martedì, gennaio 20, 2015

L'Abete mi accompagna



Cammino al mattino, e mi imbatto in fresche gemme di Abete. Profumatissime, ne prendo una tra le dita e sfrego, e il profumo balsamico di questo meraviglioso albero mi accompagna lungo il bosco.
Verrò a raccogliere le gemme, e ne farò sicuramente unguenti magici, per il raffreddore e per riconnettersi all'energia saggia e cosmica di questo Albero.
Mi metterò in ascolto, per sentire che cosa ha da raccontarmi. Dove può guarire, che cosa proteggere.

Mi sto riappropriando del mio tempo: tempo libero, al di fuori del lavoro. Ridimensiono tutt le cose, e sistemo le giuste priorità. Resto aperta e ricettiva.


Gemme di Abete vicino casa

Questa nuova me, risorta dalle ceneri dell'anno passato, dall'esperienza dell'aborto, mi stupisce. E' più tranquilla, dà tempo al tempo. Allo stesso tempo è molto, molto anticonformista.
Mi sta venendo fuori una vena ribelle che pensavo di aver dimenticato, relegata ormai negli anni della prima giovinezza.

Ma ehi, sono ancora assai giovane. E mi sono ripresa i colori, la fantasia, le fate tra le foglie degli alberi.
Non ho bisogno di forzare la mia creatività, perchè se ne esce da sola, libera.



Nelle piccole e nelle grandi cose: nei progetti per il futuro, in questo senso di maternità spontaneo, non forzato e non desiderato, ma semplicemente accettato; nei nuovi punti che imparo ad uncinetto, e nel nuovo testo che andremo a mettere su con la mia compagnia; nelle passeggiate respirando aria pulita, e nel mio lavoro.

A proposito di questo, e delle lezioni che tengo alle ragazze sui cosmetici...ecco una ricettina provata, sperimentata ed approvata:

Panetto detergente all'argilla e mandorle (fonte: Questo lo faccio io! di Francesca Nicoletti)



50 grammi di argilla bianca
30 grammi di farina di mandorle
oleolito di Calendula q.b.

Mescolate in un contenitore le polveri, aggiungendo oleolito fino a formare una palla bella solida.
Conservate in un barattolino, e utilizzatelo per detergere la pelle del viso una volta alla settimana.

Staccate un pezzettino del composto, ammorbiditelo con acqua tiepida e passatelo sul viso.

P.S. : Bimbe, se mi leggete...domani facciamo questo ed il sapone! ;)

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giovedì, gennaio 15, 2015

Semplice



Ho bisogno di semplicità.
Di focus sulle cose che amo.
Di fare decluttering anche dei pensieri,degli obbietivi.

Il lavoro che faccio, in negozio, in città, mi porta a ricercare spazi di vita selvatica assi più di prima, quando ci ero completamente immersa.
Nei miei momenti liberi voglio esplorare il mio bosco, dove sono cresciuta. Passare tempo sotto la Quercia, che conosce tutti i miei pensieri. Raccogliere bacche di Rosa Canina, e ghiande per farne collane.
Riprendere in mano i miei studi di fitoalimurgia. Raccogliere, cucinare, conservare.

Le foto che ho ripreso a fare sono cambiate. Dopo i mesi trascorsi a sperimentare con PS, ho necessità di tornare all'essenziale.



La base del cappello che sto realizzando per un'Amica

Fotografare i piccoli momenti, la luce piena, la materia naturale.

Ho voglia di tè verde in brocche smaltate, ad accompagnare il mio studio sui Tarocchi.

Ho voglia di nuovo e di semplice. Di diretto, senza fronzoli. Devo riappropriarmi della mia energia, che molto spesso e per lungo tempo ho sprecato disperdendola in mille cose, spesso inutili.

La sensazione è quella di essermi trasformata da Papessa ad Imperatrice. Da un'energia passiva, che stava lì in gestazione, a covare, a riflettere e rimuginare, un'energia collegata con il mondo del pensiero e dell'Idea, mi sento traslata in una nuova energia. Creativa, potente, nuova. Giovane e feconda. 

