un mazzo troppo cervellotico, anzi: è diretto, semplice, intuitivo.
4. Cosa puoi insegnarmi? Il Sette di Bastoni, la carta relativa all'affermazione di sè, al potere personale. Il mazzo può insegnarmi a prendere il mio posto, come lettrice di Tarocchi, e a difendere il mio modo di leggere le carte. Il mazzo può insegnarmi a prendere sicurezza con le mie letture, ed a mettere a frutto i miei talenti. A prendere una posizione, risplendendo. A mettermi in gioco, più che con altri mazzi.
Data la sua natura semplice, che lascia molto spazio all'immaginazione e all'interpretazione, il mazzo può insegnarmi a fidarmi di più del mio intuito, a prendere coscienza delle mie capacità.
5. Come posso collaborare al meglio con te? Ecco che esce Queen of Earth, la Regina di Pentacoli. Con il mazzo devo pormi in maniera semplice, diretta, concreta. La Regina di Pentacoli, o Denari, è Madre Terra: connessa con la terra, accoglie, nutre, rende le persone migliori facendole sentire meglio. Va diretta al punto, con gentilezza: ed ha un rapporto speciale con le piante e con gli animali. Il mazzo richiede che io rispecchi le caratteristiche di questa Regina, che amo molto.
La connessione con la natura e con gli animali la sento profondamente: è bellissimo sapere che il mazzo può esaltare questo mio lato, la mia natura più intima.
6. Il potenziale della nostra relazione: il Due di Coppe. Che dire di più? E' un innamoramento in piena regola. Io e questo mazzo ci siamo visti, ci siamo piaciuti subito e ci siamo raggiunti, nonostante la distanza. C'è una connessione intima, legata a molte affinità, a cose che abbiamo in comune. Parliamo lo stesso linguaggio, e se il mazzo fosse una persona sarebbe una mia intima amica.
E tu, cosa ne pensi di questo mazzo? Lo conoscevi? Hai anche tu un mazzo di cui ti sei innamorata? Scrivilo nei commenti!
mercoledì, dicembre 16, 2015
Piante Resistenti: l'agrifoglio
Ci sono piante che possono insegnarti la resistenza. Una resistenza cocciuta, testarda, pulita. Sono proprio le piante che si temprano al freddo, che fanno capolino attraverso i rami a riposo delle querce e dei castagni.
Sono piante che in primavera non vedi, anche se ci sono: diventano meno comunicative, più mimetiche. Sembrano piante come tutte le altre. Eppure, in inverno, quando il freddo punge e l'aria si fa azzurrina, si rivelano in tutta la loro bellezza.
Come se la difficoltà le facesse splendere: resistere significa esistere, per loro.
Sarà capitato anche a te. A tutti noi. Di trovare nella difficoltà una certa luce, che ci ha fatto brillare più intensamente.
Sono andata a passeggiare intorno a casa mia, l'altra mattina, e mi sono imbattuta in due piante Resistenti: l'Agrifoglio e l'Abete.
Ambedue verdissimi, spiccano sul bosco scuro. Dalle foglie compatte, aghiformi l'abete, coriacee l'agrifoglio. Stando accanto a loro puoi sentire nitido il messaggio che portano: io difendo, io resto, io esisto.
L'Agrifoglio è un amuleto vegetale dai tempi dei Romani: nei loro Saturnali, i giorni che precedevano il Solstizio di Inverno, portavano con sè ramoscelli di questa pianta, per protezione.
Le foglie lucidissime, accartocciate, spinose, rimandano alla difesa; il colore verde intenso è collegato alla speranza, e le bacche rosse portano energia solare, di fuoco, di prosperità. Evocano la rinascita del Sole.
Le bacche dell'agrifoglio sono velenose per gli uomini, ma molto gradite gli uccelli: anche in questo leggo un seme di resistenza. La pianta pensa agli animali più piccoli, che in inverno hanno meno cibo (anche se noi lasciamo sempre semi vari sul tetto della legnaia - puoi farlo anche tu, sul tuo davanzale o sul tuo terrazzino!).
E' una pianta che protegge: puoi raccogliere le foglie e sminuzzarle, una volta essiccate, e poi tenerle in un piccolo sacchettino nella tua borsa, per difenderti dalle energie negative o dalle invidie.
L'agrifoglio cresce in zone ombreggiate: non è raro vedere agrifogli dentro ai boschi, dove filtra poca luce. Allo stesso tempo, l'agrifoglio necessita di luce per crescere e svilupparsi: per questo le suo foglie hanno una colorazione verde scura, per assorbire più luce possibile. La luce che non viene assorbita viene riflessa, grazie alla lucidità delle foglie stesse, verso l'interno, verso le foglie che ricevono minor luce.
