martedì, aprile 26, 2016

La mia storia (d'amore) con Erbe e Tarocchi



Sto seguendo un percorso molto ispirante, creato da Gioia, per re-innamorarsi del proprio business. Ispira già dal titolo: si chiama #lunadimielebiz (se non sei ancora iscritta, fallo subito!)e prevede una piccola lettera d'amore al giorno, con compiti davvero utili.
Uno di questi era dedicato allo scrivere un post, sul come ti sei innamorata di ciò che fai: perchè faccio l'erborista/alchimista? Come sono arrivata fino a qui, e quando è scattata la scintilla?




Devo tornare molto indietro, per quanto mi riguarda. Torno ad un pomeriggio di primavera, ero dalla mia nonna ed a trovarla c'era suo fratello, lo zio Sveno. Me lo ricordo come un signore gentile, alto e magro, con un bellissimo sorriso. Lo zio Sveno mi leggeva sempre una pagina del mio inseparabile Diario delle Giovani Marmotte: c'era un orologio, disegnato come un cerchio, ed al posto delle ore erano disegnati dei fiori: ad ogni ora il suo fiore, a seconda del periodo del giorno in cui sbocciava.

Il mio preferito era la Bella di Notte: chiedevo sempre allo zio di raccontarmi la storia di quel fiore misterioso, che si apriva a mezzanotte.

Il mio amore, viscerale, per le piante è nato lì, a casa di mia nonna, che era una grande giardiniera. Parlava con le sue rose, e aveva sempre fiori colorati sui davanzali. Con lei ho imparato a mettere i semini nella terra, e a mangiare il richiccolo, la resina dolce degli albicocchi che aveva in giardino.

La mia nonna materna, che è morta a Novembre di questo anno: qualche giorno prima che morisse l'ho sognata. Mi ha guardata, e mi ha detto una sola cosa, prima di andare: prenditi cura delle Piante.





So che prendermi cura delle persone attraverso le piante, e stabilire un rapporto speciale con esse, fa parte della mia missione: ho sempre sentito un legame speciale con il mondo vegetale, un legame che mi ha spinta a trasferirmi dalla mia amata Bologna qui sui monti, per vivere immersa nel grembo di Madre Natura.

Il richiamo, fortissimo, delle piante e della cura attraverso queste io l'ho sentito netto un pomeriggio, d'estate stavolta, in macchina con la mia amica Francesca: tornavamo da alcune prove in teatro, e io le dissi "Fra, mi sa che io mollo tutto e mi iscrivo a Tecniche Erboristiche"..

Così è iniziato il mio percorso universitario, dove ho conosciuto le piante sotto un altro aspetto:quello medico, scientifico, che si integra perfettamente con la mia visione analogica della natura.

Da figlia di medici, credo (come Rosemary Gladstar) che erboristeria e medicina siano migliori quando si completano a vicenda, quando riescono a lavorare insieme, senza escludersi, ma potenziandosi.



E le Carte? Anche qui, devo l'amore per i simboli magici delle carte a mio nonno. Grande mente logica, amava molto fare i solitari: da piccola ne sapevo già una decina, e mi divertivo con il nonno a scoprire le carte, ad indovinare che carta potesse esserci sotto, a fare somme, sottrazioni, ed a dare vita e parola alle figure delle carte. La Regina di Cuori, il Re di Picche, i Cavalieri con gli occhi azzurri, erano tutti personaggi fantastici, compagni di storie che mi raccontavo.

E quelle storie ho iniziato, da ragazzina, a raccontarle agli altri: attraverso un metodo che mi ero inventata da sola, leggevo le carte da gioco, intrecciandole agli amori estivi, alle merende con gli estatè, alle arrampicate sugli alberi.

Poi, sono venuta a contatto con i Tarocchi. E li ho studiati, disegnati, letti e riletti: mi sono appassionata, poi li ho mollati per anni, mentre ero attrice e portavo in scena gli archetipi dei Tarocchi stessi, senza rendermene conto.
Fino a riprendere i mazzi in mano, prima per fare le carte alle amiche, poi per usarli come strumento di consapevolezza del Sè.

Ho mescolato tutto, scienza ed intuizione, e anche grazie al corso fatto con Gioia Gottini sono riuscita a definire bene cosa voglio fare, come posso aiutarti, e come vivere la mia storia d'amore ogni giorno, al cento per cento.

Ogni volta che mescolo un mazzo di carte, e accendo un incenso, e ascolto la voce di una pianta, lo faccio sperando di ispirare e aiutare chi mi richiede una consulenza: è un grande onore, poter aiutare le persone, e riuscirci è la migliore dichiarazione d'amore che possa ricevere.