Leggevo stamattina il meraviglioso post di Daniela, e anche se siamo in condizioni e momenti di vita estremamente diversi, provo anche io una sensazione simile.
Di essere pronta, come vi dicevo. Aperta. Disponibile.

La metamorfosi, per quello che mi riguarda, passa anche attraverso i vestiti che indosso.
I vestiti per me hanno significato sempre molto: vuoi per il mio passato (e presente) teatrale, o per la mia infanzia trascorsa con una nonna sarta, il fatto è che ho sempre cambiato guardaroba a seconda dei momenti della mia vita.

Adesso ho desiderio di vestiti colorati, particolari, stravaganti. Vintage, possibilmente.

Ho voglia di indossare i vestiti che ho sempre amato, ma che non ho avuto mail il coraggio di portare.
La sera mi ritrovo a navigare sui siti di vestiti vintage (Etsy ne ha milioni, e ci sono vestiti davvero deliziosi): ho in progetto di razziare il mio mercatino dell'usato preferito, non appena avrò il tempo di farci un giretto.

Inoltre, stiamo già lavorando al prossimo copione: amo iniziare i nuovi progetti, e questo nuovo testo è molto stimolante.

Mi sento come se fossimo già in Primavera, pronta a sbocciare.




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sabato, gennaio 10, 2015

Parliamone









Parliamo delle donne. Anzi, parliamo delle donne e del loro rapporto con la gravidanza. Uuuuh che palle, direte, rieccoci a parlare di nuovo dell'argomento figli si, figli no.

Vorrei parlare di come la mia idea di gravidanza, ed il mio relazionarmi con essa, sia cambiata nel passare degli anni. Vorrei parlarne perchè mi sembra che, tra donne, la questione gravidanza sia un argomento di scarsissima importanza quando una non lo è ancora e non lo desidera, e invece quanto sia, poi, argomento di totale e monopolizzante importanza quando una lo è.

Io sono andata a fasi.

Fase 1 : o dell' "Io incinta? Per carità!"

questa fase mi ha accompagnata dai 20 ai 30 anni circa. Facevo l'attrice, poi ho aperto il mio negozio di erbe, poi volevo fare l'orto, poi avevo già due cani che bastano ed avanzano, poi ancora non è il momento, poi (e soprattutto): sai che menata deve essere avere un figlio? Non dormi più, non mangi più, non esci più. La tua storia d'amore inizia a traballare, i tuoi progetti si sgretolano come argilla al sole. Nel mentre, c'è da dire che ero nella fase (anche) uscite con le amiche + aperitivi + cene fuori + seratine a ballare nei posti underground e/o a teatrare.

Non incontravo MAI donne incinte: le mie amiche che già avevano figli erano molto più mature di me, molto più capaci di me, molto più mamme di me. La donna incinta era un'entità sconosciuta, che gravitava  al di fuori del raggio di azione mio e di chi mi stava vicino.

Mi ricordo che a volte, quando indossavo i miei amati vestitini estivi stile impero, morbidi sulla pancia, c'era qualche anziano del paese che mi diceva: "Sei incinta?" e io rispondevo, puntualmente infastidita :" Io? Neanche per sogno!"

Fase 2: o dell' (Estenuante) Ricerca

Dopo aver incontrato l'Amore, ecco che un desiderio nuovo ed inconsulto si affaccia alla mia mente. Voglio un bambino. Voglio un figlio che sia la sintesi perfetta dell'amore tra me e Andrea. Uh si, avere figli che menata, ma il nostro sarà diverso. Lui dormirà la notte, mangerà il giorno, sarà indipendente, leggerà a tre anni e a sette sarà già laureato in fisica nucleare. Eh si, che gran fatica educare un figlio, ma noi ce la faremo, noi siamo diversi, oh yeah.

Dopo anni e anni di paranoie sulla facilità di concepimento, lezioni di educazione sessuale su come usare il preservativo, genitori medici che mi hanno sempre, e dico sempre, inculcato i benefici della precauzione e l'assoluta necessità di stare attenti, pensavo (ingenuamente) che restare incinta fosse un gioco da ragazzi.