Via via che le foglie salgono sul tronco sono meno piegate, più piatte, e hanno aculei meno uncinati, più lievi. Alcuni dicono che la pianta attui una strategia difensiva: difende le sue foglie dagli animali nella parte più bassa, dove potrebbero essere mangiate. Eppure, le foglie più alte ricevono più luce: per questo sono più distese.
Quindi l'agrifoglio non è solo una pianta ostile, sulla difensiva: è anche una creatura di luce, che ricerca con ogni strategia possibile.
E' una delle poche piante che riesce a crescere nella penombra dei faggeti: inizialmente ha radici sottili, e foglie contorte al massimo, per catturare anche la più piccola stilla di luce. La pianta di solito si sviluppa sotto una pianta più grande: avrà bisogno della massima resistenza per sopravvivere, per diventare grande e forte.
l'Agrifoglio è il Re dell'Inverno. The Holly King, il Re Agrifoglio, che presiede alla parte più oscura dell'anno.
In Inghilterra, si adornano le case con i suoi rami - ma solo fino alla dodicesima notte - in onore del rinnovamento della luce, che giunge dopo il giorno più buio dell'anno, il Solstizio di Inverno.
Abbattere un agrifoglio è considerato di malagurio: e se viene potata una siepe di agrifoglio, viene sempre fatta ricrescere.
L'Agrifoglio ti protegge da tutto quello che non è Amore.
Da oggi lo osserverai in un altro modo: e sono sicura che, se ci proverai, riuscirai anche a sentire la sua voce.
E tu, conosci altre piante resistenti? Scrivimelo nei commenti!
Felice Solstizio d'Inverno!
Piccola bibliografia: Floriario, A. Cattabiani, ed. Mondadori
A druid Herbal, Ellen Evert Hopman, ed. Destiny Books
Fiori di Bach, forma e funzione, Junien BArnard, ed. tecniche nuove
lunedì, novembre 16, 2015
10 consigli per iniziare a studiare le Erbe
la mia amica Quercia
1. Stringi amicizia con un albero
Vicino alla tua casa ci sarà un albero. Sicuramente. Oppure, nel parchetto dove porti il tuo cane, o nel percorso a piedi che fai per raggiungere la tua macchina.
Siediti vicino a questo albero, semplicemente. Siediti, e ascolta.
Il mio albero è la Quercia. E' una grandissima quercia, centenaria, che cresce poco lontano da casa mia. E siccome adesso vivo (viviamo) nella casa che è stata la mia casa delle vacanze sin da quando sono nata, ho sviluppato un legame con questo albero che dura da anni e anni.
Quando vivevo a Bologna, spesso pensavo alla mia Quercia. Il vento avrebbe spezzato qualche ramo? I cinghiali avrebbero trovato di che sfamarsi, anche quest'anno, sotto alle sue grandi fronde? In primavera, fremevo per andare a trovarla. Per vedere le sue foglioline diventare da verde chiaro a verde scuro, e raccogliere le ghiande per farne bracciali e collane lunghissime.
E' stata la mia confidente sin da quando ero ragazzina. I primi baci, le dichiarazioni d'amore, i segreti scambiati con le mie amiche. Poi, più grande, la Quercia ha asciugato le mie lacrime e mi ha dato buoni consigli.
Quando eravamo piccole, con le mie amiche facevamo intrugli a base di ghiande. Le sbriciolavamo con dei sassi, e le lasciavamo tutta la notte immerse nell'acqua. La mattina dopo era pronta la pozione magica.
Crescendo, ho scoperto che con le ghiande davvero si faceva il caffè, e che la quercia è simbolo di forza, di magia, di protezione.
2. Inizia con una sola pianta.
Se ami le erbe, e vorresti iniziare a studiare le loro proprietà, ti sentirai sopraffatta dall'enorme quantità di informazioni che puoi trovare. Libri dedicate alle piante, centinaia di usi, proprietà, preparazioni...anche io all'inizio mi sono trovata di fronte ad un oceano di informazioni, compice anche il web che è un pozzo di conoscenza.
Ti consiglio di lavorare con una sola pianta, per un'intera stagione. Studiala, osservala, raccoglila. Assaggiala, falla essiccare, fanne tisane e altre preparazioni erboristiche.
Ovviamente lavorerai anche con altre piante, ma scegline una da approfondire, da conoscere intimamente. Ti insegnerà moltissimo.