Quindi, grazie: perchè se la mia storia d'amore con il mio biz funziona così bene, è anche merito tuo.


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venerdì, aprile 01, 2016

Guardo le cose da vicino



Sono molto miope, chi mi conosce bene lo sa. Se incontro qualcuno per la strada, raramente lo saluto, meritandomi così l'attributo di  snob. E invece, ehi ragazzi, io non vi vedo! A meno che non vi sbracciate, facendo segni ampi e ben riconoscibili: in quel caso vi saluto. Ma può anche capitare che, una volta vicini, io non vi riconosca. Non sono affatto fisionomista: una cosa davvero imbarazzante. Più di una volta ho sbagliato nome, faccia, ricordo.
Ho sempre dato la colpa di tutto questo alla mia attitudine da miope: noi vediamo bene le cose da vicino.
Un miope da lontano vede solo nebbia: se poi sei miope come lo sono io, vedi nebbia fino a 10 centimetri da te(sempre sia lodato l'inventore delle lenti a contatto!).




Forse è per questo motivo che le piante mi piacciono così tanto: per riconoscerle devi avvicinarti. Devi chinarti, accarezzarle, annusarle. A volte assaggiarle, per capire bene il loro messaggio. Le piante richiedono una particolare dedizione.

L'etimologia della parola stessa, dedizione, viene da dedo che significa anche arrendersi (senza colpo ferire). Se osservi una cosa da vicino, e nel mio caso una pianta, ad un certo punto devi arrenderti.

Arrenderti alla bellezza di ciò che vedi, alla forma, al profumo.



Prova ad osservare una pianta senza nessun giudizio: osservala e rimani fedele alla sua forma, al suo colore. 

Come sono le foglie? Morbide, venate, a punta o a cuore? E il fiore? Piccolo e bianco, lunare, oppure giallo o arancio come il sole? E il profumo? E' una pianta comunicativa, vuole dirti qualcosa? Oppure preferisce starsene in silenzio, ad osservare?

Prova ad uscire di casa con un taccuino, e vai in un parco, in campagna, oppure a fare una passeggiata in un bosco. Se vedi una pianta che ti colpisce, avvicinati a lei, e osservala bene. Da vicino.  Prova a conoscere la tua piantina attraverso il tatto, la vista, l'odorato. Magari disegnala sul tuo quaderno: così la osserverai ancora meglio, e vedrai tutti i suoi dettagli. Ritroverai in lei la forma fedele della sua anima.

Per mettersi in comunicazione con una pianta, dobbiamo abbattere le nostre difese: entrare in contatto con un altro essere vivente, di una specie diversa, implica lasciare da parte la parola-il nostro primo veicolo di comunicazione-e anche i gesti, le espressioni del viso. Dobbiamo metterci su di un livello diverso, che a me piace chiamare di dedizione.

Arrendersi, senza colpo ferire. Accogliere, osservare, imparare.
Dentro ad un fiore c'è un mondo intero!





E tu, a cosa vuoi dedicarti nei prossimi giorni? Scrivimelo nei commenti!

Se vuoi conoscere la tua Pianta Guida (per poi andarla a cercare nei boschi), qui trovi la mia offerta per te.

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giovedì, marzo 10, 2016

Il coraggio di seguire la tua strada




All'inizio dell'anno ho fatto una stesa generale, in cui ho estratto una carta per ogni mese. La mia carta per il mese di Marzo è l'Otto di Coppe: una carta che nasconde un significato duplice, una carta interessante, che mi emoziona.

Molto spesso nella carta troviamo una figura che si allontana dalle sue Coppe: Anna K ci mostra anche il volto della persona che se ne va. Un uomo, vestito con un mantello, con uno zaino in spalla, sta per affrontare un lungo viaggio. Lascia alle sue spalle otto coppe colme di vino-simbolo dell'amore, forse- e una casa confortevole, calda, accogliente. Lascia dietro di sè una coppia che si abbraccia: forse è il riflesso della sua vecchia vita. Lascia alle sue spalle la sicurezza, la casa, il rifugio nel  quale è solito tornare, per incamminarsi verso il blu profondo di ciò che è ancora sconosciuto, sotto alla luce della Luna.