E invece no. Anni di viva il preservativo, usatelo sempre, etcetera etcetera, ma una volta che incinta invece ci vuoi rimanere, scopri che non è così facile come diceva mamma.

Calcoli su calcoli che neanche l'ufficio balistico della NASA. Grafici, curve cartesiane, punti e linee. Se il ciclo è di 26 giorni vai sicura che il 10 giorno rimani incinta, calcolando anche la posizione della Luna e la quadratura di Giove con il tuo segno. Sogni profetici.Consigli su posizioni improbabili da assumere dopo l'amore.

Temperatura basale: e metti il termometro, e leva il termometro e riporta i dati sul grafico (non sto scherzando, e se non ci credete andate a vedere il famosissimo sito Fertility Friend ).

Niente accadeva.

Improvvisamente il mondo attorno a me si riempie di donne incinte. Sono per strada, al supermercato, alle Poste. Spuntano da dietro gli angoli delle strade, belle, rotonde, incinte. Sono in tv, tutte le star si sono messe d'accordo per rimanere incinte adesso. C'è pure la Kate d'Inghilterra, che non passa giorno senza sapere quanti minuti mancano al parto, e poi come è bello il principino, e quante volte ha riso/pianto/fatto la cacca.

Ognuna di loro è una pugnalata dritta al cuore. Lo prendo come un fatto personale: perchè io no? Vorrei gridarlo a gran voce: ehi, gente, perchè TUTTE rimangono incinte e io no? Eh?

Nel mentre, anche le mie amiche rimangono incinte a raffica. Attorno a me si parla di parti, pance, latte, neonati.

Io me ne sto abbastanza in silenzio, con le mestruazioni puntuali ogni mese.

Fase 3: o del Panico.

Dai e dai, sono incinta. E mi pento amaramente di:

non aver letto tutto lo scibile umano su allattamento, parto, educazione dei figli, gravidanza, nanna, pappe, e così via
non essere abbastanza organizzata da gestire lavoro handmade, casa, energie, orto, cani
non essere abbastanza mamma
non vivere in città
non aver trovato un lavoro stabile che poteva garantirmi sicurezza economica e indipendenza e blablabla

Mentre passo le giornate cercando di accogliere la gravidanza, arrivo al terzo mese, e come sapete perdo il bambino.

Fase 4: o del Non So Come Ho Fatto

La fase 4 è ancora attuale. Comprende la disperazione della perdita, la rabbia per ciò che è accaduto, la speranza nel futuro, l'accettazione per quello che non si può cambiare, il grande amore tra me e Andrea che ogni giorno si fortifica nonostante le difficoltà, e anche il gran culo di aver trovato un lavoro. In erboristeria. Abbastanza vicino casa. Un lavoro che mi piace.

Fase 5: o dell' "Anche No"

Le donne incinte che incontro non mi suscitano invidia. Non sento più quel dolore lancinante che mi attanagliava completamente alla visione di una pancia rotonda. Anzi, per dirla tutta, quando vedo una donna incinta penso: ebbè, mò son cavoli tuoi.

Intanto, le mie amiche hanno figli splendidi, che le impegnano in maniera direttamente proporzionale alla loro meraviglia ( e sappiate che i miei nipotini sono tutti assolutamente meravigliosi).

Mi ritrovo a pensare: che culo che possiamo andare al cinema/a cena fuori/cambiare programma all'ultimo minuto/dormire fino a tardi quando non lavoriamo/fare l'amore quando ci va/fare giratine senza pargoli che devono dormire/mangiare/giocare !
quasi quasi un figlio anche no. O anche dopo. O almeno non adesso. Insomma. Vedremo.

Fase 6: o del "Che bella!"