3. Fai crescere qualcosa
Puoi scegliere un fiore, una pianta grassa, o una piantina di pomodori. Il basilico sul balcone, la menta, oppure un bel cespuglio di lavanda. Spargi semi intorno alla tua casa, nei vasi, ovunque tu possa farlo. Studia come si comporta la pianta; ha bisogno di acqua, di sole, di ombra? Che cosa ti comunica? Quando ti va parla con lei. Chiacchiera con le tue piante, condividi con loro i tuoi pensieri, chiedi loro come stanno, se hanno avuto una buona giornata. Apri il tuo cuore a ciò che stai facendo crescere.
Far crescere una piantina è un gesto importante. Serve a creare una relazione tra te e il mondo vegetale, e ad imparare in Parte il suo linguaggio. se scegli piante che danno frutti commestibili, puoi provare la gioia di far crescere qualcosa che poi cucinerai, continuando il ciclo di amore e generosità che ci insegnano i nostri alleati vegetali.
4. Scopri la presenza delle piante nella tua vita (ed invitale a farne parte)
Dalle insalate alle tisane, per finire con quella crema alla Calendula della quale non puoi fare a meno, le piante sono parte integrante della nostra vita. Cercale, scoprile, interessati a loro. Studia le proprietà delle piante che usi più spesso: il caffè, il tè, le spezie. Annusale, cucinale, trasformale; fanne esperienza.
Ti stupirà la loro generosità, la loro capacità di donarsi totalmente, completamente.
5. Metti le mani in pasta
Sperimenta. Prova a creare la tua miscela di erbe, la tua tisana preferita. Oppure metti fiori a macerare nell'olio, per farne un oleolito. Chiedi alla tua nonna, oppure agli anziani che conosci, come fare un unguento, o una pomata. Utilizza internet, e prova a fare una semplice ricetta erboristica.
La pratica è un lato indispensabile per iniziare il cammino da erborista. Puoi inventare una nuova formula, e fare tentativi finchè non ti soddisfa. E poi puoi regalarla a chi ami: un concentrato di amore e natura. Bello, no?
unguento appena fatto!
6. Leggi di erbe, storia e scienza
Ci sono molti liberi che trattano di erbe: i miei preferiti sono quelli che lo fanno non solo da un punto di vista teorico ma anche pratico. Sfoglia libri, erbari, libri di botanica e di fitoterapia; e leggi, leggi molto. Leggendo abbiamo la possibilità di vedere le piante sotto ad un punto di vista più tecnico, forse, ma utile anche per la nostra pratica.
I miei libri preferiti sono tutti quelli di Rosemary Gladstar (in inglese), ma anche Florario, di Cattabiani, e l'insostituibile Medicina Tradizionale Mediterranea, di Giannelli. Un altro validissimo libro (da avere) è il Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, della Campanini.
7. Parla con le persone che utilizzano le erbe
A partire della ricetta per i biscotti con i semi di anice del tuo nonno (il mio li faceva buonissimi), per arrivare alla bevanda rinfrescante che prepara il tuo vicino in estate: chiedi, informati, parla delle erbe e fatti insegnare da chi le utilizza già.
Parla con il tuo erborista - io amo le mie clienti che si interessano di erbe, che mi fanno domande, che vogliono approfondire- e con la zia che si prepara l'olio di Iperico ogni estate, per mantenere la pelle giovane e sana. Puoi trovare persone con cui scambiare due chiacchiere sulle erbe davvero ovunque!
8. Utilizza i tuoi sensi, tutti
Per conoscere bene le piante è importante assaporarle, osservarle molto bene, annusarle, toccarle e ascoltare il loro suono. Anche il nostro sesto senso può aiutarci moltissimo: quando ti trovi vicina ad un pianta, utilizza tutti i tuoi sensi. Possono darti molte informazioni sulla piantina in questione: ti ricorderai meglio le sue proprietà perchè la avrai conosciuto davvero sotto ogni punto di vista.
la mia Lavanda, in Estate
Lo scorrere delle stagioni, la vicinanza di corsi di acqua, oppure l'influenza di una pianta vicina ad un'altra pianta: tutto fa parte dell'ambiente naturale, e del mondo vegetale nello specifico. Impara ad osservare la natura che ti circonda, e se vivi in città prendi l'abitudine di fare piccole o grandi passeggiate dove puoi trovare alberi, fiori, foglie, erba. Quando vivevo a Bologna, nel centro storico della città, una volta alla settimana prendevo l'autobus e andavo al parco Talon, una picola oasi naturale vicina. Ogni sera facevo una passeggiata nel parchetto vicino casa, passando attraverso ad un cantiere dismesso.
Anche lì ho avuto splendidi incontri vegetali: uno dei più belli è stato un narciso spontaneo, nato dentro la carcassa di un motorino abbandonato.