Anche nei Tarocchi di Robin Wood vediamo una figura che si allontana da otto coppe dorate:  il mantello svolazzante, un bastone con amuleti per proteggere il viaggio, la Luna che splende. Le coppe sono disposte in modo da evidenziare una discontinuità nell'armonia delle file: sembra che ne manchi una. Forse il punto di partenza del viaggio sta proprio in quella coppa che sembra assente: manca qualcosa, c'è la necessità di una ricerca, di approfondire, di scoprire cose che ancora non si conoscono. 

Nella carta dell'Otto di Coppe io vedo due grandi temi: uno è la perdita, l'altro è la necessità di cambiare strada e di vivere una nuova avventura.
Il dolore per qualcosa che si lascia è evidente, nei disegni: è come quando ti rendi conto che da una certa situazione non puoi più tirare fuori un ragno dal buco. Le cose, a volte, non si possono cambiare, e vanno accettate per come sono.

Ma l'accettazione dell'Otto di Coppe prevede una rivoluzione personale: non è una resa agli eventi, ma ti mostra la tua vera strada, il tuo percorso individuale. E' il momento di lasciar andare le vecchie abitudini, i soliti schemi mentali e volgersi verso nuovi approcci, scendendo in profondità.

Il viaggio dell'uomo incappucciato si prospetta come una vera avventura: sappiamo che ne tornerà diverso, cresciuto, arricchito, anche se ci saranno pericoli e momenti difficili.
Nell'Otto di Coppe è contenuta la forza di trattenere le lacrime, perchè altrimenti non vedi dove mettere i piedi sul tuo nuovo sentiero; il coraggio di guardare avanti, nonostante il passato sia ancora doloroso; la capacità di sfruttare le situazioni difficili utilizzando il vento contrario e, anzi, lasciandosi trasporare da questo verso una nuova spiaggia.


L'uomo in cammino dei Chrysalis Tarot assomiglia all'Eremita: sta compiendo un viaggio interiore, e dunque non può tornare indietro. Mi ricorda un gioco che facevamo da piccole: non si potevano fare un determinato numero di passi indietro, altrimenti avremmo visto un mostro. 
Il significato simbolico del gioco è quello della carta: nel lavoro interiore, nella crescita spirituale non si torna mai indietro. I nostri passi seguono una spirale, e anche se ripassiamo dagli stessi punti o nodi del passato, ci torniamo cambiate, arricchite dal nostro presente. La via che lascia il personaggio è costellata di specchi: rifletterebbero ciò che si è perduto, una visione del passato che non ci appertiene più.



Gli Shadowscape Tarot rappresentano l'Otto di Coppe come una creatura acquatica, che lascia dietro il superfluo portando con sè solo l'indispensabile: con una piccola luce lei si immerge nella profondità del suo mare interiore, per attingere a nuovi significati ed abbandonare i vecchi schemi mentali. 

E' il momento di compiere una scelta: non sarà facile, perchè qualcosa lascerai indietro, ma il cammino verso ciò che non conosci nasconde risorse che ti faranno crescere, rendendoti più saggia e più consapevole.

Continuare ad osservare il passato e ciò che avevi ti impedisce di accogliere il futuro.


"Keeping my head up, looking forward
Reminiscing will get you nowhere
Never say never, starting over
It's not perfect but it's getting closer

I will hold back tears
So I can move in the right direction
I have faced my fears
Now I can move in the right direction"

(Gossip - Move in the right direction)
Grazie Beth per l'ispirazione 

Vuoi una mia lettura personale?  Qui trovi le mie offerte!



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mercoledì, marzo 02, 2016

Le Piante del Toro





Ho visto poche volte un Toro da vicino. Durante le passeggiate in alta montagna, più alta rispetto a  dove abitiamo, capita di imbattersi in pascoli di mucche, placide, che mangiano l'erba e prendono il sole. A volte nel gruppo c'è il Toro: fiero, cornuto, vibrante. Non nego che mi incute un certo timore: di fronte ad un Toro percepisci davvero la natura selvaggia!

Come l'animale da cui prende il nome, anche il Toro dello Zodiaco è l'incarnazione della Natura: Venere di Terra si riflette nel segno, donando amore per ciò che è terreno, godibile, piacevole. Le persone del Toro amano la vita, pienamente. Hanno il dono di sapersi godere il momento, e di trasmettere un senso di accoglienza e di piacere a chi hanno attorno.

Amano cucinare, mangiare, fare l'amore. Vivono appieno i piaceri della vita, che si rispecchiano nel loro legame speciale con la Terra. Non ha fretta, la gente del Toro. Aspetta, e nell'attesa si gode il momento.Il Toro pondera, e nel mentre sgranocchia un fiore di Nasturzio.