Mi trovo adesso in questa fase qua. Che se vedo una donna incinta la osservo con piacere. Se mi imbatto in un articolo su internet che parla di gravidanza, allattamento, parto, se ho voglia lo leggo. O anche no. Ma non mi ferisce, nè mi spaventa, nè mi fa sentire esclusa dal consesso femminile.
Che se una dei miei contatti facebook annuncia la lieta novella di una gravidanza imminente, non tolgo le notifiche e smetto di seguirla (si, ho fatto anche questo).
Se mi trovo con una mamma con il suo pargoletto, non ho paura, non mi sento meno donna, non invidio la sua situazione. La vedo per quello che è: una donna come me, con le sue gioie ed i suoi dolori.
Se vedo un bambino, non mi chiedo se dorme, se i sui genitori sono felici, se è un piccolo dittatore, se fa i capricci. Lo osservo, per quello che è.

Poi, se la mia amica Ila durante una merenda tra donne mi mette in braccio la sua batuffolina Viola, o se Nora mi sorride guardandomi negli occhi, o se Elettra gattona e io la vedo nel video che mi manda Silvia, o se Zelda mi offre una tazzina di tè per gioco, o se Leone tende le sue manine verso di me e vuole che lo prenda in braccio, o se Niso apre gli occhi e mi sorride,se Elia mi legge le letterine tutte in fila senza sbagliarne nemmeno una, se Zeno mi regala un disegno, se Carlotta raccoglie con me i sassolini del mare, io semplicemente godo di quei momenti, per quello che sono. La magia della vita, la bellezza dei bambini.

Penso che ci siano molte cose faticose, nella vita. Molte cose difficili, per le quali vale la pena, comunque sia, di mettersi in gioco.

Che ne dite, sono pronta?


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mercoledì, gennaio 07, 2015

Ciao Ciao Saturno (o dei nuovi inizi)



Inizia il 2015. Il numero mi piace, assai di più di quel 2014 che era rigidino, severo, non dava spazio alla fantasia.
Inoltre, grazie al cielo Saturno è uscito dalla quadratura con l'Acquario: caro Saturno, grazie mille, son stati tre anni abbastanza pesantucci, adesso ciao eh.

Bene: inizio subito l'anno con un piccolo progetto, di cui dò anche qui l'annuncio. Ho aperto una pagina FB collegata al blog! evviva evviva, possiamo trovarci nel salotto virtuale più famoso del mondo, per scambiarci ricette, sogni, consigli ed esperienze.

Ho pensato che la pagina potesse essere un'estensione del blog: tutti i collegamenti, le piccole cose, gli altri blog che seguo, gli appunti...potrete trovarli lì. E potrete anche interagire in maniera più libera e spaziosa.

Il lavoro in negozio procede bene, ed il fatto di avere un lavoro come dipendente mi lascia grande libertà: nei momenti in cui non sono in negozio posso dedicarmi al 100% a tutto ciò che amo. Ho ripreso con il sapone, solo per uso personale e per baratto; ho in mente nuove ricette di unguenti e balsami, e molte tisane composte; e non vedo l'ora che arrivi Primavera per andare a raccogliere, conservare, cucinare, sperimentare con le erbe spontanee.

Voglio anche nutrire il progetto di un piccolo shop on line, sempre collegato al blog; pensavo di mettere erbe spontanee, tisane, unguenti, balsami, oleoliti. Tutto l'occorrente per vere Streghe di Campagna!

Voglio anche approfondire, ancora di più. lo studio e la pratica dei Tarocchi: vorrei creare un piccolo gruppo di studio on line, collegato appunto alla pagina, ma anche questo fa parte dei progettini del 2015 che vedremo via via.

Per ora, vi lascio il link alla neonata pagina: www.facebook.com/CasaEdera

Vi aspetto!




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martedì, dicembre 16, 2014

Il tempo vola


Pensavo stamattina, in un raro momento di tranquillità lavorativa (sotto Natale i negozi sono frenetici, me lo ricordavo bene e devo dire che mi mancava, quell'attività fatta di carta regalo, nastri fiocchi e pacchettini tipica del periodo) che tra un mese è già gennaio.

Una parte di me continua  a contare in un calendario sbagliato i mesi che mi separano a febbraio: ora sarei stata di sette mesi. Avrei avuto la pancia bella grossa, avrei sentito il mio bambino muoversi. Manca un mese a gennaio, due mesi a febbraio. E febbraio, per un caso del destino, coincide anche con il mese in cui, se volessimo, potremmo riprovare una gravidanza.