10. Aspettati di incontrare un lato magico, e assaporalo con gioia
Viviamo in un mondo assai ricco, contornato da piante strane, animali fantastici e tutta una natura selvaggia da scoprire. Nel tuo studio incontrerai molte cose che risuoneranno in te come sincroniche, in qualche modo particolari.
Il sentiero delle Erbe ti spinge ad addentrarti anche nel folto del bosco, in serre esotiche, oppure ai lati di stradine di campagna, per scovare erbe curative o semplicemente belle da vedere, da accarezzare, da annusare.
E via via che impari, ti accorgi che sei solo all'inizio.
Goditi tutto il viaggio, ogni tappa porta con sè doni magici e meravigliosi!
Rosa Canina raccolta nel bosco di fronte a casa
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martedì, ottobre 27, 2015
Il Rosmarino è per il ricordo
Tra pochi giorni è di nuovo il 31 Ottobre, Samhain. Un altro giro di Ruota si è compiuto: come il bosco che si prepara al riposo invernale, abbiamo desiderio di stare in casa, con la stufa accesa ed una tazza di tisana fumante tra le mani. Per sognare e progettare il futuro, e attendere i frutti di quello che abbiamo seminato.
Stamattina ho scelto dal mio nuovo mazzo (The Fairy Lights Tarot di Lucia Mattioli) la carta che associo a questo periodo dell'anno: il 7 di Denari. In questo mazzo così delicato e particolare, ogni carta ha una sua metà, nella quale la scena continua e si espande. Per questa carta è il 2 di Bastoni: in effetti, fanno una coppia ben assortita.
Il 7 di Denari è la carta dell'attesa: hai seminato i tuoi talenti, i tuoi sogni, e adesso devi attendere per vederne i risultati. La zucca che svuoti per la cena di Halloween ha moltissimi semi. Anche questi daranno i loro frutti, ma non puoi forzare la Natura per raccoglierli prima del tempo.
Puoi prenderti una pausa, adesso. Valutare tutte le tue azioni, e decidere se cambiare qualcosa, oppure continuare su quella strada. E' tempo di fare provviste,uscire nel bosco per raccogliere castagne e mangiarle insieme agli amici, durante una merenda autunnale.
E' anche un buon momento per rivalutare le tue decisioni: sono quelle giuste? Puoi vedere la situazione sotto un altro punto di vista?
E' la carta della pazienza. Io ne devo fare incetta: ne sono quasi sempre sprovvista, ma cerco di apprenderla dalle piante che mi circondano: ogni giorno cadono le foglie che devono cadere, mentre le altre si colorano di rosso, bruno, verde profondo. Non hanno fretta. Fanno il loro tempo.
Il 2 di Bastoni ci parla della progettualità dell'azione. L'uomo che nella notte si avventura nel deserto sta iniziando un'avventura. Deve avere fiducia in sè stesso e nelle sue capacità, e osservare bene ciò che ha attorno.
La decisione che prendi è importante: segui il tuo ritmo, non aver paura di essere anticonformista. E' la tua natura che può indirizzarti verso la strada migliore.
Dopo un lungo viaggio portiamo sempre a casa dei nuovi semi. Diamo loro il tempo di germogliare nella terra scura; teniamoli al sicuro, dentro di noi. Durante l'inverno andranno nutriti e resi unici, grazie ai nostri talenti.
Il Rosmarino è una pianta molto legata a questi giorni, per me. Mi rimanda all'estate con il suo profumo balsamico, ma la forma delle sue foglie, piccoli aghi, mi ricorda l'abete, il Natale, l'inverno. Il potere balsamico delle sue foglie lo rende indispensabile anche in questa stagione: al primo raffreddore, i suoi aghi utilizzati in un suffimigio aiutano a liberare il naso, e diffondono nell'aria di casa proprietà antibatteriche.
E' una pianta forte: saldamente ancorata a terra, se ben protetta riesce a passare anche gli inverni più freddi.
Il Rosmarino è collegato al ricordo: protegge il nostro passato, ci collega ai nostri antenati. In questi giorni, quando il velo diventa più sottile, sentiamo più vicini i nostri cari che non sono più con noi. Il profumo del Rosmarino ci conforta nella loro assenza; è il profumo delle estati felici, ma anche dei pranzi della domenica, insieme alle patate arrosto. E' profumo di casa.
E' una delle piante che Ofelia ha raccolto prima di partire per il mondo Altro; per il viaggio, per il ricordo.