Il periodo del Toro viene dopo l'energia competitiva e marziale dell'Ariete: la Natura adesso ha terminato la sua spinta ascensionale, e si gode l'armonia delle forme relativa a  Venere: i fiori si aprono, la Primavera è in fiore, il richiamo erotico è ovunque.

Gli uccellini cinguettano: non per niente il Toro è collegato alla gola. Da una parte intesa come collegamento con il cibo: il Toro ama la buona tavola, e forse più di ogni altro segno deve stare attento a ciò che mangia; dall'altra parte, gola come collegamento con il fuori, cavità che porta la voce e il messaggio dei Gemelli nel mondo, mezzo attraverso il quale fluisce il pensiero.

Le persone del Toro, infatti, possono incorrere in problematiche relative o ad una certa ostinazione, o chiusura mentale, proprio perchè stanno bene dove sono e sono poco inclini a spostarsi (metaforicamente o non); oppure a problematiche metaboliche, date dall'assorbimento disequilibrato del cibo. Ancora, possono incorrere in problemi dovuti al ristagno, al trattenere troppo, sia dal punto di vista fisico che mentale: allora sceglieremo piante capaci di drenare, di far fluire, di alleggerire l'energia del Toro.

La Pianta Guida per il segno del Toro è la Rosa: Venere nella su massima espressione terrena.



La Rosa, che sia Canina o Damascena - varietà utilizzate in fitoterapia- contiene l'energia armonica di Venere, equilibrata da un segno di Marte. Da una parte è ottima per la pelle: sfiamma, lenisce, compatta, rende la pelle elastica. Profuma, ed il suo profumo apre il cuore, disponendolo al piacere dei sensi. Leggermente afrodisiaca, nutre la parte voluttuaria del nostro essere, dove il Toro si sente davvero riconosciuto. 

Dall'altra, ricchissima di vitamina C, aiuta nelle malattie da raffreddamento, alza le difese immunitarie, e aiuta durante la stagione invernale: le sue bacche, rosse come vuole Marte, sono concentrati vitaminici che ci aiutano nella stagione fredda.

L'olio essenziale di Rosa calma, ti fa stare presente, nel momento, attenta alle piccole cose: regala la vera essenza del Toro, la sua placidità, l'essere attento e vigile nell'attimo. La sua semplicità, un talento da riscoprire.

La Pianta Rimedio, che va ad equilibrare il Toro disarmonico, è per me il Tiglio.


Pianta dalla funzionalità primaria che appartiene a Giove, ed in secondo luogo a Venere e Mercurio, agendo dunque su fegato-vene-ipofisi e sul sistema linfatico e nervoso, ha in sè anche la potenzialità del Toro, per il benefico effetto sulla gola, la laringe e i fenomeni che interessano l'apparato oro-faringeo.

Di solito utilizzato come calmante, il Tiglio possiede altre qualità, anche più sottili. E' un albero che insegna a lasciar fluire: riduce tutto ciò che blocca il libero scorrere, sia esso dei pensieri o dei liquidi del nostro corpo. 
Calma e distende i nervi eliminando la dispersione di energia dovuta alla tensione nervosa, e anche utilizzato nell'acqua del bagno porta serenità e dolcezza, preparando ad una notte tranquilla. 

Agisce anche sulla circolazione sanguigna, andando a fluidificare il plasma sanguigno, la linfa, i liquidi interstiziali e la secrezione biliare.

I fiori di Tiglio vengono utilizzati nella medicina popolare per prevenire la pressione alta e l'arteriosclerosi, conseguenza in parte di una certa stasi emotiva, alla quale abbiamo visto il Toro può tendere, se in disequilibrio.

Le persone del Toro sono di indole pacata: ma, se si arrabbiano, tendono a "vedere rosso": il Tiglio apporterà quindi calma e centratura, impedendo di lasciarsi trasportare troppo dal fiume della rabbia.

E' interessante notare che le foglie di Tiglio venivano utilizzate come foraggio, probabilmente anche per mucche e tori. 

Vuoi saperne di più sulle Piante, sulle Stelle e sul loro collegamento con la fitoterapia? Ricordati del mio corso Erbe&Stelle! Entro la fine dell'estate lo troverai anche online :)




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lunedì, febbraio 08, 2016

Il Cipresso, l'Eremita, e la Primula d' Acqua





Galbuli di Cipresso appena raccolti

Sabato mattina sul Poggio era una bellissima giornata. Io ed Hero siamo usciti per una lunga passeggiata: abbiamo visto i primi crochi spuntare sotto la Quercia, esplorato la piccola capanna di legno che hanno costruito i bambini qui sotto (e dove lascerò mandala di fiori, in omaggio alle Fate), e ci siamo trovati davanti lo sfalcio di un altissimo cipresso. Rami enormi, ammassati da una parte, in attesa di essere lavorati o smaltiti. Ma ehi, su quei rami c'erano moltissimi galbuli, ricchi di olio essenziale, profumati e pronti da raccogliere!