Ad agosto tutto mi sembrava assurdo. I mesi da passare infiniti. Invece eccomi già qua, quasi arrivata a quel traguardo. Eccomi qui, completamente diversa.



foglia di Gingko Biloba trovata durante una passeggiata in città


E' difficile fare un punto e capire a fondo come mi sento. Sono aperta alla possibilità; e di sicuro ho definitivamente abbandonato quel senso di angoscia e di smania che collegavo con la possibilità di restare incinta. In questa mia nuova vita, dove il lavoro ha acquistato molta importanza, è come se fossi tornata più vicina alla mia natura indipendente. Il pensiero di avere un figlio, adesso, è qualcosa che vedo lontano, proiettato nel futuro...insomma, non adesso. 

Riscopro in me un nuovo tipo di creatività: qualcosa che è sempre stato lì, sopito, ma che non sapeva come uscire fuori. Adesso mi sembra che basti non opporre resistenza, che anche la mia vena creativa trova sfogo immediato.

Ho ritrovato il piacere di cucinare; qualche giorno fa, in una mattinata di sole, mi sono messa a cucinare samosa con Andrea. Sono venuti perfetti, grazie ai consigli di Lisa Casali e anche di Joby, il marito indiano di una cara amica. Ci ha cucinato i suoi samosa, qualche settimana fa, e ci ha fatto vedere come si fa per chiuderli e per formare fagottini perfetti. Andrea li ha chiusi uno ad uno, con una maestria che ha radici nella sua magia personale, fatta anche di qualche piccola radice indiana, secondo me. Con gli occhi profondi che si ritrova sicuramente ha qualcosa di indiano nello spirito. :)


I nostri samosa, buonissimi!

Durante i giorni di festa che ci aspettano voglio leggere, scrivere (il sangue di mia mamma scorre prepotente nelle mie vene e nelle mie dita: riscopro in me anche un certo bisogno di scrivere, immaginare, inventare, poetare che mai avevo sentito prima) e cucinare: impastare pane e schiacciate, fare torte, rilassarmi con una tisana profumata di Cannella; trovare finalmente il tempo per andare a trovare amiche che non vedo da un pò di tempo ( Nata di Marzo voglio conoscere le tue piccole panterine! Silvia, tu ed Elettra mi mancate tantissimo; Onda e Nora, idem: ci vuole un pomeriggio di chiacchiere fitte tra donne); fare l'amore senza pensieri, coccolarmi con qualche regalino, e trovare il tempo per fare il sapone (Silvia, non ti dimentico: non appena trovo il tempo la prima forma di sapone è la tua!).

I libri da leggere sono questi qua: Il piacere è sacro, di Riane Eisler, e I desideri dell'anima, di Clarissa Pinkola Estes. Fanno bella mostra di sè già da un pò di tempo, sul mio comodino: non  aspetto altro che di avere il tempo di immergermi nelle loro pagine!

Vi segnalo anche un fantastico blog, famosissimo e che forse conoscerete già: SporaBlog, il blog di Spora: una donna meravigliosa, di infinita ispirazione. L'ho scoperta da poco ma è come se la conoscessi da sempre: un vero esempio. E chissà che prima o poi non faccia uno dei suoi corsi Stiletto, io, che non ho mai messo i tacchi in vita mia!


Una delle mie Aloe: era quasi senza vita, una mattina l'ho ritrovata così...bellissima e rinata.

Il concetto di anticonformismo, che mi è sempre stato caro, mi sta davvero insegnando tanto su di me. Ho sempre avuto paura di essere troppo diversa, troppo strana: e quindi se facevo scelte controcorrente, poi dovevo bilanciare la mia vita con altre scelte più normali, più inquadrate.Invece sto arrivando a capire che il vero anticonformismo è seguire la propria natura, quella che in inglese si direbbe inner nature, la natura che sta dentro di noi.