Nonno, un anno fa te ne sei andato. Ma rimani in me, con me. Le foglie quest'anno sono più colorate, e ho raccolto un cesto intero di pigne per accendere il fuoco, come facevi tu. Sei in tutti i miei gesti, perchè il ricordo che ci lasciano i nostri cari è l'eredità viva che possiamo sperimentare, ogni giorno, per trasformare i semi in nuovi frutti.
lunedì, settembre 28, 2015
La parola dei Semplici
Solidago Virga Aurea pronta per essere immersa nell'olio
Prima di iniziare il cammino delle Erbe, mi chiedevo: come farò a imparare tutte quelle piante? E le funzioni, le proprietà, gli usi...
Ai nostri tempi sono rare le mamme, le zie o le nonne che possono insegnarci l'arte delle erbe.
Le mie due nonne hanno messo semi luminosi in me; fin da piccola conoscevo i nomi dei fiori del giardino della mia nonna materna, e la aiutavo a frantumare i gusci delle uova per concimare la terra dei vasini. Poi, più grande, ho avuto la mia nonna paterna con me nell'orto, ad insegnarmi a togliere le erbacce, a porre le piantine a terra, a zappettare intorno alle radici per far penetrare bene l'acqua.
La mia nonna paterna mi ha anche insegnatoa riconoscere e utilizzare qualche erba: la nepetella, la fanellina, la menta piperita, la vitalba e gli asparagi selvatici. E mi ritengo molto fortunata.
Perchè dalle mie nonne ho imparato anche che le Erbe hanno una voce semplice. Non per niente le erbe officinali erano chiamate proprio così: Semplici.
Il metodo che preferisco come approccio alla fitoterapia è quello di mescolare semplicità e scienza. Grazie agli studi che ho fatto so quali composti chimici sono attivi dentro le piante, ma in parte mi lascio guidare anche dalla voce dei Semplici, e non solo dalla scienza.
oleolito di Ginepro in preparazione
Gli anziani utilizzavano le erbe che crescevano intorno alle loro case, nei luoghi dove vivevano . E annusandole, assaggiandole, toccandole e osservandole ascoltavano la loro voce. Tutta la Signatura, il metodo per cui si determinava una proprietà della pianta attraverso i sensi, attinge a questo comportamento, a questa esperienza. E molto spesso semplicità e scienza si trovano in accordo: quello che il raccoglitore intuiva attraverso l'esperienza sensoriale della pianta il chimico lo verifica poi in laboratorio.
Il mio percorso è al margine tra i due punti di vista: credo che unire l'approccio Semplice agli studi e alla ricerca sia la chiave della saggezza e della conoscenza.
Perchè i primi maestri sono proprio le piante stesse. Loro non possono dirci quante vitamine e minerali contengono, oppure quali sono i loro costituenti chimici, ma possono parlarci della bellezza e della forza della vita, dell'immediatezza della Natura, del valore del dono.
Se ti metti ad osservare una piantina, da quando nasce a quando diventa grande, oppure se fai una passeggiata nel bosco e ti fermi ad osservare la perfezione delle bacche di Rosa Canina, il giallo invadente della Verga d'Oro, le foglie di Menta ancora profumate, ti ritrovi in uno stato di pace, di armonia, di gioia.
La comunicazione con le piante ci pone davvero a tu per tu con la nostra intuizione più profonda.
Ci sono libri e libri di erbe e di erboristeria, e io sono la prima a comprarne sempre uno in più. Ma ho capito, nel tempo, che restare in casa a studiare non basta. Non ti mette davvero in contatto con le piante: loro hanno bisogno che tu esca di casa e vada ad incontrarle, fuori, lungo un fiume o dentro il bosco, ma anche in un parco cittadino o lungo una strada poco trafficata.
Anche quando ti prepari una tisana, entri in contatto con le erbe, con la loro forza e con il loro messaggio. Annusa il profumo della tua tisana, aspetta il momento giusto, senti come la tazza ti scalda le mani e il cuore. Loro si donano a noi, e noi siamo grate per accoglierle, con il loro messaggio e il loro effetto benefico.
Ieri siamo andati a Siena, tra le sue dolci colline, passando per l'autostrada. Ci siamo fermati al casello per far sgranchire la cucciola, e mi sono stupita per la varietà di piante che vivevano lì, in un pezzettino di aiuola all'uscita Firenze Impruneta. Malva, portulaca, cicoria, farinaccio, mentuccia.
Le erbe sono coraggiose, e ci insegnano a non mollare. Anche se la situazione esterna sembra sfavorevole, non dimentichiamoci mai che la potenza del seme, la potenza della vita, è più forte di qualsiasi altra cosa.
VI di Pentacoli: donare e ricevere, luce ed ombra, potere e silenzio.
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