Li ho già messi in un barattolo, dopo averli contusi e averli ricoperti di olio di Girasole: ne produrrò un Oleolito che ha il compito di aiutare in caso di flebiti, vene varicose, cellulite.

Il Cipresso è una pianta strettamente legata a Saturno, il pianeta che ti insegna il valore del tempo, l'importanza del tagliare con ciò che è vecchio, che spinge al rinnovamento. Saturno contrae, assesta, sfronda. Per questo il Cipresso ha proprietà vasocostrittori, astringenti, tonificanti a livello venoso.
In lui Saturno insegna a contenere, ad essere essenziali. Hai mai guardato da vicino le foglie del Cipresso? Sono piccole squame, anch'esse ridotte all'essenza, al minimo. Pianta collegata alla Terra, ma anche al Fuoco per la sua forma di verde fiammella.
Sono bellissimi, i Cipressi: lunghe fiamme verdi tese verso il cielo. Le loro radici seguono la forma della chioma, e scendono in profondità, a fittone, senza espandersi ma andando diritte al cuore della Terra.

Il Cipresso connette la Terra al Cielo, con una fiamma che va a curare gli spasmi, lenisce, sfiamma.


immagine via Pinterest

Io associo al Cipresso la carta dell'Eremita, il numero IX degli Arcani Maggiori. Innanzitutto, la fiammella della lanterna dell'Eremita è la fiamma stessa del Cipresso: una fiamma interna, che resta accesa grazie alla necessità della ricerca. Il desiderio di conoscenza, il proseguire passo dopo passo per diventare ciò che sei:  è lì che ti accompagna l'Eremita, in un viaggio che è solitario per definizione.


The Hooded Man (The Hermit) -  from the "Wildwood Tarot"

L'Eremita è concentrato in sè, nella sua ricerca interiore. Ha bisogno di una risposta, sa che per trovarla dovrà affrontare un viaggio: scendere nella profondità di se stesso, come fa il Cipresso con le sue radici. Nella Carta "The Wildwood Tarot" l'Eremita illumina un piccolo uccellino: lo vedo come il messaggio dell'Aria, la nuova ispirazione, la leggerezza dell'intuizione. C'è una porta, poco lontano: ma per entrare in contatto con la verità c'è bisogno di lasciare la tua zona di comfort, avventurarsi nella neve, camminare lentamente senza perdere di vista l'obbiettivo.


L'Eremita ti suggerisce di passare del tempo da sola, per riordinare i pensieri e per connetterti con la parte profonda di te stessa: è lì che risiede la risposta che cerchi.

A volte si ha bisogno di stare da soli, di non condividere, di riflettere: gli spazi solitari sono un balsamo per la libertà individuale. Io sono una persona molto socievole: ho tante amiche, amo parlare con loro, prendere il tè, leggere le Carte, dare buoni consigli, ascoltare. Eppure, ho anche necessità di isolarmi, a volte, di studiare, stare a casa, passeggiare nel bosco da sola, godermi appieno la solitudine, rinfrancata dal contatto con le piante e con gli animali.

Nei giorni passati ho conseguito il Secondo Livello del Corso di Formazione per diventare Consulente Certificato dal Bach Centre : sto approfondendo lo studio e la pratica dei Fiori di Bach.

Voglio provare ad associare un fiore al Cipresso ed al messaggio dell'Eremita: e scelgo Water Violet, un fiore a me molto caro, perchè sento di avere molto in comune con lui.


Hottonia palustris

Water Violet, la primula d'acqua, è una piantina abbastanza rara: predilige zone non inquinate, non ama la competizione e dunque ha deciso di crescere e prosperare nell'acqua, e non sulla terra. Come chi ama rifugiarsi nella propria casa, magari in compagnia dei suoi gatti (o cani!) e di libri per studiare, leggere e sognare, anche la primula d'acqua si ritira nel suo mondo acquatico: eppure, io vedo nella scelta dell'acqua anche la ricerca alla connessione con un'altra dimensione. Water Violet sceglie il contatto diretto con ciò che è sacro, magico, onirico, così come ci insegna il Cipresso, e così come sviluppa l'Eremita nella sua ricerca.

