Ogni giro di Ruota porta con sè riflessioni profonde. Samhain è passato, quest'anno i compagnia di un'amica ri-trovata, di una teglia di patate e mele, stufa accesa e chiacchiere. Il mio rituale è stato semplice, diretto. Ricordare le proprie radici, le proprie Antenate. Le donne che, prima di me, sono state Madri e mi hanno concesso di essere donna e figlia. Le donne della mia famiglia, donne forti, originali, profonde. Ho liberato le mie paure bruciandole con il fuoco. E desiderato intensamente, sognando ad occhi aperti.
Questi giorni di vacanza sono stati riempiti da stimoli magici e creativi: la fantastica Mostra a Palazzo Strozzi a Firenze, sull'avanguardia Russa. Se ne avete l'occasione andate a visitarla, io e Andrea ci siamo incantati in quelle stanze, sospesi tra Russia e Oriente, tra magia e realtà. Gli uomini-radice, i manufatti siberiani, la civetta come protezione. Davvero imperdibile.
Immersi come eravamo nelle atmosfere russe, non ci siamo persi Zio Vanja a teatro, con la regia di Bellocchio. Cechov è sempre Cechov, forse il mio preferito quando si tratta di testi teatrali, sia da vedere che da interpretare.
Ho amato questi giorni passati in giro, assorbendo Arte da ogni poro della pelle. Il momento prima che inizi uno spettacolo in teatro, quel momento di buio in cui tutti, sia gli attori che il pubblico, trattengono il respiro, come prima di un tuffo. La bellezza delle opere russe, il portarmi a casa, dentro di me, la forza e la magia della Donna con Serpenti di Kalmakov. Fare le carte di notte, nella notte del 31 Ottobre, interrogare gli Arcani e ritrovare sempre, come ogni volta, pezzettini di me.
Sul comodino ho un Libro sui Tarocchi, sento il bisogno di dedicarmi di nuovo allo studio delle mantiche. E' uno studio che non si interrompe mai, davvero simile ad un cammino, un cammino iniziatico. Non si conclude, ma va sempre un pochino più avanti, dentro di noi.
Cerco di fare chiarezza dentro di me. Non voglio più, in questo anno che viene, essere così addolorata e sentirmi così vuota per la mia attesa e -per ora- inarrivata gravidanza.
Voglio anche rompere i tabù, e parlarne; sembra che il desiderare un figlio sa ancora un argomento difficile di cui parlare, come sei il desiderarlo troppo impedisse la sua venuta, un pò come il famosissimo "non pensarci, vedrai che accade" che mi viene ripetuto ad ogni piè sospinto.
So benissimo che c'è del vero anche in questa frase, in questa tendenza popolare. Bisogna pensarci di meno, forse anche per lasciare spazio affinchè il miracolo della vita si compia. Lasciare che le cose avvegano spontaneamente.
Proprio per questo ho buttato, insieme alle ceneri di samhain e alle mie paure, gli stick per l'ovulazione, il termometro per la temperatura basale, i grafici e le statistiche.
Mi sono stufata, davvero, Questo figlio io quasi quasi non lo desidero più. O meglio, lo desidero ma non lo voglio più cercare. Che, davvero, altrimenti mi rovino la vita, la mia e di quelli che mi sono accanto.
Per adesso vivo, e creo attraverso la mia arte. Vado al cinema, a teatro, a vedere mostre e a fare fotografie nel bosco anche quando fuori tira vento. Vivo senza paura, con le radici nella mia terra morbida e fresca di Autunno.
Forse per fare un figlio bisogna fertilizzarsi bene, come si fa con l'orto. Il mio concime è fatto di:
arte sciamanica da vedere, annusare, godere e praticare
ricettine afrodisiache e sperimentali
spignattamenti di autoproduzione, insieme al mio lavoro di Saponaia che mi sta dando grandi soddisfazioni
teatro fatto dalle amiche, da chi conosco e da chi non ho mai visto. E un piccolo sogno, quello di tornare in scena
tango, danza libera e sognante insieme alla mia maestra di danza, che sta diventando un'amica speciale
le manine della mia nipotina meravigliosa, figlia della mia Syl
mani nella terra, tra le foglie di autunno, nel bosco, nel mio orto
Vedremo che cosa nasce. E speriamo che sia Femmina! ;)
Le foto di questo post sono state scattate prima di Samhain, vicino casa.
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