Come la Dea, che possiamo solo trovare in noi, anche la nostra natura sta lì: dnetro il nostro utero, dentro il nostro cuore, dentro la nostra pancia. Impariamo ad ascoltarci, anche quando ci sussurra cose che non sono esattamente coerenti con il pensiero comune: casa, famiglia, lavoro, figli. Non siamo solo questo. Ma, sopratutto, siamo noi che possiamo decidere come gestire tutto questo.

La mia casa ha finestre rosse come le mie scarpe da ballo, e ancora le fate e gli elfi del bosco mi guardano dalle finestre accostate, nella penombra delle sere d'estate. Io sono ancora quella ragazzina lì, che si rifugiava nella casa di montagna per vedere meglio fate e folletti. Sento ancora i loro campanelli trillare la mattina presto, tra le nuvole aranciate e l'aria azzurra e frizzante.
Crescere non significa per forza conformarsi a ciò che ci dicono gli altri. O a ciò che fanno gli altri.

Crescere significa ritrovare il proprio filo rosso,  tenerlo stretto nelle mani, per non farlo scappare più.

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giovedì, novembre 27, 2014

Espandere i propri orizzonti



Rifletto, negli ultimi tempi, sul concetto di anticonformismo. Mi scopro a pensare che anti-conformista è colui che è fuori dalla forma. Non è nella diversità o nella stravaganza che si trova l'anticonformismo, ma nell'avere orizzonti ampi. Tenere ampi i miei orizzonti, questo sto cercando di fare.

E finalmente mi sento bene nel capire che le cose sono fuori controllo: che niente si può decidere nè controllare; che possiamo solo abbandonarci.
Relax, it's all out of control. Sembra questo il mio mantra ultimamente. Perchè mi sento bene, e sollevata da molte responsabilità, nel pensare che le cose sono incontrollabili. Che alcune cose, come la vita e la morte, sono al di fuori della nostra capacità di decidere.

Imparo moltissimo dalle esperienze anche piccole che sto facendo: insegnare alle ragazze a scuola mi fa trovare speranza nel futuro. Mi rivedo in loro, la me di quando avevo 16 anni. In quell'età così difficile e complessa, e bellissima, quello che mi sento di dire loro, oltre alle lezioni su come ottenere creme corpo perfette, è di tirare fuori la loro sensibilità, e di stare attente a quello che c'è fuori. Senza paura.

Loro non lo sanno, ma mi insegnano molto.
Mi hanno insegnato che il futuro non è di nessuno, ma è di tutti. Che i figli non sono di chi li fa, ma dell'umanità.

Il mio approccio all'idea di maternità è completamente cambiato. Da figlia del sole nell'Acquario, adesso ho capito e appreso profondamente che fare un figlio non è un atto egoistico (voglio-avere-un-figlio), ma è un atto di amore nei confronti del futuro dell'umanità.

I figli sono semi di futuro, e non sono nostri.
Sono così sollevata, dopo tutto questo lungo percorso, sollevata dal desiderio, sollevata dall'ossessione, semplicemente attenta e rilassata.

Intanto, ritrovo la mia professione in negozio, giorno dopo giorno, riprendendo quella che è la cosa che riesco a fare meglio: ascoltare gli altri, provare a curarli. Un percorso terapeutico che mi riporta alle mie origini, figlia di due medici.

Mio padre mi ha insegnato a raccogliere chi cade. Lui forse non lo sa nemmeno, ma questa è l'eredità che sento fortemente provenire da lui.

Mi perdo nei colori dell'autunno, nelle foglie dell'albero magico che è nel giardino di Casa Edera da poco: un Acero Giapponese, bellissimo. Le sue foglie sono stelle, i suoi colori incredibili.

Cammino nei giorni, a volte di corsa, a volte dimenticandomi la cosa più importante: che è semplicemente...non fare niente. Aspettare, vivere, abbandonarsi, dare il meglio in ogni momento, vivendolo con profondità.

Ora capisco anche quello che alla scuola di teatro ci hanno insegnato: non fare niente. quando sei in scena, non devi fare niente! mi dicevano. E' vero: nella scena, come nella vita, ci vuole semplicità e purezza.