Le radici di Water Violet sono fragili, e la pianta assorbe acqua dalle foglie, dal fusto e da tutte le parti a contatto con l'acqua, che fungono da piccole spugne. E' dunque una pianta profondamente libera, individualista, non ancorata al passato. Qui io ci sento un legame anche con il segno dell'Acquario, il suo essere necessariamente libero, non legato in nessun modo. 
In estate, quando il livello dell'acqua si abbassa, Water Violet ancora le sue radici al terreno, e difende la sua posizione: ecco il comportamento positivo della piantina! Le radici si infilano saldamente nel fango, e la pianta fa crescere foglie intorno per non far avvicinare troppo alte piante che potrebbero competere. E' dunque una piantina che sa rapportarsi con la realtà, adattarsi alle nuove situazioni, ma riesce a mantenere un suo spazio di libertà individuale importante.

Edward Bach scriveva: ...la splendida Water Violet, che galleggia tanto libera sulla superficie dei nostri corsi d'acqua più puri, vi aiuterà...a restare assolutamente soli al mondo, a provare la gioia intensa della libertà totale.

Vuoi saperne di più sui legami che intercorrono tra Erbe e Tarocchi? Tieni d'occhio il mio corso Erbe&Carte, nei prossimi mesi sarà disponibile anche online!


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lunedì, gennaio 18, 2016

ErbeStelle - Ariete


Con questo post inauguro una piccola rubrica, dedicata ai segni zodiacali e alle piante ed esse collegate. Di pari passo con i miei corsi di ErbeIntuizione, voglio proporvi suggestioni e associazioni relative ad ogni segno.
Potete trovare tutti i segni, via via che li affronterò, cliccando sulla categoria "ErbeStelle".
Ricordo che le piante che ho scelto sono frutto di un'opinione personale, e che prima del loro utilizzo è sempre consigliato chiedere al vostro erborista di fiducia.

Iniziamo con l'Ariete, perchè è il primo segno dello Zodiaco, ma anche perchè la sua energia, strettamente collegata all'emergere, al nascere, al nuovo inizio, possa essere davvero di buon auspicio per questo 2016, che si preannuncia già ricco di novità.



Elemento: Fuoco
Pianeta: Marte
Stagione: Primavera
Direzione: Sud

L'Ariete è strettamente connesso con l'elemento Fuoco, sia per la dominanza di Marte, che caratterizza il segno, sia per la sua associazione con la Bile Gialla, secondo la Medicina Tradizionale. La Bile Gialla è una delle quattro componenti fondamentali del nostro organismo, che, se in eccesso, produce comportamento collerico.

In effetti l'ira e l'impulsività sono tratti fondamentali dell'Ariete: il segno è caratterizzato da grande energia, da un pieno ottimismo che, però, è facile allo scoraggiamento. L'Ariete, che va dal 21 Marzo al 20 Aprile, incarna la giovinezza, direi l'adolescenza: è il ragazzo che si ribella all'autorità, le prime uscite in discoteca, i giochi sulla spiaggia, il temperamento innocente e impulsivo. 

Gli Ariete, di solito, riescono a rimanere connessi con il loro bambino interiore: mantengono un lato della personalità infantile, incline al gioco, al divertimento, alla burla. Sono molto capaci nello sport, perchè hanno bisogno di sfogare l'energia guerriera  e vitale di Marte: amano la competizione, amano vincere ma provano gioia anche nel giocare, nel partecipare.

I nati dell'Ariete vengono al mondo nel periodo relativo a Ostara, alla festa della Primavera: contengono il seme del risveglio, dell'entusiasmo, dell'azione. Come le piante, che si risvegliano in questo periodo, anche i nati del segno mantengono la capacità fresca e innata di reinventarsi, di rimanere innocenti, di essere franchi, diretti, senza filtri (a volte anche troppo).

Marte è connesso alla volontà, allo sforzo, all'energia pura: regola e protegge il sistema immunitario (che è il sistema di difesa del nostro organismo), allo sforzo muscolare, e al sangue (per il suo colore rosso e perchè dà vita al nostro corpo).

Le parti del corpo dominate dall'Ariete, e che sono collegate al segno, sono la testa, il naso, la bocca, gli occhi e il cervello.
Gli Ariete sono più soggetti, rispetto ad altri segni, a nevralgie, vertigini, mal di testa; spesso hanno infiammazioni, la febbre è di solito alta, e possono subire rash cutanei su viso, collo, o comunque nella parte alta della persona; possono avere disfunzioni cerebrali, perdita di memoria, compromissione dei lobi cerebrali e malattie connesse a questo organo.


E' facile capire come mai all'Ariete corrisponde la testa, ed il sangue: la testa è la prima parte che esponiamo alla vita, uscendo dall'utero materno: come la piantina che deve erompere dal seme, farsi spazio tra le zolle, emergere cercando il sole: proprio in questo sta la sintesi del carattere di chi ha il Sole in Ariete: l'innocenza, l'onestà, la caparbietà, la forza di una vita appena nata.

E' possibile che l'Ariete viva periodi di stanchezza, di esaurimento fisico, di demoralizzazione. Il continuo stimolo alla vita, alla competizione, allo sforzo possono stancare, alla lunga: ed è difficile a volte trovare rilassamento e riposare, per recuperare le forze. Se l'Ariete si sente frustrato, può sfogare la sua rabbia all'esterno, diventando iroso e aggressivo: questo porta ad un aumento della pressione e ad un battito irregolare del cuore. Oppure è possibile che Ariete si deprima, si ritragga dal mondo e che somatizzi la sua rabbia internamente, che si trasformerà in infiammazione, artrite, dolore articolare, ristagno di tossine a livello del sangue.

Le piante collegate al segno dell'Ariete sono:

piante che bruciano, come il Rafano o la Senape
piante che stimolano, come lo Zenzero e il Peperoncino
piante che hanno spine, come il Biancospino oppure l'Ortica

La pianta principale collegata all'Ariete è Ortica


Pianta collegata a Marte, all'elemento Fuoco, è pianta di protezione e curativa.
La segnatura relativa a Marte la troviamo nelle sue spine, urticanti ma anche stimolanti della circolazione (un tempo l'ortica veniva utilizzata per curare dolori articolari e artriti attraverso il contatto con la parte interessata attraverso "urticature": metodo ovviamente caduto in disuso).

L'Ortica ha un'azione stimolante, sopratutto a livello del sangue e della sua depurazione. Abbiamo detto che Ariete tende ad accumulare stress e tossine anche a livello circolatorio e del sangue: Ortica regola la circolazione, migliora la pressione, arricchisce il numero di globuli rossi e aumenta il tasso di emoglobina.
Fornisce al sangue il ferro necessario, migliora il nostro metabolismo.

Allo stesso tempo, stimola l'eliminazione delle scorie dal sangue attraverso l'aumento della diuresi.

Inoltre, Ortica è un ottimo alimento: non solo buono da mangiare, ma anche utile. Apporta vitamine, minerali, nutrienti importanti specie nei momenti di affaticamento generale, di stanchezza, di necessità di recupero.

La pianta rimedio dell'Ariete, la pianta che riequilibra i suoi stati disarmonici, è senza dubbio Achillea.




Pianta in parte mercuriale e in parte legata alla Terra, conosciuta anche per essere l'erba del guerriero. Il suo stesso nome proviene da Achille, perchè gli permise di guarire ferite mortali in guerra. 

La sue energia è fredda-secca, e permette di bilanciare gli stati infiammatori determinati da un eccesso di calore. E' dunque indicata per l'eccessiva energia marziale, calda, e serve per le infiammazioni della pelle, per la febbre persistente, per i dolori che provengono da un'infiammazione.
Achillea aiuta i nati dell'Ariete sia quando sono sovraccarichi, sia quando sono nella fase discendente, magari con un accumulo di tossine nel sangue.

Achillea serve anche come emostatico: ferma le emorragie e regola lo scorrere del sangue. Riesce a liberare il calore intrappolato nel nostro organismo, attraverso la sua azione depurativa, detossinante, riequilibrante.

Achillea, infine, ricorda agli Ariete che è possibile lasciarsi andare al flusso delle cose, senza dover sempre andare oltre, e oltre, e oltre. Apporta equilibrio, insegna a dosare le forze, mantiene una perfetta omeostasi.

Vuoi sapere di più sulla tua erba Guida, oppure hai bisogno di un consiglio personalizzato:? Ricorda che puoi avere un'ora di amore (per te), sul mio sito!


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domenica, dicembre 27, 2015

Intervista con il mazzo: Nomad Tarot



Per il Solstizio mi sono regalata un bellissimo mazzo: si chiama Nomad Tarot, e puoi trovarlo in vendita da Beth, nel suo shop.

Prima di iniziare ad usarlo per le mie consulenze, l'ho messo tutta la notte sotto la luce della Luna Piena, la Notte di Natale: è arrivato da me solo pochi giorni prima. La sincronicità che ha accompagnato l'arrivo del mazzo mi ha dato indicazioni su di lui: deve proprio essere un mazzo magico, mi sono detta.