E finalmente mi è tornata la voglia di autoprodurre di nuovo: mi sono imbattuta in un libro bellissimo, questo qui


e voglio già fare le mille ricette che sono li dentro. Ho ripreso a fare pane, schiacciata, torte con la pasta madre. E nei prossimi giorni riprenderò l'uncinetto, che ormai giace abbandonato da mesi e mesi.



Eccole qua, le mie stelle d'autunno. A breve posterò di nuovo ricette ed esperimenti vari...non vedo l'ora di avere un pò di tempo da dedicare a nuovi spignattamenti.

Felice fine di Autunno!

martedì, novembre 04, 2014

-free


Di questi tempi, con le ovaie protette ed a riposo, come dice la mia splendida Gine (si, finalmente ho trovato la Gine che mi corrisponde, che mi appartiene: dopo tutti questi travagliati mesi l'ho trovata. Credo che trovare la Gine giusta sia un pò come innamorarsi) mi sono incuriosita molto per quanto riguarda la comunità e la filosofia childfree.

Anche in Italia è presente questo movimento, composto da persone che per scelta non vogliono figli. Uomini e donne, etero ed omosessuali, decidono che no, figli no, grazie.
Mi sono letta con molto interesse il loro forum: devo dire che, anche se non mi sento assolutamente in linea con la loro filosofia, molte loro riflessioni danno da pensare.

Io desidero un figlio. Lo sapete, ormai è storia trita e ritrita (e sto pensando anche che la prossima gravidanza, cari amici lettori, ve la sorbirete tutta dall'inizio alla fine, test di gravidanza incluso). Molte cose però negli ultimi mesi sono cambiate: sono rimasta incinta, ho perso il bambino, ho trovato un lavoro che mi piace, sto prendendo la pillola (a causa del vaccino per la rosolia che ho fatto un mese fa).

Insomma, anche se non sono una childfree, in questo momento della mia vita sto vivendo come tale.
Ed è vero: ho un lavoro che mi soddisfa e che mi rende più indipendente economicamente; la notte dormo ininterrottamente; posso cucinare a che ora voglio, mangiare quello che voglio, anche una ciotola di pop corn spaparanzata sul divano con il mio amore; possiamo fare l'amore in tranquillità, prendendoci i nostri tempi; possiamo uscire, passare le serate fuori con gli amici, possiamo leggere indisturbati, rilassarci, andare al cinema o a teatro; io posso portare avanti il mio progetto teatrale e continuare con le mie regie (il mio primo spettacolo, debuttato il 30 Ottobre, è andato davvero bene!); posso dedicarmi con calma alle cose che amo fare, come cucinare, impastare il pane, leggere ed approfondire testi sulla magia naturale, sulle erbe, fare esperimenti con cosmetici naturali e fare il sapone (per me, adesso); e la lista potrebbe essere ancora molto lunga.

Mi incuriosisce molto il punto di vista delle non-mamme: delle donne che, per scelta, non hanno voluto figli.

Io, dal canto mio, voglio restare aperta, come dice il mio PsicoMago.Voglio restare aperta e ricettiva, abbandonarmi alla semplice ricezione. Alla ricettività, che non è passività.

Mi scopro a desiderare un figlio, quel bimbo che si è affacciato mesi fa, ma con minor bramosia. Prima, vorrei avere la sicurezza di poter mantenere il mio lavoro, che mi piace e mi soddisfa. Poi, inizio a pensare che una donna è completa e femminile anche se non è madre: la creatività si esperisce in tante forme, non solo in quella materna.

Aspetto, e stavolta davvero, con grande apertura e fiducia. Senza aspettarmi niente, solo desiderando che tutto, per una volta, vada davvero per il meglio.


Piccole Cose


Accorgermi che è fiorita la pianta di Incenso, non me n'ero accorta. Come un piccolo segno che può avermi lasciato il mio nonno

:

Pranzare con un Avocado intero, maturo e dolcissimo



Un micio nero, di fronte a CasaEdera, che si è goduto con me gli ultimi raggi di sole autunnale