In effetti, anche la lettura che va ad esplorare le sue caratteristiche me lo ha confermato: ti va di andare a vederle insieme a me?

Ho utilizzato la stesa di Beth, come avevo già fatto in precedenza.




1. Qual è la tua caratteristica principale? La carta è il Four of Fire, che corrisponde al 4 di Bastoni. Sembra che la caratteristica principale del mazzo sia un'energia che si irradia verso l'esterno, che non può essere costretta tra quattro mura. Il 4 è simbolo di stabilità, solidità, anche di limite: associato alla suite di Bastoni, e collegato al fuoco, diventa energia in esplosione, che erompe e si irraggia da un centro pulsante.

La caratteristica principale del mazzo è collegata al Fuoco, all'energia gioiosa, alla creatività: è un mazzo che chiede di essere utilizzato!

2. Quali sono i tuoi punti di forza? La risposta ce la dà il Child of Fire, il Fante di Bastoni. I Fanti, o i Paggi, sono il germoglio della caratteristica della suite a cui appartengono: il Fante di Bastoni, collegato al Fuoco, è una scintilla vitale, creativa, emozionale. Il punto di forza del mazzo è la possibilità che dà al lettore di intuire, di creare, di avere  un approccio spontaneo e puro, come un bambino che legge il suo libro preferito.

Il mazzo predispone alla lettura intuitiva, immediata, spontanea: in effetti, proprio a causa della struttura dei disegni, molto spazio viene dato all'intuizione ed alla libera interpretazione.

Un'altra carta di Fuoco, insieme alla prima e alla quarta, che vedremo dopo: il mazzo racchiude molta energia creativa, vitale, immediata.

3. Quali sono i tuoi limiti? La carta stavolta è un Arcano Maggiore, il Matto. Leggendola in collegamento con le carte precedenti, direi che non potrebbe essere più appropriata: il mazzo porta ad una lettura  immediata, intuitiva, semplice. Come un bambino che si affaccia alla vita per la prima volta, ha la capacità di portare una visione pura e diretta.

Il limite può essere legato ad una troppa impulsività, che può portare ad una interpretazione affrettata e non misurata. Utilizzando il mazzo devo farmi trasportare, si, dalla sua energia fresca e spontanea, ma ricordarmi anche di analizzare con calma tutti gli aspetti della lettura.

Il limite del mazzo è legato alla sua freschezza, alla sua immediatezza. Non è un mazzo troppo cervellotico, anzi: è diretto, semplice, intuitivo.

4. Cosa puoi insegnarmi? Il Sette di Bastoni, la carta relativa all'affermazione di sè, al potere personale. Il mazzo può insegnarmi a prendere il mio posto, come lettrice di Tarocchi, e a difendere il mio modo di leggere le carte. Il mazzo può insegnarmi a prendere sicurezza con le mie letture, ed a mettere a frutto i miei talenti. A prendere una posizione, risplendendo. A mettermi in gioco, più che con altri mazzi.

Data la sua natura semplice, che lascia molto spazio all'immaginazione e all'interpretazione, il mazzo può insegnarmi a fidarmi di più del mio intuito, a prendere coscienza delle mie capacità.

5. Come posso collaborare al meglio con te? Ecco che esce Queen of Earth, la Regina di Pentacoli. Con il mazzo devo pormi in maniera semplice, diretta, concreta. La Regina di Pentacoli, o Denari, è Madre Terra: connessa con la terra, accoglie, nutre, rende le persone migliori facendole sentire meglio. Va diretta al punto, con gentilezza: ed ha un rapporto speciale con le piante e con gli animali. Il mazzo richiede che io rispecchi le caratteristiche di questa Regina, che amo molto.

La connessione con la natura e con gli animali la sento profondamente: è bellissimo sapere che il mazzo può esaltare questo mio lato, la mia natura più intima.

6. Il potenziale della nostra relazione: il Due di Coppe. Che dire di più? E' un innamoramento in piena regola. Io e questo mazzo ci siamo visti, ci siamo piaciuti subito e ci siamo raggiunti, nonostante la distanza. C'è una connessione intima, legata a molte affinità, a cose che abbiamo in comune. Parliamo lo stesso linguaggio, e se il mazzo fosse una persona sarebbe una mia intima amica.




E tu, cosa ne pensi di questo mazzo? Lo conoscevi? Hai anche tu un mazzo di cui ti sei innamorata? Scrivilo nei commenti!